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Zika e gravidanza: tutto quello che bisogna sapere per le vacanze in paesi a rischio

Di Valentina Murelli
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07 Giugno 2016
Stanno per cominciare le Olimpiadi in Brasile, paese a rischio Zika: l'Oms non ha ritenuto opportuno chiedere lo spostamento della sede dei Giochi, ma consiglia alle donne incinte di evitare i viaggi qui e in altre zone a rischio. E anche chi non aspetta un bambino dovrebbe seguire alcune precauzioni per proteggersi dall'infezione.

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È  già cominciato il conto alla rovescia per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, con la cerimonia di inaugurazione fissata per il prossimo 5 agosto. Il paese, però, è uno di quelli a rischio Zika: anzi, è proprio quello dal quale è partita l'emergenza legata a questo virus trasmesso dalle zanzare, molto pericoloso durante la vita fetale. Se una donna lo contrae in gravidanza, infatti, per il bambino aumenta il rischio di malformazioni e anomalie neurologiche.

 

Che fare, allora, in vista dei Giochi e delle vacanze estive? Si può andare nei paesi in cui è presente il virus, o meglio evitare? Per l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non ci sono dubbi: le donne incinte devono evitare le zone a rischio, mentre chi progetta di allargare la famiglia può andarci, ma rimandando di qualche mese la ricerca di una gravidanza. L'indicazione è di praticare sesso sicuro - o astenersi del tutto - per almeno due mesi dopo il ritorno da un paese a rischio. Se però un uomo di ritorno da un paese colpito ha manifestato i sintomi della malattia, dovrebbe astenersi o usare il preservativo per almeno sei mesi.

 

Vediamo tutte le informazioni sul virus e i consigli su come evitarlo forniti proprio dall'Oms.

 

Che cos'è Zika e come viene trasmesso
Zika è un virus di origine africana che viene trasmesso attraverso le punture di zanzare infette del genere Aedes - per intenderci, è quello al quale appartiene la zanzara tigre - responsabili anche della trasmissione di malattie come dengue, febbre gialla e chikungunya.

 

Il virus può essere trasmesso anche attraverso rapporti sessuali. Tutti i casi documentati di trasmissione sessuale riguardano maschi sintomatici: non ci sono prove, almeno per il momento, di trasmissione da parte di donne o di maschi asintomatici.

 

Un'infezione spesso asintomatica
Molto spesso l'infezione è del tutto asintomatica: chi prende il virus non se ne accorge neppure. Altre volte possono esserci sintomi lievi come febbre, eruzione cutanea alcuni giorni dopo la puntura da parte di un insetto infetto, congiuntivite, dolori muscolari e articolari, senso generale di stanchezza. Questi sintomi durano di solito pochi giorni, al massimo una settimana e, se serve, possono essere trattati con antidolorifici e antipiretici.

 

Rischio di sindrome di Guillain-Barrè per gli adulti

Nonostante l'infezione sia asintomatica o con sintomi leggeri, il virus è comunque pericoloso per gli adulti, perché può causare la sindrome di Guillain-Barrè, una malattia neurologica dovuta al fatto che il sistema immunitario della persona colpita attacca i nervi della persona stessa. Si tratta di una malattia rara, spesso priva di conseguenza anche nelle forme più gravi. A volte, però, può portare a paralisi o addirittura a morte.

 

Nei paesi colpiti da Zika è stato osservato un aumento dei casi della sindrome: le indagini condotte hanno portato alla conclusione che il virus può effettivamente causare la malattia. Non significa che tutte le persone che lo contraggono si ammaleranno, ma che per loro aumenta il rischio che succeda.

 

Rischio di malformazioni per i feti

L'altro grande problema legato al virus riguarda le donne in gravidanza: le future mamme possono trasmettere Zika al feto, con possibili conseguenze importanti per il bambino. È ormai dimostrato, infatti, che il virus può causare microcefalia, una malformazione caratterizzata da una significativa riduzione delle dimensioni del cranio e del cervello, che può associarsi a ritardo mentale o a condizioni come epilessia e paralisi.

