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Salute della pelle in gravidanza

Prurito in gravidanza, un sintomo comune

Di Valentina Murelli
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08 Maggio 2018
Circa una donna su cinque, nel terzo trimestre di gravidanza, soffre di prurito soprattutto sulla pancia. Colpa della pelle che tira e diventa secca: ecco come prevenire e alleviare questo fastidioso sintomo

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Circa il 20-25% delle donne incinte - una su quattro o cinque - soffre di prurito, che è dunque una condizione piuttosto comune in gravidanza. In genere, il prurito riguarda l'addome, ma talvolta può estendersi anche ai fianchi e alle cosce. "Di solito è una condizione fisiologica e, a parte un po' di fastidio, non comporta problemi" afferma la ginecologa e fitoterapeuta Valentina Pontello, libera professionista.

 

Da cosa dipende
La causa principale del prurito "fisiologico" della gravidanza è rappresentata dalle variazioni che interessano la pelle che, specialmente nel terzo trimestre, si stira molto via via che la pancia aumenta di volume. "Non a caso - commenta la ginecologa - nella grande maggioranza dei casi il prurito compare proprio nel terzo trimestre".

 

Per via delle variazioni ormonali, inoltre, la pelle tende  seccarsi, e anche questo contribuisce al prurito.

 

Prurito in gravidanza, che cosa fare
La prima cosa da fare è evitare detergenti troppo aggressivi, che tendono a seccare la pelle, preferendo prodotti delicati, per pelli sensibili e intolleranti: meglio dunque detergenti non schiumogeni e possibilmente senza profumo.

 

"Inoltre, vale la pena valutare se non si sia sviluppata un'intolleranza o allergia a qualche prodotto cosmetico (creme o oli) che magari si sta utilizzando sulla pancia per ridurre il rischio di smagliature." consiglia Pontello. "Basta provare a sospendere il cosmetico per qualche giorno e vedere cosa succede. Se il sintomo migliora significa che è meglio non usare più quel cosmetico, se rimane invariato significa che le cause sono altre".

 

Per dare sollievo si possono utilizzare creme idratanti ed emollienti, magari contenenti mentolo, che ha un effetto rinfrescante. In effetti il caldo peggiora il sintomo, per cui meglio evitare di stare troppo all'aperto nelle giornate molto calde, e vestirsi leggere se per esempio fa caldo in ufficio. E a proposito di abbigliamento: da evitare il contatto con indumenti sintetici a favore invece di fibre naturali traspiranti. E no ad abiti troppo stretti - comunque sconsigliati in gravidanza - preferendo invece quelli più comodi.

 

Infine: anche se è vero che quando prude, prude... fondamentale quando c'è prurito è evitare di grattarsi, "anche perché - afferma Pontello - le microlesioni da grattamento creano a loro volta altro prurito”. A questo proposito, può essere utile cercare di elaborare delle strategie di distrazione da mettere in atto quando arriva il prurito, per esempio cantare una canzone, contare fino a 10, massaggiarsi le mano e così via.

 

Bisogna preoccuparsi?

Anche se il prurito in gravidanza è di solito una condizione fisiologica, che non comporta rischi né per la mamma né per il bambino, vale comunque sempre la pena di parlarne con il proprio medico, per essere certi che non sia associato ad altre malattie. In effetti, in alcuni casi rari o decisamente rari può essere sintomo di altre condizioni, dermatologiche o di altra natura, che possono dare origine a complicazioni ostetriche. "Di sicuro il medico va interpellato se il prurito è intenso e riguarda altre parti del corpo oltre all'addome, e se si accompagna a un'eruzione cutanea" avverte Pontello.

 

Altre fonti per questo articolo: Pruritus in Pregnancy, articolo pubblicato su Canadian Family Physician; materiale informativo su Baby Centre