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Salute e benessere

Nausea in gravidanza: le 9 cose da sapere secondo le linee guida Usa

Di Valentina Murelli
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02 Ottobre 2015 | Aggiornato il 22 Gennaio 2018
Nausea e vomito in gravidanza sono condizioni che non comportano conseguenze per il bambino, ma possono essere molto fastidiose per la mamma. Qualche soluzione però c'è: ecco quelle proposte dalle linee guida americane

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Perché viene la nausea in gravidanza? Quali conseguenze può avere per il bebé? E, soprattutto, ci sono strategie o farmaci sicuri e utili per contrastarla? A fare il punto della situazione su tutto quello che sappiamo, oggi, su nausea e vomito in gravidanza, sono le Linee guida dell'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG). Che soprattutto sul fronte del trattamento contengono qualche novità.

 

1. Chi soffre di nausea in gravidanza
Sei in dolce attesa e soffri di nausea o, peggio, di vomito? Non sei certo l'unica: solo una donna su quattro non sperimenta questi sintomi, un'altra donna su quattro soffre di nausea e addirittura una donna su due di nausea associata a vomito. In casi più rari (da 3 a 30 ogni 1000) nausea e vomito diventano altamente debilitanti, al punto da poter richiedere il ricovero in ospedale: si parla allora di iperemesi gravidica.

 

2. Quando compare la nausea e quanto dura
Praticamente in tutte le donne che manifestano nausea o vomito associati alla gravidanza, questi sintomi compaiono prima delle 9 settimane. Se si presentano più tardi può darsi che le cause siano altre (per esempio disturbi metabolici o gastrointestinali). In genere, la situazione si risolve da sola intorno alle 16-20 settimane.

 

3. Da che cosa dipende la nausea in gravidanza
Non sappiamo ancora esattamente quali siano le cause di nausea e vomito in gravidanza. Le Linee guida ACOG indicano tre ipotesi principali:

 

  • Predisposizione psicologica. L'idea è che nausea e vomito siano il riflesso di un disagio psicologico preesistente, oppure una risposta dell'organismo a una nuova situazione di stress. Le Linee guida ricordano però che, secondo le conclusioni di una revisione scientifica dei dati disponibili sull'argomento, l'ipotesi dell'origine psicologica sarebbe quanto meno "discutibile".
  • Adattamento evolutivo. Nausea e vomito potrebbero essere una strategia sviluppata nel corso dell'evoluzione umana per tenere la donna e il suo bambino lontani da cibi potenzialmente pericolosi. Questa teoria potrebbe anche spiegare la temporanea avversione che molte donne provano nei confronti di alcuni odori o sapori nei primi mesi di gravidanza.
  • Origine ormonale. Secondo questa ipotesi, nausea e vomito dipenderebbero dall'innalzamento dei livelli di alcuni ormoni, in particolare gonadotropina corionica  ed estrogeni.

 

4. Chi è più a rischio nausea
Il rischio di soffrire di nausea e vomito aumenta se la gravidanza è gemellare o molare: probabilmente, ciò dipende dal fatto che in queste condizioni aumenta la massa della placenta, che produce una maggior quantità di gonadotropina corionica.

 

Anche la storia familiare e le caratteristiche genetiche individuali possono avere un peso: rischiano di più donne con madri o sorelle che hanno avuto iperemesi gravidica o che ne hanno sofferto in gravidanze precedenti. Più a rischio anche le donne che soffrono normalmente di emicrania o mal d'auto o che stanno aspettando una bambina.

 

5. Niente paura per il feto
La presenza di nausea e vomito non deve preoccupare rispetto all'andamento della gravidanza: in genere, infatti, non è associata a eventi avversi. Anzi, alcuni studi hanno indicato un minor tasso di aborto per le donne che ne soffrono.

 

Per quanto riguarda l'iperemesi gravidica, alcuni studi suggeriscono l'associazione, in alcuni casi, con un basso peso alla nascita del bambino.

 

6. Come prevenire la nausea
Secondo i risultati di alcune indagini, donne che al momento del concepimento stavano assumendo un integratore multivitaminico presentano un minor rischio di nausea e vomito significativi. Questo però non significa che bisogna assumere integratori di questo tipo con il solo obiettivo di ridurre questo rischio: la loro assunzione va comunque concordata con il medico.

