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27 Ventisettesima settimana di gravidanza

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06 Agosto 2015
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la ventisettesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

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Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la ventisettesima settimana di gravidanza. Con la  consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

 

I sintomi della ventisettesima settimana di gravidanza
La linea nigra A questo punto della gravidanza potrebbe già comparire sul pancione una linea scura che corre verticalmente dal pube all’ombelico e, a volte, anche oltre. Un’antica credenza popolare vuole che la linea superi l’ombelico quando si aspetta una bambina e che si sia in attesa di un maschietto se non la oltrepassa: ovviamente è solo una leggenda senza fondamento.


La linea nigra compare come conseguenza dell’eccessiva produzione di melanina, responsabile anche delle macchie gravidiche sul viso. Con la differenza che la linea, nella quasi totalità dei casi, si attenua gradualmente fino a sparire del tutto nell’arco di qualche mese dopo il parto, mentre le macchie sul viso possono rimanere per lunghissimi periodi. Leggi anche: GRAVIDANZA, STOP ALLE MACCHIE SUL VISO

 

Il feto nella ventisettesima settimana di gravidanza
 Verso la 27ma settimana, i movimenti del bambino possono essere avvertiti con chiarezza anche dall’esterno, semplicemente appoggiando una mano sul pancione. A volte compare sulla superficie del pancione una piccola gobba che corrisponde a un piedino o a una manina. Il piccolo può avere il singhiozzo, che la mamma percepisce come piccoli sussulti che si manifestano a intervalli regolari.

 

GEMELLI È BELLO
Il legame tra due gemelli è generalmente molto più forte di quello tra due normali fratelli perché i due bambini già durante la vita intrauterina socializzano tra loro nel senso letterale del termine. Si è osservato, grazie all’ecografia, che quando i gemelli si toccano il loro battito cardiaco si modifica. Crescere insieme nell’utero li allena alla convivenza al punto che, dopo la nascita, non di rado succede che il pianto dell'uno non svegli l'altro.