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Secondo trimestre di gravidanza

Minaccia di aborto tardivo o di parto pretermine

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05 Febbraio 2013
Una minaccia d’aborto o di parto pretermine nel secondo trimestre sono un’evenienza poco frequente, tuttavia è raccomandabile rivolgersi al ginecologo se si avvertono contrazioni dolorose o se si verificano perdite ematiche

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È un’evenienza decisamente poco frequente, che riguarda solo l’1% delle gravidanze, tuttavia anche nel secondo trimestre possono capitare segnali che possono preannunciare una minaccia d’aborto tardivo o, se i sintomi si presentano dalla 24ma settimana in poi, una minaccia di parto pretermine.

Contrazioni e perdite: quando sono normali e quando no

I due principali segnali di un aborto tardivo o di un parto pretermine sono le contrazioni uterine e le perdite ematiche. “Va specificato tuttavia che avvertire nel secondo trimestre lievi contrazioni dell’utero o una sensazione di pancia dura può essere del tutto normale” fa notare Stefano Bianchi, primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano: “a determinare tali sintomi possono essere la rapida e notevole crescita dell’utero e la distensione dei legamenti uterini.

Anche i movimenti fetali possono indurre l’utero a contrarsi, così come i cambi repentini di posizione da parte della mamma (se ad esempio si alza dal letto un po’ troppo in fretta) oppure l'attività fisica intensa: si tratta però di indurimenti non dolorosi e che scompaiono rallentando semplicemente i propri ritmi.

Se però la futura mamma avverte un indurimento della pancia insolito o degli spasmi tipo premestruali, piuttosto intensi e ripetuti, è sempre bene che interpelli il ginecologo, che, dopo una visita ginecologica e un’ecografia interna - utile a misurare la lunghezza del collo e verificarne le eventuali modificazioni - potrà valutare se si tratta di contrazioni fisiologiche oppure no. Indispensabile farsi vedere anche in caso di perdite anomale, non solo ematiche, poiché potrebbero essere il segnale di un’infezione vaginale”.

L’incontinenza cervicale

Perché ci può essere un aborto o minaccia di parto pretermine nel secondo trimestre? “Le cause sono un po’ diverse rispetto al primo trimestre” risponde Stefano Bianchi, primario di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano.

“La principale è legata ad un’incontinenza cervicale, ossia all’incapacità del collo dell’utero di rimanere chiuso ed impedire che il prodotto del concepimento venga espulso. L’incontinenza a sua volta può essere riconducibile a due cause: una congenita, quando il collo uterino per ragioni anatomiche non ha una struttura adeguata, e l’altra conseguente a precedenti procedure chirurgiche. È il caso di frequenti raschiamenti dovuti ad esempio ad aborti oppure conizzazioni effettuate in seguito a neoplasie che hanno comportato più volte la dilatazione del canale cervicale, che perciò non è più capace di impedire che il sacco gestazionale protruda verso l’esterno.

L’incontinenza congenita è un evento difficilmente prevedibile, che si può riscontrare solo durante la visita ginecologica a partire dalle 12-14 settimane, mentre nel secondo caso è un evento prevedibile e prevenibile”.

Il cerchiaggio: il rimedio per tener chiuso il collo uterino

Come tentare di porre rimedio all’incontinenza cervicale? “Con il cerchiaggio, che è una tecnica chirurgica (praticata in anestesia generale) che chiude con una specie di ‘cappio’ il collo uterino e gli consente di svolgere le sua funzione anatomica fino a circa tre settimane prima della data prevista per il parto, quando viene rimosso ambulatorialmente senza bisogno di alcuna anestesia” risponde il prof. Bianchi. “Nei giorni immediatamente successivi all'intervento si deve restare a riposo ed assumere dei tocolitici, ovvero dei farmaci che rilassano la muscolatura dell'utero, e devono ovviamente essere evitati i rapporti".

Il cerchiaggio può essere effettuato in forma preventiva se vi sono fattori già noti di incompetenza cervicale (aborti, conizzazioni) intorno alla 13-14ma settimana di gestazione, oppure in forma terapeutica, se dalla visita emergono segnali di incontinenza.

NOTA BENE: Aver fatto il cerchiaggio non implica assolutamente l'esecuzione di una taglio cesareo e, una volta rimosso, si aspetta che il travaglio si avvii spontaneamente.

Le infezioni vaginali

Un'altra causa di minaccia di aborto tardivo o di parto pretermine è data dalla presenza di infezioni vaginali che, risalendo lungo il canale vaginale, possono arrivare fino all’utero ed innescare la produzione di prostaglandine, che sono il ‘carburante’ delle contrazioni.

“Proprio per prevenire tale evenienza è importante diagnosticare eventuali infezioni e curarle tempestivamente” sottolinea il ginecologo; “se invece insorgono già contrazioni, bisogna tentare di bloccarle con farmaci specifici, mentre è controindicato il cerchiaggio, che non solo non serve ad arrestare l’attività contrattile, ma rischia che l’infezione si propaghi ulteriormente.

Impedendo la fuoriuscita delle secrezioni infette dal canale cervicale, infatti, il cerchiaggio favorirebbe lo svilupparsi ed il propagarsi dell'infezione ai tessuti materni oltre che fetali. Tale condizione può tradursi in una sepsi materna molto pericolosa per la vita stessa della madre”.

Malformazioni fetali

A causare un aborto tardivo possono intervenire malformazioni fetali (che spingono l’organismo materno ed espellere un prodotto del concepimento non sano) o malformazioni uterine, come l’utero setto, che rendono impossibile il proseguimento della gravidanza.

In una minoranza di casi, la causa sono patologie autoimmuni o difetti della coagulazione del sangue, come le trombofilie, che possono determinare un'alterazione degli scambi circolatori tra utero e placenta.

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