Parto prematuro

La medicina moderna aiuta a mantenere lo stato di gravidanza

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08 Luglio 2008
Non sono soltanto migliorate le cure mediche dei bimbi prematuri. Adesso i medici conoscono molti procedimenti perché non si arrivi così in là.
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Quand’è che un bimbo è prematuro?

I bimbi che vengono alla luce più di tre mesi prima della data calcolata sono considerati prematuri. Grazie al progresso medico le possibilità per la maggior parte di essi di sopravvivere anche senza conseguenze sono buone. Ma soprattutto i bambini che nascono prima della trentaduesima settimana di gestazione o che alla nascita hanno un peso molto scarso (sotto i 1500 grammi), nonostante tutti gli sforzi a volte devono lottare con complicazioni di una certa gravità. Per questo i medici cercano sempre di evitare o di ritardare il più possibile un parto prematuro. E i metodi a disposizione per farlo sono diversi.

Perché le contrazioni arrivano così presto?

I parti prematuri possono avere diverse cause: magari una modifica del collo dell’utero – che siano miomi o conseguenze di un prelievo di tessuto precedente (‘conizzazione’), Anche una quantità eccessiva di liquido amniotico può portare ad una nascita prima del tempo; così come i disturbi ormonali o un distacco della placenta prima del dovuto. Le fumatrici poi hanno un rischio notevole: un altro motivo per cui chi è incinta dovrebbe stare lontano dalla sigaretta! Ci può essere una malattia o una malformazione del bambino, e anche le gravidanze plurigemellari molto spesso non durano più di 40 settimane, tra l’altro perché l’utero può essere troppo teso. I recettori dei muscoli registrano una gravidanza avanzata e il coppo reagisce con l’ossitocina, uno stimolante delle contrazioni. Nel caso di donne che hanno già avuto un aborto il canale del collo dell’utero è allargato, cosicché la sua funzione di ritenzione può affievolirsi prima del tempo. Se la bocca dell’utero si apre, l’utero risponde con le contrazioni.

 

Le fumatrici presentano un rischio maggiore!

 

A volte però il parto è provocato prima consapevolmente, ad esempio se la madre rischia la vita a causa della malattia, come nel caso di una sindrome HELLP. E i medici a volte decidono per un parto anticipato anche se il bambino non è sufficientemente alimentato nel corpo della madre.

Oggi però si sa che la causa più frequente di nascite premature o (nel caso più grave) di aborti avanzati (dopo dodici e più settimane) è rappresentata da infezioni della vagina. "Possiamo partire dal presupposto che almeno un terzo, ma forse addirittura la metà di tutti i parti prematuri è provocato da una di queste infezioni", afferma il Professor Erich Saling. Dagli anni Novanta il luminare lavora presso l'"Istituto Erich Saling per la medicina perinatale" ad un"progetto per la prevenzione degli aborti" seguito tra l’altro da ELTERN (edizione 12/1993).

 

Nel caso peggiore addirittura penetrano e minacciano direttamente la vita del feto. Se si infiammano “solo” i corion, questi diventano sempre più deboli. E la possibile conseguenza è una rottura della membrana fetale. Come se non bastasse, durante questo processo si formano certi ormoni, le prostaglandine. Esse rendono meno rigido il collo dell’utero e possono provocare delle contrazioni prima del tempo.

Che segnali di avvertimento ci sono?

Le gestanti dovrebbero stare molto attente ai segnali del loro corpo. Perché spesso ci sono segnali importanti in campo. Se questi segnali sono riconosciuti nei tempi giusti e identificati in modo corretto, il peggio spesso può essere evitato. Quindi in caso di sanguinamenti, dolori alla pancia, diarrea persistente o febbre andate dal medico una volta di più, piuttosto che una volta in meno! Il medico osserverà prima di tutto la bocca dell’utero e verificherà se è ancora chiuso. Con gli ultrasuoni, poi, misurerà la lunghezza del canale cervicale: se questo è troppo breve per la settimana di gravidanza in cui siete, può esserci il rischio di un parto prematuro. Comunque in un terzo dei casi il medico dopo una verifica di questo tipo può dare il segnale di cessato allarme. Ma se le contrazioni iniziano già in anticipo o se si nota una rottura della membrana fetale, la gestante non dovrebbe perdere tempo e andare subito in ospedale.

Inoltre durante la gravidanza si dovrebbe prestare attenzione a disturbi generalmente considerati innocui. Così ad esempio più volte si è registrato un collegamento trau n parto prematuro e una malattia del parodonto. Siccome si è visto che questi patogeni provocano una nascita prima del tempo, i medici oggi vedono in una infiammazione delle gengive un segnale di avvertimento piuttosto chiaro: il sistema immunitario femminile è spesso fortemente compromesso in questi casi e non è più in grado di difendersi dai patogeni veramente pericolosi all’interno della vagina.

