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Sono incinta, quando andare in ospedale: la guida per ogni trimestre

di Viola Stellati - 18.06.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le fasi delle gravidanza vengono suddivise in trimestri: una piccola guida per sapere quando andare in ospedale è opportuno

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Sono incinta, quando andare in ospedale

La dolce attesa genere sempre tante bellissime emozioni, che alle volte possono diventare anche preoccupazioni. È del tutto normale, ma ci sono delle situazioni particolari che ci indicano che è forse arrivato il momento di recarsi da un medico. In questo articolo scopriremo quando andare in ospedale durante ogni trimestre di gestazione e perché è necessario farlo.

Quando andare in ospedale a inizio gravidanza?

Pur rappresentando un processo continuo, la gravidanza viene divisa in tre periodi della durata di tre mesi, chiamati trimestri. Il primo trimestre è quello che va dalla settimana 0 alla settimana 12. Si tratta di un periodo molto delicato in quanto è molto importante soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo degli organi del bambino.

In questa fase, infatti, si sviluppano il cuore e i principali vasi sanguigni, compaiono gli abbozzi degli arti, si formano ossa e muscoli, si sviluppano il volto e il collo, le dita delle mani e dei piedi si definiscono e così via. 

Può quindi capitare di chiedersi quando andare in ospedale per stare tranquille e la risposta è - a patto che si segua il giusto iter di visite - solo se si presentano determinate condizioni: come riporta un articolo di Humanitas San Pio X, se durante i primi tre mesi di gravidanza si hanno perdite ematiche che sono abbondanti e di colore rosso vivo e se ci sono crampi e dolore al ventre, è fondamentale rivolgersi all'ospedale perché potrebbero essere segnali di una minaccia di aborto o di un aborto in atto. Con un intervento tempestivo (esistono dei farmaci che bloccano le contrazioni), infatti, è possibile scongiurare la minaccia d'aborto e favorire l'impianto dell'embrione in utero.

Secondo trimestre: quando recarsi in ospedale

Quando andare in ospedale durante il secondo trimestre di gravidanza? Questo, tendenzialmente, è un periodo piuttosto sereno e in cui tramite vari esami si possono individuare eventuali anomalie del feto ma anche il sesso.

Ma non solo, perché il piccolo che portiamo in grembo si muove in modo più energico, al punto che la madre può avvertirlo.

Tuttavia, come riporta un articolo di Johns Hopkins Medicine, esistono alcune complicazioni per le quali, se avvertiamo sintomi strani, occorre recarsi in ospedale:

  • Preeclampsia: pressione alta e livelli elevati di proteine nelle urine dopo la ventesima settimana di gravidanza possono essere segnali di gestosi (o preeclampsia);
  • Rottura prematura delle membrane: può portare a un aumento del rischio di infezione e altri problemi per la madre e il bambino;
  • Distacco della placenta:può causare gravi complicazioni e si presenta con perdite ematiche di colore rosso vivo;
  • Contrazioni premature: se diventano regolari e dolorose va contattato il medico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza il feto è attivo, cambia spesso posizione e la sua testa si posiziona per il parto. Ma come riporta un articolo della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, è il caso di recarsi in ospedale quando:

  • Le contrazioni sono dolorose e regolari;
  • Se non si è al termine della gravidanza, ma si avvertono comunque delle contrazioni dolorose;
  • Quando si rompe il sacco amniotico e se si hanno delle perdite di liquido chiaro;
  • In presenza di perdite di sangue;
  • Se si avverte una riduzione dei movimenti del piccolo o si ha la sensazione che si comporti in modo molto diverso dal solito;
  • In caso di pressione alta, superiore a 140/90 mmHg;
  • Ogni volta che si ha bisogno di sentirsi più tranquille e sicure.

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