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Guida gravidanza

30 Trentesima settimana di gravidanza

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14 Settembre 2015
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la trentesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

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Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la trentesima settimana di gravidanza. Con la  consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

 

I sintomi della trentesima settimana di gravidanza
Latte dal seno Dalle mammelle possono fuoriuscire le prime gocce di colostro, che è il liquido precursore del latte. L’assenza di questo segnale non è predittiva di impossibilità di allattare, così come un’abbondanza di colostro non garantisce che la montata lattea arriverà immediatamente dopo il parto e non, come di norma, dopo due-quattro giorni.

 

Non è consigliabile spremere il capezzolo per far uscire le gocce di colostro, anche se farlo per controllare che vi siano non espone ad alcun rischio particolare. Il capezzolo, in seguito alla fuoriuscita della gocce di colostro, va deterso con acqua e un sapone delicato (meglio se oleoso perché mantiene la cute più idratata), dopo essersi lavate accuratamente le mani.

 

COSA FARE NELLA TRENTESIMA SETTIMANA DI GRAVIDANZA 
Anestesia epidurale Se desideri che, durane il travaglio, ti venga praticata l'anestesia epidurale (o peridurale), devi pensarci in tempo. Si tratta di un tipo di anestesia che riduce significativamente o annulla il dolore del parto, ma che in Italia non incontra molta fortuna, nonostante dal 2009 sia stata inserita nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che indicano quali sono le prestazioni minime che il Sistema Sanitario Nazionale deve erogare ai cittadini. In realtà non è ancora eseguita di routine in tutti i punti nascita italiani.
Pensi che vorresti partorire con quest tipo di anestesia, dovresti informarti in anticipo su quanto accade nel punto nascita che hai scelto e, nel caso in cui sia effettivamente disponibile, prendere accordi con il reparto di ostetricia alcune settimane prima del termine della gravidanza, perché per ottenerla bisogna sottoporsi a una visita anestesiologica. La visita viene condotta da un anestesista, il quale valuta l’idoneità alla pratica e fa firmare il “consenso informato”, per l’accettazione dei possibili rischi a essa legati. Se successivamente si cambia idea non accade nulla: all’epidurale si può ovviamente rinunciare. Leggi anche: COME FUNZIONA L'EPIDURALE, 5 COSE DA SAPERE 
L'epidurale è raccomandata non solo alle donne che vogliono partorire senza provare dolore, ma anche a quelle che, se non la facessero, sarebbero a rischio di cesareo in quanto potrebbero avere problemi durante il parto vaginale, per esempio per la difficoltà a sopportare l’intensità delle spinte della fase espulsiva. Questo tipo di anestesia è controindicata in caso di alterazioni della colonna vertebrale (compresa l’ernia del disco); deficit della coagulazione; assunzione di anticoagulanti orali; gravi malattie del fegato; infezioni in corso con presenza di febbre.

 

Il feto nella trentesima settimana di gravidanza
Il midollo osseo svolge con sempre maggiore efficienza la sua attività di produttore di globuli rossi e bianchi. Il pancreas migliora la sua produzione di insulina, l’ormone che consente all’organismo di utilizzare lo zucchero. L’occhio è formato, l’iride (la parte colorata) è blu scuro, ma non sarà questo il colore definitivo. Le ciglia si fanno folte e ricurve.