Guida gravidanza

9 Nona settimana di gravidanza

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22 Giugno 2015
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la nona settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.
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Settimana 9 di gravidanza


Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la nona settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

 

 

I sintomi della nona settimana di gravidanza


Comincia il terzo mese di gravidanza: molto probabilmente la pancia non è ancora visibile, ma gli abiti possono cominciare a stringere.

 

I sintomi possono essere molto variabili da donna a donna e da gravidanza a gravidanza. In generale, ecco una serie di sensazioni che si possono provare: affaticamento e sonnolenza, nausea, desiderio o avversione per certi cibi, cambiamenti della sensibilità del seno, frequente bisogno di urinare, capogiri.

 

Consigli salute nella nona settimana di gravidanza


Il fattore Rh negativo Si tratta di un sistema di classificazione del sangue che deve il suo nome alle scimmie Macacus rhesus, su cui vennero condotti i primi studi in materia. Una mamma con fattore RH negativo può avere il sangue incompatibile con quello del suo bambino nel caso in cui il papà sia RH positivo e il bimbo abbia ereditato la caratteristica paterna. Il problema in genere non si pone con il primo bambino, ma con gli eventuali successivi figli.

 

La mamma RH negativo sviluppa infatti anticorpi contro il sangue Rh positivo nel momento in cui vi entra in contatto, eventualità che di norma accade solo durante il parto (ma in alcuni casi può accadere anche prima, per esempio per aborto o minaccia d'aborto, esami invasivi, traumi addominali). Una volta formati, questi anticorpi possono aggredire il sangue di un secondo o terzo figlio se per caso fosse, come il primo, RH positivo.

 

Per impedire che si verifichi una simile eventualità, che comporterebbe la nascita di un bambino colpito da una grave malattia del sangue (malattia emolitica del neonato), dopo il parto a tutte le donne Rh negativo che hanno avuto un figlio Rh positivo viene effettuata un’iniezione di immunoglobuline anti Rh  che scongiurano un simile pericolo. La profilassi con queste immunoglobuline può essere effettuata anche nel corso della prima gravidanza, nelle donne che hanno avuto eventi potenzialmente immunizzanti (come un esame invasivo). Ultimamente si sta affermando la prassi di non aspettare che la donna Rh negativa abbia già partorito per somministrarle l'immunoprofilassi, ma di effettuarla di routine già a 28/30 settimane.

 

Il consiglio Se non l'hai ancora fatto, è opportuno eseguire la batteria di esami del sangue prevista dal Servizio sanitario nazionale, che comprende anche il fattore Rh (Leggi anche: Ottava settimana di gravidanza). Per sapere tutto sul fattore Rh, leggi anche FATTORE RH, RISCHI SOTTO CONTROLLO

 

Il feto nella nona settimana di gravidanza


Comincia a delinearsi il collo, mentre i genitali non sono ancora evidenti. Il cervello cresce febbrilmente e in generale tutti gli organi fondamentali sono in crescita. Il bimbo comincia a muoversi, anche se in modo ancora impercettibile per la mamma.

 

Focus: e se fossi in dolce attese di gemelli?


Se hai già fatto un'ecografia, questa potrebbe aver rilevato due battiti cardiaci, e quindi la presenza di due gemelli. Al momento, però, non si può sapere se siano monozigoti oppure dizigoti. I gemelli monozigoti derivano dalla divisione di un unico ovocita femminile fecondato da un unico spermatozoo, mentre i gemelli dizigoti derivano da due ovociti fecondati da due spermatozoi diversi.

 

I primi sono quindi perfettamente identici dal punto di vista genetico (anche l'aspetto è praticamente identico), mentre i secondi sono come due normali fratelli, quindi possono anche non assomigliarsi affatto e, naturalmente, essere di sesso diverso. Il sesso diverso esclude che siano monozigoti, ma il sesso identico non dà la certezza che lo siano, così come lo stesso gruppo sanguigno non assicura totalmente che i gemelli sono identici. Si può essere certi che i gemelli sono identici se hanno la stessa placenta, perché nel 100% dei casi i gemelli dizigoti hanno ciascuno la propria placenta e il proprio sacco amniotico, ben distinti.

 

Tuttavia è anche possibile che due gemelli monozigoti abbiano placente diverse (10% dei casi). In effetti, i gemelli identici possono avere due placente e due sacchi amniotici; oppure un’unica placenta comune e due sacchi amniotici distinti; oppure un unico sacco amniotico e una sola placenta (è questa l’eventualità più rara). Per avere una diagnosi sicura rispetto al tipo di gemellarità c’è solo un modo: effettuare i test combinati del DNA. Il test non è necessario di routine, ma può diventare importante per esempio, nel caso in cui uno dei due gemelli sviluppi una malattia genetica e vi sia dunque bisogno di sapere se anche l’altro gemello corre con certezza lo stesso rischio.   

Perché nascono gemelli? Il concepimento di gemelli dizigoti è favorito dall’età materna superiore ai 38 anni; da un’alta statura materna; dall’ereditarietà e dai trattamenti contro l’infertilità. Riguardo all’ereditarietà sembra che abbia più peso il patrimonio genetico della madre rispetto a quello del padre: questo significa che possono esserci maggiori probabilità che i bimbi siano due se ci sono gemelli nella famiglia materna. Non c’è nessuna evidenza che confermi l’idea, ben radicata nell’immaginario popolare, che i gemelli nascano a generazioni alterne.  Leggi anche Gemelli, gravidanza e parto

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