È risaputo che anche il troppo stress può portare a delle contrazioni prima del tempo. Allo stesso modo, secondo una ricerca risalente al 1995, il 65 % delle donne che hanno mostrato i sintomi di un parto prematuro, sono risultate soffrire di stress. I collegamenti ad oggi non sono ancora del tutto chiari. È sicuro che anche lo stress si riflette negativamente sul sistema immunitario. I ricercatori però presumono che und anno troppo grosso favorisca ugualmente infezioni. Quindi dovreste prendere sul serio il vostro medico quando vi consiglia di starvi dietro.

Consiglio di Eltern.de: Con questa premessa il consiglio alle gestanti di star dietro a sé e alla propria salute ha ancora più senso. Un’alimentazione sana e bilanciata ad esempio non rinforza solo il sistema immunitario, ma anche l’ambiente vaginale. E sport a quintali aiuta ad eliminare lo stress.

 

È indifferente se la cosa viene fatta dalla gestante o dal ginecologo. Non appena si rileva un cambiamento nell’ambiente della vagina si possono adottare le misure adatte. Finché la donna non ha infezioni si cercherà di ristabilire il naturale ambiente acido inserendo più lactobacilli ed eventualmente aiutando con un preparato all'acido lattico da inserire in vagina. Dopo circa due, massimo otto giorni, nella maggior parte delle gestanti il valore del pH si è di nuovo normalizzato.

Se c’è già un’infezione in atto, o se la lotta contro di essa è ad un punto cruciale, pensate ad un trattamento locale con i medicinali adeguati o in caso ad usare gli antibiotici. Normalmente però si ricorre a questa misura solo se i patogeni sono effettivamente già saliti nel collo dell’utero.

Gli aborti ripetuti sono un destino?

Purtroppo alcune donne hanno già diversi parti prematuri o aborti alle spalle. "In questi casi si deve presumere che i presupposti che nelle gravidanze precedenti hanno portato ad un parto prematuro, si possano ripetere anche in futuro", spiega il Professor Saling. Se c’è un’anomalia dell’ambiente vaginale, la donna naturalmente può iniziare a rinforzarlo, ad esempio arricchendolo di lactobacilli quando ha intenzione di intraprendere una nuova gravidanza.

 

Spesso questa operazione viene eseguita nel periodo tra la dodicesima e la sedicesima settimana. Secondo alcuni studi quindi circa l’80 % delle gravidanze avrebbe potuto essere proseguito, e questo in donne che secondo le gravidanze precedenti hanno potuto generare solo il 17 % di bimbi ancora in vita. È naturalmente consigliabile far eseguire un intervento del genere solo in una clinica specializzata, e ce ne sono un sacco. L’elenco lo trovate su hier.

Una chiusura della bocca dell’utero può evitare un parto prematuro anche se l’infezione è già avanzata. In questo caso si parla di una chiusura totale successiva della bocca dell'utero. Siccome in questi casi la bocca dell’utero è spesso già indebolita e il sacco amniotico a volte si inarca in vagina, per prima cosa esso è respinto all’indietro per sicurezza, e poi viene chiusa la bocca dell’utero. Parallelamente spesso c'è una cura a base di antibiotici. Il 40 % delle gravidanze può essere ancora preservato anche in questo stadio tardivo.

Dopo un intervento di chiusura totale della bocca dell’utero posso ancora avere un parto naturale?

Molte donne sono assalite dal pensiero di una chiusura totale della bocca dell’utero anche perché hanno molta paura di avere un taglio cesareo. È proprio il contrario. "Dopo una chiusura della bocca dell'utero noi medici addirittura consigliamo un parto naturale, perché la bocca dell’utero precedentemente operata si ricostruisce meglio", sostiene il Professor Saling. Circa tre o quattro prima della data prevista della nascita, la cucitura viene riaperta in anestesia locale. Tranquillizzante anche questo: non è un problema avere l’una dopo l’altra diverse gravidanze con una chiusura totale della bocca dell’utero.

Come si fa ad aiutare il bambino se il parto non si può evitare?

Nonostante tutti gli sforzi della medicina succede sempre più spesso che il processo sia troppo avanzato per poter mantenere in essere la gravidanza. Ma oggi gli specialisti possono ancora fare un sacco per voi e il vostro bambino. Erich Saling: "L’obiettivo è quello di dare al bambino le più buone condizioni iniziali possibili." Ad esempio la maturazione dei polmoni del feto viene accelerata somministrando alla mamma preparati di corteccia surrenale. Parallelamente le viene data stabilmente una serie di medicinali contro le contrazioni per ritardare il parto. Naturalmente il tutto è svolto in una clinica con un reparto prematuri, così da permettere che il bimbo sia subito curato in maniera ottimale.