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Test di Coombs positivo: cosa fare e cosa significa

di Francesca Capriati - 29.04.2021 - Scrivici

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Test di Coombs positivo: perché si fa il test di Coombs diretto e indiretto in gravidanza, quali rischi e come funziona l'immunoprofilassi

Test di Coombs positivo

Il test di Coombs viene eseguito sul campione di sangue del neonato, solitamente in caso di ittero quando si sospetta un'anemia emolitica. L'esame ricerca anticorpi diretti contro i globuli rossi (RBC) che possono causare un'anemia emolitica autoimmune. L'esame può essere diretto o indiretto, vediamo qual è la differenza, quando va fatto e cosa accade se il test di Coombs è positivo.

In questo articolo

Cos'è il test di Coombs

Esistono due tipi di test di Coombs: diretto e indiretto.

  • Il test diretto ricerca gli anticorpi che attaccano i globuli rossi ed è utile per diagnosticare malattie come una mononucleosi infettiva, lupus eritematoso sistemico (LES), artrite reumatoide, sclerodermia, tubercolosi, malattia emolitica del neonato (MEN).
  • Il test indiretto ricerca gli anticorpi circolanti nel sangue e diretti contro i globuli rossi, viene eseguito in gravidanza per valutare una eventuale incompatibilità del gruppo sanguigno e del fattore Rh tra madre e figlio e per ricercare la presenza di anticorpi anti-Rh liberi nel sangue della madre che potrebbero attraversare la placenta e aggredire i globuli rossi del feto, ma viene eseguito anche prima di una trasfusione per valutare la compatibilità sanguigna.

Test coombs positivo nel neonato

Le due forme più comunemente conosciute di anemia emolitica mediata da anticorpi nei neonati sono l'incompatibilità Rh e l'incompatibilità ABO.

  1. L'incompatibilità Rh si verifica quando una madre ha un gruppo sanguigno con fattore Rh negativo e dà alla luce un bambino che è Rh positivo. Se durante la gravidanza o il parto si verifica il sangue materno e quello fetale si mescolano, allora gli anticorpi anti-Rh della madre attaccheranno vigorosamente i Rh + del bambino.
  2. L'incompatibilità ABO si verifica più o meno con lo stesso meccanismo: le madri che hanno gruppo sanguigno 0 portano sia gli anticorpi anti-A che anti-B, se il neonato dovesse avere un gruppo sanguigno di tipo A, B o AB può esserci incompatibilità e gli anticorpi possono attaccare i globuli rossi del bambino causando un'emolisi.

Test Coombs indiretto positivo in gravidanza

Un test di Coombs indiretto positivo in gravidanza richiede un'immediata valutazione della situazione degli anticorpi al fine di capire che rischio ci sia che il neonato possa sviluppare la sindrome emolitica fetale e anemia fetale.

Cosa fare

La ragione principale per cui una persona può risultare positiva al test di Coombs è che è stata esposta a globuli rossi non suoi, per esempio dopo la gravidanza o con una trasfusione.

E' bene sapere che un test di Coombs positivo non comporta necessariamente un'iperbilirubinemia nel neonato: il rischio che il neonato necessiti di fototerapia è certamente maggiore, ma ci sono diversi fattori che influenzano i livelli di bilirubina e sarà il medico a valutare il quadro d'insieme.

Al momento del parto viene ripetuto il Test di Coombs indiretto (ricerca di anticorpi irregolari antieritrocitari) e poi tipizzazione ABO/Rh e e test diretto all'antiglobulina (Test di Coombs diretto, TAD).

Al tempo stesso anche con un test di Coombs negativo può esserci un'emolisi attiva, magari a causa di una condizione ereditaria o di un deficit genetico. Si tratta di condizioni che non coinvolgono gli RBC e per questo il test di Coombs sarà negativo.

Test coombs positivo e immunoprofilassi

Il caso più frequente riguarda il fattore Rh: il gruppo sanguigno della madre è Rh negativo, quello del padre Rh positivo ed il feto è Rh positivo. L'organismo materno può sviluppare anticorpi che aggrediscono i globuli rossi del neonato. In genere ciò non avviene durante la prima gravidanza ma nella seconda dal momento che nella maggior parte dei casi l'organismo materno sviluppa gli anticorpi dopo il parto.

Si interviene, in questo caso, con una immunoprofilassi nella somministrazione intramuscolo di immunoglobuline umane anti-D alle donne con fattore Rh negativo, in tal modo si impedisce la formazione di anticorpi materni contro i globuli rossi del bambino.

Fonti

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