 

 

7. Quando intervenire
Non ci sono criteri clinici precisi ai quali fare riferimento per stabilire quando è opportuno un trattamento contro nausea e vomito in gravidanza. Secondo le Linee guida americane bisogna valutare caso per caso, tenendo in considerazione la percezione che la donna ha della gravità dei suoi sintomi e il suo eventuale desiderio di una terapia. In altre parole, se la donna soffre e desidera un rimedio per la propria condizione, non c'è ragione per negarglielo.

 

Il documento ricorda inoltre che, secondo i dati disponibili, il mancato trattamento delle prime manifestazioni di nausea o vomito in gravidanza aumenta il rischio di andare incontro a iperemesi gravidica. E a differenza di quanto accade con sintomi più lievi, questa è sicuramente una condizione da tenere sotto controllo perché, se non affrontata, può portare a disidratazione, grave perdita di peso e alterazione degli equilibri metabolici.

 

Se la donna non risponde alle strategie o ai farmaci per il contenimento di nausea e vomito e non riesce a tollerare liquidi è necessario il ricovero in ospedale.

 

8. I trattamenti non farmacologici
Prima di arrivare ai farmaci, alcune strategie possono essere d'aiuto per ridurre i fastidiosi sintomi. Ecco quelle indicate dalle Linee guida ACOG:

 

  • Riposa ed evita gli stimoli sensoriali che, in base alla tua esperienza, possono provocare la nausea: certi odori, il troppo caldo, i rumori forti, le luci intermittenti:
  • Non rimanere mai digiuna troppo a lungo, preferendo piccoli pasti frequenti. Evita cibi speziati o grassi e al mattino, prima di alzarti, comincia la giornata con un piccolo snack proteico o con dei cracker.
  • Lo zenzero può dare una mano: si è infatti dimostrato efficace nel ridurre i sintomi e, secondo gli esperti ACOG, può essere considerato un'opzione non farmacologica.

Per quanto riguarda l'agopuntura e la cosiddetta acupressione del punto P6 (per esempio con appositi braccialetti), gli studi condotti hanno dato risultati contrastanti e non definitivi. Si può provare, ma al momento non ci sono evidenze scientifiche solide della loro efficacia. E lo stesso vale per la psicoterapia, mentre qualche risultato positivo in più c'è (ma anche in questo non definitivo) per l'ipnosi.

 

9. I farmaci possibili
Come trattamento di prima linea contro nausea e vomito, le Linee guida ACOG suggeriscono una combinazione di vitamina B6 e dell'antistaminico doxilamina.

 

In effetti, negli Stati Uniti è disponibile dal 2014 un farmaco con queste caratteristiche, il primo farmaco antinausea per la gravidanza messo sul mercato dopo la drammatica vicenda della talidomide (si trattava di un medicinale indicato in modo specifico per ridurre la nausea durante la gestazione, ma il suo impiego è risultato associato a gravi malformazioni fetali e per questo è stato ritirato dal mercato negli anni Sessanta).

 

Secondo i risultati degli studi clinici disponibili, il nuovo farmaco (in America si chiama DIclegis e lo produce Duchesnay)  è sicuro per il feto: il suo utilizzo non comporta il rischio di malformazioni.

 

Ma attenzione: in Italia al momento non è disponibile. "Di fatto non lo è neppure la doxilamina, che è presente solo in alcuni preparati contro tosse e raffreddore, insieme ad altri farmaci indicati per queste condizioni, come il paracetamolo" sottolinea Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano.

 

Questo non significa che, da noi, le donne con nausea e vomito in gravidanza debbano per forza soffrire: possono provare la vitamina B6 (o piridossina) e sono comunque disponibili altri antistaminici. In effetti anche le Linee guida per la gravidanza fisiologica del nostro Ministero della Salute indicano questa categoria di farmaci come la più efficace contro nausea e vomito in dolce attessa. "Tra i prodotti disponibili in Italia, si potrebbe utilizzare per esempio la prometazina oppure la metoclopramide" sottolinea Clavenna.

 

 

Per quanto riguarda un altro farmaco talvolta utilizzato per nausea e vomito in gravidanza, l'ondansetron, le linee guida ACOG, come pure il sito Farmaci e gravidanza dell'AIFA raccomandano qualche cautela di utilizzo in più, perché non ci sono dati certi e definitivi su sicurezza ed efficacia e per via di alcuni effetti collaterali.