Test di gravidanza

Test di gravidanza positivo: 10 cose da fare subito

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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04 Novembre 2014 | Aggiornato il 17 Ottobre 2018
Prenotare la prima visita ostetrica, assumere acido folico, controllare eventuali terapie farmacologiche che si stanno seguendo, evitare alimenti o comportamenti a rischio e altro ancora: scopri tutto quello che bisogna fare quando si scopre di aspettare un bebè.
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Bastano quelle lineette colorate del test di gravidanza positivo per sentirsi già mamma ed immaginarsi con un pargoletto tra le braccia. Ma ci vogliono ancora nove mesi e di cose da fare ce ne sono tante. Ecco le 10 da fare subito. 

1. Scegliere da chi farti seguire

Può essere il tuo ginecologo di sempre, oppure un'ostetrica, o puoi rivolgerti a un consultorio o all'ambulatorio ostetrico-ginecologico dell'ospedale in cui pensi potrai partorire (o di cui magari ti hanno parlato bene le tue amiche). L'importante è individuare al più presto una persona oppure un centro che ti diano fiducia, perché saranno i tuoi punti di riferimento per tutti i nove mesi della gravidanza.

 

Se per qualche motivo sai già che la tua gravidanza è a rischio, per esempio perché soffri di qualche malattia cronica come il diabete, o perché in gravidanze precedenti hai avuto complicazioni come la preeclampsia o, ancora, perché hai avuto aborti ripetuti, meglio scegliere subito un ginecologo specializzato in patologia della gravidanza o rivolgerti a un centro di secondo o terzo livello

 

2. Assumere acido folico

In realtà l'ideale sarebbe assumerlo anche prima del concepimento, ma se non lo stavi già facendo è molto importante che tu cominci a farlo non appena scoperto il test positivo.

 

L’integrazione di acido folico è raccomandata da tre mesi (o almeno da un mese) prima della gravidanza e per tutto il primo trimestre ed è molto importante per la prevenzione di anomalie congenite, in particolare quelle riguardanti il tubo neurale come la spina bifida” dice Anna Franca Cavaliere, ginecologa presso il Policlinico Gemelli di Roma. “La dose standard è di 400 microgrammi al giorno, a meno che non vi siano condizioni specifiche, come epilessia o diabete di tipo I, che richiedono un dosaggio anche volte superiore”.

 

3. Controllare i farmaci assunti

Se stai assumendo farmaci per malattie croniche, è meglio consultarti subito con il tuo specialista di riferimento: sarà lui a decidere se continuare, modificare o sospendere la terapia.

 

Allo stesso modo, è bene chiedere consiglio al ginecologo prima di assumere qualunque farmaco, anche da banco. Vale anche per prodotti insospettabili, come potrebbero essere creme per l'acne a base di derivati dell'acido retinoico, che potrebbero provocare anomalie fetali.

 

In caso di qualunque dubbio, puoi chiamare il numero verde 800883300 del Servizio informazioni sull'uso dei farmaci in gravidanza e allattamento del Centro antiveleni dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È attivo 24 ore su 24.

 

4. Eliminare fumo e alcol

Lo stile di vita in gravidanza è molto importante e andrebbero modificati da subito alcuni comportamenti che potrebbero mettere a rischio la salute del feto.

 

La prima cosa da fare sarebbe smettere di fumare, visto che il fumo di sigaretta in gravidanza è associato a numerosi rischi tra i quali aborto, parto prematuro e basso peso alla nascita. Ma anche l'alcol, che attraversa facilmente la placenta e può essere responsabile della sindrome feto-alcolica, andrebbe evitato. “Tra l'altro, va tenuto presente che non esiste una dose di alcol dimostrata sicura in gravidanza, quindi per precauzione è consigliabile evitarlo del tutto” dice la ginecologa.

 

5. Adottare precauzioni anti-toxoplasmosi

Se non conosci ancora lo stato di immunità nei confronti di alcune infezioni come la toxoplasmosi, è necessario adottare da subito le necessarie precauzioni, come consumare solo carni cotte, lavare accuratamente le verdure crude ed evitare il contatto con le feci di animali, soprattutto il gatto.

 

 

Nel corso del primo appuntamento con il ginecologo, verrà comunque programmato, tra i vari esami da fare, anche il toxo-test per verificare appunto se sei immune o meno. Allo stesso modo, farai test per la rosolia, l'HIV e il citomegalovirus.

 

6. Evitare sport intensi

Evita sport intensi o a rischio traumi come sci, equitazione, fit boxe, jogging e tutte le attività agonistiche. Ma attenzione, questi non significa che devi stare sdraiata sul divano per nove mesi, anzi! Attività fisica e sport fanno molto bene in gravidanza, si tratta solo di scegliere quelli più in linea con la tua nuova condizione. Chiedi consiglio al tuo ginecologo o all'ostetrica.

 

 

7. No alla sauna

No alla sauna perché fa aumentare la temperatura corporea e la sudorazione, determinando ipertermia transitoria e facendo abbassare la pressione arteriosa. Come ricordano indicazioni ben precise del Servizio sanitario inglese, il National Health Service: "Ci sono pochi studi relativi alla sicurezza di sauna o bagno turno in gravidanza, ma sarebbe meglio evitare, perché espongono al rischio di surriscaldamento, disidratazione e svenimento".

 

8. Bere tanta acqua

Durante la gravidanza aumenta fisiologicamente la quantità dell’acqua corporea fino a sette – otto litri in più rispetto al solito, per questo è normale che una donna incinta abbia bisogno di un maggiore introito di liquidi. In più, assicurarsi il giusto apporto di acqua serve a mantenere il volume plasmatico ottimale all’interno dei vasi sanguigni, prevenendo cali di pressione.

 

9. Proteggere la pelle dal sole

In estate, oltre a non esporti al sole nelle ore più calde, ricordati di applicare sempre una protezione solare elevata, soprattutto sul viso, dove, per ragioni ormonali, possono comparire macchie scure (il cosiddetto cloasma gravidico).

 

10. Metti in calendario i vaccini contro influenza e pertosse

I vaccini vanno in genere evitati in gravidanza, salvo due eccezioni. Sono infatti caldamente raccomandati dagli esperti il vaccino contro l'influenza e quello contro la pertosse, che aiutano a proteggere la salute di mamma, feto e nascituro. Entrambi questi vaccini sono comunque da effettuare nel secondo trimestre.

 

 

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