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Alimentazione e salute

Voglie in gravidanza: da cosa dipendono, come comportarsi

Di Valentina Murelli
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07 Marzo 2017 | Aggiornato il 16 Gennaio 2018
Quando si aspetta un bambino, spesso i gusti cambiano drasticamente, con possibili effetti sulla qualità della dieta e sul peso corporeo. Le voglie si possono assecondare, ma senza esagerare

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Voglie e aumento di peso: c'è una relazione?
Ormai gli esperti sono tutti d'accordo: in gravidanza non bisognerebbe ingrassare troppo, e questo vale indipendentemente dal peso di partenza. Donne che partono da un peso normale, per esempio, non dovrebbero prendere più di 11-16 kg, ma molte sgarrano: secondo una piccola indagine dell'ospedale Buzzi di Milano lo fa una su tre.

 

L'eccessivo aumento di peso sembra infatti aumentare il rischio di complicanze ostetriche (diabete gestazionale, preeclampsia) e potrebbe avere effetti a lungo termine sulla salute del bambino. I fattori in gioco possono essere diversi, ma uno studio americano apparso su Appetite ha avanzato l'ipotesi che anche le famose voglie della gravidanza possano essere coinvolte. Lo studio è preliminare - e l'ipotesi tutta da confermare - ma vale la pena soffermarsi su questo fenomeno tanto comune, per capire da cosa dipende e come bisogna comportarsi di fronte a certi desideri.

 

 [Leggi anche: Gravidanza, quanto si può ingrassare?]

 

Un'improvvisa voglia di...
C'è chi si sveglia di notte in preda a un desiderio insopprimibile di gelato, biscotti o panna montata, e chi farebbe follie per un cestino di fragole o un panino alle acciughe... Sono le classiche voglie della gravidanza e quasi tutte le donne in dolce attesa prima o poi le sperimentano. Le voglie più comuni riguardano cibi ricchi di carboidrati (dolci, focaccia, pane) o molto saporiti (sottaceti, alici sott'olio), ma anche frutta fresca o in succo.

 

Pica o picacismo: voglie decisamente assurde
Terra, ghiaccio, amido grezzo: alcune donne in gravidanza sperimentano voglie davvero particolari, di sostanze non commestibili. Si tratta di pica o picacismo, un fenomeno per fortuna molto raro, dunque anche non molto studiato. Si ipotizza che potrebbe dipendere da carenze nutrizionali molto gravi, ma non solo esclusi aspetti culturali, specialmente in alcune aree del mondo. In certi paesi africani, per esempio, si crede che l'ingestione di argilla possa favorire la fertilità e il buon andamento della gravidanza.

 

Da cosa dipendono?
Le cause? "Se ne ipotizzano diverse" sottolinea la biologa nutrizionista Angela Spadafranca, responsabile del servizio Nutrimamma  dell'Icans (Centro Internazionale per lo Studio della Composizione Corporea) di Milano. "Tanto per cominciare, c'è il fatto che le variazioni ormonali della gravidanza comportano alterazioni dei sensi del gusto e dell'olfatto, che a loro volta modificano le abitudini alimentari". Così, può succedere che alcuni cibi che prima erano graditi non li si voglia più vedere nemmeno da lontano (l'esempio classico è il caffè), mentre altri diventano oggetto di desideri irrefrenabili.

 

A un livello più profondo, le voglie potrebbero dipendere dalla ricerca di alimenti ad alto contenuto energetico, per soddisfare l'aumento del fabbisogno calorico, oppure dalla ricerca di nutrienti di cui, di nuovo, aumenta la richiesta, come calcio e antiossidanti. "In effetti in gravidanza si innescano vari meccanismi infiammatori che portano a stress ossidativo", spiega Spadafranca. "Ci sta che possa aumentare il desiderio di alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta fresca, verdure e anche cioccolato". In realtà non ci sono grandi prove scientifiche in grado di giustificare queste ipotesi, forse anche perché non sono temi particolarmente studiati. Si tratta comunque di ipotesi assolutamente plausibili.

 

 

Ma non è tutto: nelle voglie potrebbero essere coinvolti anche aspetti sociali e psicologici, visto che la gravidanza è un periodo di forte stress emotivo, durante il quale è socialmente e culturalmente accettato che la donna si "lasci andare" a mangiare un po' di più. "Non a caso è tanto apprezzato il cioccolato, ricco di antiossidanti ma anche di triptofano, precursore della serotonina, una sostanza che riduce l'ansia e potenzia il benessere", sottolinea la nutrizionista. "Se ne possono tranquillamente mangiare 20 grammi al giorno, meglio se fondente".

 

Attenzione alle calorie
Ma quanto ci si può lasciar andare? Dipende. "Se le voglie sono sane e riguardano per esempio frutta, verdura, ma anche sottaceti, che hanno in genere poche calorie, praticamente non ci sono limiti" afferma Spadafranca. Se invece si riferiscono ad alimenti potenzialmente pericolosi, come pesce crudo o salumi freschi (per chi è negativa al test della toxoplasmosi) bisogna assolutamente tenerle a bada. [Leggi anche: Alimentazione in gravidanza, i cibi da evitare]

 

Infine, se il desiderio si concentra su alimenti molto energetici, il consiglio è semplicemente quello di non esagerare, perché in fin dei conti quella che serve è davvero poca energia in più: "In media 270-280 kcal in più al giorno e se la donna è sedentaria anche meno. Solo 150-180 kcal in più, quelle di un pacchetto di crackers o una tazza di latte".

 

Nessun problema, dunque, se la voglia viene soddisfatta con piccole quantità di alimenti anche golosi, ma attenzione alle abbuffate. "Se ad attirare sono i dolci - chiarisce la nutrizionista - sì a 3/4 biscotti o a una fetta di torta casalinga anche ogni giorno, mentre torte con panna e creme sono concesse un paio di volte al mese".

 

Si può anche provare qualche sostituzione, come mandorle (20 grammi al giorno, una decina) o cioccolato fondente al posto dei biscotti, ma se la voglia arriva non bisogna necessariamente trattenersi: è gratificante e male non fa.  "L'importante è che il resto dell'alimentazione sia equilibrata, e possibilmente di impronta mediterranea, perché è dimostrato che questo tipo di dieta riduce il rischio di un eccessivo aumento di peso in gravidanza".

 


Non solo voglie, ma anche avversioni
Durante l'attesa può succedere anche di provare nette repulsioni per cibi prima apprezzati - carni, uova, latticini, caffè - forse come strategia per allontanare sostanze e parassiti potenzialmente pericolosi per l'embrione. Per esempio, alcuni studi suggeriscono un legame tra eccesso di caffeina e rischio di aborto, per cui si consiglia di non superare 2/3 tazzine di caffè al giorno.

 

Le avversioni vanno assecondate e non sono un problema se non limitano troppo l'apporto calorico e quello di nutrienti importanti. In questi casi, basta trovare strategie alternative. "Se la mamma rifiuta il pesce, ricco di acidi grassi omega 3 importanti per lo sviluppo neurologico del feto, basta assumere queste sostanze per altre vie, per esempio mangiando frutta secca a guscio come noci e mandorle o con integratori alimentari" afferma Spadafranca.