Salute e benessere

Ultimo mese di gravidanza, 8 cose da sapere

Di Valentina Murelli
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06 Giugno 2018 | Aggiornato il 21 Maggio 2019
Cosa aspettarsi a livello fisico ed emotivo, gli ultimi esami da fare, cosa tenere sotto controllo per non correre rischi inutili. Ne parliamo con Laura Castellarin, ostetrica all’Ospedale Castelli di Verbania
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1. Quando arriva il parto


Si fa presto a dire “ultimo mese di gravidanza”, ma quando comincia e quando finisce esattamente quest’ultimo mese? “Non c’è una risposta valida per tutte, visto che consideriamo fisiologiche gravidanze che arrivano a termine a 37/38 settimane, come pure a 42 settimane” chiarisce Laura Castellarin, ostetrica all’Ospedale Castelli di Verbania, fondatrice dell’associazione Nascere insieme.

 

 

Con il fatto che la data presunta del parto è solo molto indicativa e in condizioni fisiologiche può appunto cadere in qualunque momento tra le 37/38 e le 42 settimane (prima si parla di parto pretermine), ci sono donne per le quali l’ultimo mese di gravidanza va dalle 34 alle 38 settimane, altre per le quali va dalle 38 alle 42 settimane.

 

 

2. Gli ultimi controlli da fare


A seconda delle regioni, e delle singole Asl, la situazione dei controlli finali può essere piuttosto variegata. prendiamo l'ecografia del terzo trimestre: gli ultimi livelli essenziali di assistenza, approvati nel 2017, dicono che se la gravidanza è fisiologica (cioè non ci sono problemi o rischi di particolari complicazioni) non serve. In effetti in alcune regioni non la si fa più di routine, mentre in altre la si fa ancora.

 

 

Idem per il monitoraggio cardiotocografico, il cosiddetto tracciato: in alcuni punti nascita viene proposto di default a 40 settimane, in altri si aspetta qualche giorno in più, in altri ancora viene addirittura anticipato.

 

Tra gli esami sicuramente previsti per l’ultimo mese di gravidanza c’è il tampone vaginale, da fare a 36-37 settimane e alcuni esami ematologici ed infettivi. Ovviamente, se la gravidanza è a rischio per qualunque ragione, il quadro dei controlli sarà diverso, personalizzato e più fitto.

 

 

3. Cosa fa il bambino nella pancia


“La maturazione dei vari organi del bambino si completa intorno alle 34 settimane. Da questo momento in avanti il suo ‘impegno’ principale è crescere, diventare grande mettendo su peso” chiarisce Castellarin. Inoltre, sperimenta lo spazio all’interno dell’utero facendo esercizi per trovare la posizione migliore per il travaglio e parto.

 

 

“Attenzione: non parliamo tanto di modalità di presentazione – cefalica o podalica – che spesso è già definita intorno alle 32 settimane, ma di rotazione e posizione della testa. Se durante il travaglio il volto guarda la schiena della mamma, il parto sarà tendenzialmente un po’ più facile e veloce rispetto a quando il volto guarda la pancia della mamma”.

 

 

 

4. Fai attenzione ai suoi movimenti

 

C’è un diffusissimo luogo comune secondo il quale nell’ultimo mese di gravidanza i bambini si muoverebbero meno, perché non avrebbero più spazio in cui farlo. Non è affatto così: magari cambia il tipo di movimento - per esempio ci sono meno capriole e più calci o “spinte” con mani, testa, sedere mentre prende le misure con il bacino della mamma - ma il bambino si muove eccome, e prestare attenzione ai suoi comportamenti è fondamentale per tenere sotto controllo la situazione e prevenire rischi anche importanti, come la morte in utero.

 

"Non si tratta di allarmare le donne - chiarisce Castellarin - ma di insegnare loro a imparare a conoscere il temperamento del loro bambino. Si muove tanto o poco? Con che tipo di movimenti? In quale momento del giorno o della notte? Mettendo insieme giorno per giorno tutte queste osservazioni si impara a capire quaeìl è il comportamento 'normale', solito, del piccolo. Se ci sono variazioni significative di questo comportamento, è bene consultare il proprio ginecologo o andare al pronto soccorso ostetrico per un controllo". Nella maggior parte dei casi andrà comunque tutto bene, ma le anomalie di movimento potrebbero anche essere la spia di una situazione di pericolo non rilevabile in altro modo.

