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14 Quattordici settimane di gravidanza

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17 Luglio 2015
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la quattordicesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

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14 settimane di gravidanza
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la quattordicesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna. Iscriviti al forum per condividere la tua gravidanza con altre future mamme

 

Consigli salute nella quattordicesima settimana di gravidanza

  • Rischio di infezioni e intossicazioni alimentari Alcuni alimenti possono veicolare microrganismi pericolosi, perché in grado di causare malattie direttamente, o attraverso la produzione di tossine. In gravidanza, alcune di queste infezioni, come toxoplasmosi, listeriosi, salmonellosi, possono compromettere lo sviluppo fetale o comportare aborto o parto prematuro. Il consiglio Il rimedio è semplice: basta prevenire, evitando gli alimenti che comportano i rischi maggiori. Ecco la lista degli alimenti no: 
  • Carne cruda o poco cotta, compresi salumi (no a prosciutto crudo, bresaola, salame, coppa, sì a prosciutto cotto, mortadella, cotechino);
  • Frutti di mare crudi (cozze, ostriche);
  • Latte crudo (acquistato sfuso in cascina o nei distributori);
  • Formaggi a pasta molle preparati da latte crudo e con muffe (gorgonzola, brie, camembert);
  • Uova crude o poco cotte (attenzione anche a creme dolci, se preparate con uova fresche, non pastorizzate);
  • Verdure crude e frutta fresca se consumate fuori casa. In casa, puoi consumarle dopo un accurato lavaggio.
TOXOPLASMOSI
CHE COS'E' È un'infezione causata dal microrganismo Toxoplasma gondii. Nella grande maggioranza dei casi è un'infezione banale, che spesso passa inosservata. Se però viene contratta durante la gravidanza, può provocare (anche se non obbligatoriamente) danni anche molto seri al bambino, tra i quali ritardo mentale, cecità, alterazioni neurologiche. Secondo i dati del Ministero della salute, in Italia il 60 per cento delle donne in gravidanza è a rischio di contrarre l’infezione. Leggi anche: Toxoplasma in gravidanza, le 7 cose da sapere
IL TOXO TEST Si tratta di un esame (previsto dal Servizio sanitario nazionale per le donne incinte) che consente di verificare se la donna è già entrata in contatto con il parassita, e dunque ha sviluppato anticorpi contro di lui. Una volta contratta, infatti, l'infezione lascia un'immunità permanente e non si rischia più di ammalarsi. 
Se il test è negativo, significa che la donna non ha mai preso la malattia e che quindi potrebbe contrarla durante i nove mesi di gestazione, esponendo il suo piccolo a tutti i rischi del caso. In caso di primo test negativo, l'esame viene prescritto più volte nel corso della gravidanza
Se invece il test è positivo, si distinguono due situazioni (che vengono discriminate dal test stesso): la donna può aver contratto l'infezione in passato e non essere più a rischio di trasmetterla al feto, oppure può avere l'infezione in corso. In questo caso, c'è la possibilità che passi al suo bambino. Va detto però che il rischio globale di trasmissione della malattia al bambino è compreso tra il 18 e il 44 per cento: è più basso se la mamma sviluppa l’infezione entro le 15 settimane di gravidanza e più alto se la contrae successivamente. Si sa anche, però, che più è precoce l’epoca di gravidanza in cui viene contratta l’infezione, maggiori possono essere i danni per il bambino.

COME PREVENIRLA Poiché non è ancora chiaro se le terapie disponibili (si tratta di antibiotici) siano effettivamente efficaci nell'impedire la trasmissione dell'infezione al bambino in utero, è importantissimo puntare sulla prevenzione. Basta seguire alcune semplicissime regole per ridurre  sensibilmente la possibilità di ammalarsi. Eccole: 
Lavarsi accuratamente le mani prima di preparare i cibi 
Lavare con estrema cura la frutta e la verdura prima di mangiarle (se cotte non ci sono problemi)
Consumare solo ed esclusivamente carne e salumi ben cotti 
Usare i guanti quandosi deve toccare il suolo (per esempio, per fare giardinaggio) 
Evitare il contatto diretto con le feci dei gatti. Leggi anche: Gatti e toxoplasmosi. Un mito da sfatare.

 

SESSO? SÌ GRAZIE
Se la gravidanza è fisiologica, cioè non ci sono particolari problemi, l’attività sessuale può continuare come prima, anche nel caso in cui fosse molto frequente. In effetti, non è mai stato dimostrato che il sesso possa nuocere in qualche modo al bambino o anticipare la data del parto. Anzi, nelle Linee guida del Ministero della salute viene citato uno studio da cui è emerso che avere rapporti sessuali 1-2 volte a settimana tra 23 e 24 settimane di gravidanza è associato a una minore incidenza di parto pretermine. L’incidenza diminuisce ancora in caso di rapporti sessuali affrontati 3-4 volte alla settimana. 

L’attività sessuale può essere sconsigliata, invece, in alcuni casi. Per esempio, se la gravidanza è iniziata dopo precedenti ripetuti aborti, se è stato applicato un cerchiaggio perché il collo dell’utero tendeva a dilatarsi, e, nelle ultime settimane di gravidanza, se si aspettano di due gemelli. Comunque, spetta al medico sconsigliare i rapporti o addirittura suggerire di evitarli. In quest’ultima eventualità, va ricordato che l’intimità può comunque essere resa desiderabile e coinvolgente anche quando si deve evitare la penetrazione.
 

Il feto nella quattordicesima settimana di gravidanza
Il bambino cresce a ritmo sostenuto, si muove, ha il riflesso della suzione e della deglutizione grazie al quale inghiotte abilmente il liquido amniotico. Adesso i genitali sono evidenti per cui durante l’ecografia può essere già possibile individuarli per scoprire se si tratta di un bimbo o di una bimba.