 

Non solo: gli studi più recenti sembrano indicare che l'esposizione in utero al virus può portare anche ad altre anomalie congenite, come malformazioni del volto, spasticità, epilessia, problemi agli occhi, tanto che si comincia a parlare di una sindrome congenita associata al virus.

 

Anche in questo caso, non significa che tutte le donne che contraggono il virus in gravidanza partoriranno bambini malati: però il rischio c'è. E proprio per questo motivo chi aspetta un bambino dovrebbe evitare i paesi a rischio e chi lo cerca o non esclude una gravidanza dovrebbe cercare di evitare di rimanere incinta proprio durante un viaggio in queste zone, o nelle settimane subito successive al ritorno. C'è infatti la possibilità che la gravidanza parta proprio mentre è in corso l'infezione.

 

I paesi a rischio Zika
Attualmente sono 60 i paesi nei quali è documentata la trasmissione attiva del virus da zanzare infette. Si trovano per lo più in America centrale e meridionale, ma anche nel Sud-Est asiatico e nelle isole del Pacifico.

 

Paesi e territori che riportano trasmissione di virus Zika da zanzare | WHO

 

Olimpiadi 2016: l'Oms conferma Rio
Con il Brasile che è proprio al centro dell'emergenza Zika, ci si è ovviamente posti il problema: non sarebbe meglio spostare la sede dei giochi, per evitare che da Rio de Janeiro il virus possa diffondersi ulteriormente? Il 28 maggio scorso, l'Organizzazione mondiale della sanità si è espressa sul tema, dichiarando che "cancellare o spostare la location dei Giochi olimpici 2016 non altererà significativamente la diffusione internazionale del virus Zika". Il Brasile, del resto, è soltanto uno degli oltre 60 Paesi e territori nei quali è documentata la trasmissione del virus da zanzare: tutti paesi nei quali comunque si continua a viaggiare.

 

Proteggersi dalle punture di zanzare
Per evitare la trasmissione da parte di zanzare infette, bisogna cercare di evitare le punture. Alcuni semplici accorgimenti possono aiutare:

  • Indossare abiti coprenti, con maniche e pantaloni lunghi, possibilmente di colore chiaro;
  • Preferire gli ambienti con aria condizionata, dove in genere gli insetti non entrano;
  • Se non c'è aria condizionata, assicurarsi che gli ambienti chiusi abbiano almeno zanzariere alle finestre e sopra al letto;
  • Utilizzare repellenti contro gli insetti, che possono essere applicati sia sulla pelle sia sugli abiti. Esistono formulazioni adatte anche per le donne incinte ma, come abbiamo detto, chi aspetta un bambino dovrebbero evitare di andare nei paesi in cui è presente il virus. Brasile compreso;
  • Evitare zone caratterizzate da scarse condizioni igieniche e prive di acqua corrente, dove ci sono più infestazioni di zanzare ed è maggiore il rischio di venire punti.

Come ridurre il rischio di trasmissione sessuale

Per evitare il rischio di trasmissione sessuale la strategia migliore - oltre all'ovvia astensione dai rapporti - è l'utilizzo di preservativi, gli unici contraccettivi che garantiscono una barriera fisica contro i virus. Questo è fondamentale sia per le donne incinte - che magari non sono andate nei paesi a rischio ma hanno compagni che ci sono stati anche per un breve periodo: i rapporti protetti dovrebbero durare per tutta la gravidanza - sia per chi cerca un bambino, o comunque non esclude una gravidanza. In questo caso, il sesso sicuro dovrebbe essere praticato per tutta la durata del viaggio e per almeno 8 settimane dopo il ritorno, per scongiurare il rischio che parta una gravidanza quando è ancora possibile l'infezione.

 

Gli uomini di ritorno da un paese colpito e che hanno manifestato i sintomi tipici dell'infezione (febbre, eruzione cutanea, dolori articolari o muscolari, congiuntivite), dovrebbero astenersi o praticare sesso sicuro per almeno 6 mesi.

 

A parte le donne incinte, chi sogna di andare in vacanza in un paese a rischio Zika o a tifare per la propria squadra a Rio de Janeiro può farlo, con qualche precauzione per evitare l'infezione. Se però si desidera fortemente un figlio e non si vuole aspettare oltre a cercarlo, meglio cambiare meta.