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Posizione podalica

Posizione podalica: le strategie dolci per provare a far girare il piccolo

Di Irma Levanti
bambino_podalico

08 Luglio 2008 | Aggiornato il 24 Novembre 2016
Mancano pochissime settimane al parto, ma il piccolo non è ancora in posizione di partenza? Può valere la pena di sperimentare qualche strategia dolce per provare a farlo girare.

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Il bambino a testa in su
È  una sorta di programma interiore: non appena la situazione nell’utero si fa stretta, quasi tutti i bebè si sistemano nella posizione che rende il parto il meno complicato possibile, cioè con la testa verso il basso!

 

C'è però un 3-4% di bambini che non vogliono sapere di girarsi, e arrivano in prossimità del parto in posizione podalica, cioè con la testa verso l'alto e il sederino oppure i piedini verso il canale vaginale.

 

Consigliato il cesareo
È la fine del sogno di un parto normale? Spesso è così, poiché l’espulsione per via vaginale può essere rischiosa in questa posizione. Solo pochi operatori sono specializzati nell'assistenza al parto per vie naturali di un bambino podalico, tanto che la maggior parte dei ginecologi consiglia il parto cesareo, come fanno del resto le Linee guida del Ministero della salute dedicate al taglio cesareo, per le quali la presentazione podalica è proprio una delle indicazioni per effettuare l'intervento.

 

Convincerlo a fare la capriola
Alcune mamme accettano senza problemi la posizione del bambino e l'idea di un cesareo, mentre altre vogliono provare a tutti i costi a far fare al piccolo una capriola che lo metta nella posizione giusta. Perché in molti casi, almeno in linea di principio, un'inversione nella pancia della mamma è ancora possibile.

 

La manovra di rivolgimento
Anche chiamata versione cefalica esterna, è una manovra che deve essere eseguita da un operatore esperto, ed è l'unica strategia per la quale è scientificamente dimostrata una certa efficacia. In pratica, l'operatore cerca di "spostare" il bambino manipolando l'addome della mamma sotto costante controllo ecografico. In genere, prima della manovra alla mamma vengono somministrati dei farmaci che aiutano a distendere l'utero.

 

La manovra viene eseguita solo in alcuni ospedali specializzati, e non si può fare se:

  • la mamma ha avuto delle perdite di sangue;
  • il battito fetale presenta delle anomalie;
  • il liquido amniotico è troppo scarso;
  • c’è stato un precedente parto cesareo.
La manovra di rivolgimento, che viene eseguita solo in alcuni ospedali specializzati, è l'unica strategia per la quale è scientificamente dimostrata una certa efficacia.

Agopuntura & Co.
La medicina cinese parte dal presupposto che il corpo sia attraversato dai cosiddetti meridiani, cioè linee di scorrimento dei flussi energetici. Lungo queste linee si trovano dei punti che possono essere stimolati attraverso la puntura con aghi (agopuntura), il calore (moxibustione) o la pressione (agopressione). Lo stimolo viene trasferito attraverso il meridiano in altre regioni del corpo, liberando in tal modo eventuali blocchi energetici presenti, con effetti terapeutici. Le strategie della medicina tradizionale cinese vengono proposte anche per provare a far cambiare posizione a un bebè podalico.

 

  • Agopuntura: con gli aghi per agopuntura vengono toccati i punti sui meridiani collegati a utero e  pelvi. In questo modo il piccolo dovrebbe ricevere l’impulso a girarsi. Tuttavia, non tutte le gestanti riescono a sopportare questa tecnica
  • Moxibustione o moxa: con una sorta di sigaro realizzato con foglie di artemisia, viene stimolato con il calore, su entrambi i piedi in successione, un punto posto sul dito mignolo. Questo trattamento può anche essere eseguito dal partner, istruito da un'ostetrica o un naturopata. Una nota: il sigaro ha un odore molto acre, che può risultare sgradevole alla donna o a chi effettua il trattamento
  • Agopressione: il punto del meridiano sul mignolo del piede può anche essere massaggiato. In genere viene fatto dal partner.

Attenzione: non esistono prove scientifiche conclusive a favore di queste tecniche. Però è vero che, al di là di qualche disagio, non hanno effetti collaterali o controindicazioni importanti, quindi si può tentare.

 

Le tecniche posturali
A volte vengono consigliate alle mamme dei semplici esercizi fisici, che dovrebbero indurre il bambino podalico a cambiare presentazione. Per esempio la posizione a botticella, in cui bisogna mettersi a quattro zampe, ma con la testa appoggiata a terra, sulle mani o la posizione sdraiata sulla schiena, con dei cuscini sotto al bacino. Grazie a queste posture, l’utero dovrebbe allargarsi un po' e il bambino, sentendo che c'è dello spazio libero, verrebbe spinto a cambiare posizione.

 

Di nuovo, però, non ci sono prove che le tecniche posturali servano davvero.
 
Altre strategie dolci
Alcuni metodi per convincere il piccolo a fare la famosa capriola si basano su strategie di rilassamento e di dialogo con il bebè. L'ostetrica tedesca Christine Graf, specializzata da tempo in questo ambito, propone per esempio:

  • viaggio di fantasia: con la guida di un’ostetrica, la gestante fa un viaggio mentale nel proprio utero. La mamma chiede al piccolo come sta, come si sente e perché non voglia girarsi. Si concentra sul suo piccolo, sente i propri desideri inconsci e preoccupazioni (per esempio la paura del parto naturale) e ne può parlare con l’ostetrica. Tutto ciò - ritiene Graf - avrebbe un effetto rilassante e potrebbe influenzare la posizione del piccolo.
  • aptonomia: la mamma prende contatto con il piccolo attraverso le proprie mani. Il bambino sente in modo chiaro queste tenerezze: alcuni nascituri si rannicchiano nella pancia sotto i palmi delle mani della loro mamma. Quando il feto, dopo alcuni giorni, si è abituato a queste “carezze” si cerca di attirarlo dolcemente verso la direzione giusta per farlo girare.
  • pallina sonora: il piccolo dovrebbe seguire i suoni di una pallina sonora. La pallina viene fatta ruotare più volte sulla pancia, e più precisamente dal punto in cui si trova la sua testa verso quello in cui si desidera che la testa si sposti, cioè nella direzione dell’osso pubico.

Attenzione: anche in questo caso non ci sono né prove scientifiche della validità di questa strategie, né solidi fondamenti scientifici per cui dovrebbero funzionare. Sono però strategie che favoriscono il contatto tra mamma e bambino ancora prima della nascita, e che di sicuro non hanno controindicazioni. Mal che vada, si sarà passato un po' di tempo in contatto con il proprio bebè, in una situazione intima e rilassata.

 

Fonti per questo articolo: materiale informativo del sito WebMd; Materiale informativo sulla Presentazione podalica a termine del Centro di documentazione sulla salute perinatale e riproduttiva dell'Emilia Romagna; Materiale informativo dell'American College of Obstetricians and Gynecologists.

 

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