 

 

5. Gli ultimi disturbi


Una cosa che puoi notare è l’intensificazione delle contrazioni di Braxton-Hicks, quelle contrazioni di prova che allenano l’utero alle contrazioni vere del travaglio e invitano il bambino a trovare posizioni differenti, spingendolo sempre più giù. Le riconosci come forti tensioni della pancia, che partono dall’alto e si diffondono verso il basso, e per fortuna sono indolori. (Leggi anche che cosa sono le contrazioni di Braxton-Hicks)

 

 

Altri “sintomi” tipici dell’ultimo mese: bruciore allo stomaco, gonfiore e appesantimento delle gambe anche in assenza di situazioni critiche come l’ipertensione, insonnia.

 

"Non riuscire a dormire può essere molto fastidioso – ammette Castellarin - ma spesso l’insonnia delle ultime settimane di gravidanza è molto quieta: le donne si svegliano e rimangono lì a fantasticare sul loro bambino. Oppure si alzano e si mettono a fare qualche preparativo per il suo arrivo”.

 

D’altra parte, secondo l’ostetrica questa insonnia è un passaggio fisiologico dell’organismo che si sta preparando ad accogliere il neonato, un allenamento per quello che succederà dopo. “In questo senso credo che andrebbe anche rispettata, magari recuperando il sonno perduto con qualche pisolino pomeridiano. Ovviamente se c’è la possibilità di farlo, e non c’è assoluto bisogno di riposare per esempio perché la mamma lavora ancora o ha altri bambini da accudire”.

 

Se la donna ha invece assoluto bisogno di riposare meglio, può rivolgersi all'ostetrica o al ginecologo, che le potranno dare indicazioni utili per il suo caso.

 

 

6. Ricordati di bere!


Mantenere un buon livello di idratazione è fondamentale per prevenire molti problemi: dalle infezioni alle vie urinarie, fattore di rischio per il parto pretermine, agli abbassamenti di pressione (e se la pressione scende troppo si rischia di svenire), fino alla riduzione eccessiva del liquido amniotico.

“La correlazione tra idratazione e liquido amniotico è minima ma c’è: bere in modo adeguato, almeno due litri d’acqua al giorno, aiuta il corpo a lavorare al meglio, avendo a disposizione la giusta quantità di liquidi. E con un volume adeguato di liquido anche il bambino fa meno fatica a trovare la sua posizione ideale per il parto” sottolinea Castellarin.

 

 

 

7. Via libera alle ultime uscite, ma solo se te la senti


Per qualcuna, le ultime settimane di gravidanza sono il momento perfetto per le ultime uscite a due con il compagno, ma anche in gruppo con le amiche di sempre, o con le nuove amicizie del corso preparto. Non c’è problema ad assecondare questo desiderio di socialità, se è veramente sentito. Allo stesso tempo però, non bisognerebbe forzarsi a uscire se non si ha voglia di farlo.

 

 

“Molte donne in queste ultime settimane, e ancora di più all’avvicinarsi del momento del parto, sentono il bisogno di stare tranquille a casa. Se è questo il vostro desiderio, non abbiate timore a rinviare o cancellare quell’uscita già programmata: in questi momenti ci sono altre priorità” commenta Castellarin.

 

 

8. Fanatica delle pulizie? Tutto normale


C’è chi non si dà pace fino a che non ha pulito anche l’ultimo angolino di casa, chi pulisce i vetri in modo ossessivo, chi stira montagne di panni, chi passa il tempo a piegare e ripiegare il corredino del bambino, chi interroga tutti allo sfinimento su come dovrebbe essere questo corredino, chi controlla dieci volte al giorno la valigia per l’ospedale.

 

 

Sono manifestazioni differenti del cosiddetto istinto del nido: un bisogno innato di prendersi cura dell’ambiente che accoglierà il piccolo in arrivo. Un istinto normale, naturale (e passeggero), che a volte prende anche gli uomini. “Che magari proprio nelle ultime settimane di gravidanza si mettono a lavorare di più (per guadagnare di più, un modo indiretto per far sentire la loro presenza e il loro impegno) commenta l’ostetrica Castellarin. Che racconta come tra le sue assistite non sia raro addirittura cambiare casa proprio in prossimità del parto.

 

Ma niente paura se l'istinto del nido non c'è: non significa affatto che non ci si prenderà cura del proprio bambino!

 

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