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Trofoblasto: cos'è e patologie

di Francesca Capriati - 05.01.2021 - Scrivici

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Trofoblasto: cos'è e patologie. Mola vescicolare, malattia trofoblastica gestazionale e altre anomalie. Cos'è il trofoblasto

Trofoblasto: cos'è e patologie

Uno dei primi eventi chiave che si verificano all'inizio della gravidanza è lo sviluppo di trofoblasti della blastocisti. Cos'è il trofoblasto cosa accade se ci sono delle anomalie nelle prime settimane di gravidanza?

In questo articolo

Cos'è il trofoblasto?

Il trofoblasto è lo strato cellulare periferico dell'ovulo, costituito da piccole protuberanze chiamate villi coriali, che si forma dal quinto al settimo giorno dopo il concepimento, quando l'ovulo si trova allo stadio di blastocisti.

Più nel dettaglio, i trofoblasti sono le cellule precursori della placenta e compaiono per la prima volta quattro giorni dopo la fecondazione come strato esterno delle cellule della blastocisti. Quando è completamente sviluppata, la placenta funge da interfaccia tra la madre e il feto in via di sviluppo.

I trofoblasti placentari, invece, sono fondamentali per una gravidanza di successo perché mediano passaggi-chiave come l'impianto, la produzione di ormoni della gravidanza, la protezione immunitaria del feto, l'aumento del flusso sanguigno vascolare materno nella placenta e molto altro.

Formazione della placenta

Già tre giorni dopo la fecondazione, i trofoblasti - il principale tipo di cellula della placenta - iniziano a produrre gonadotropina corionica umana (hCG), il noto ormone della gravidanza che assicura che l'endometrio sia ricettivo all'embrione impiantato. Nei giorni successivi questi stessi trofoblasti si attaccano e invadono il rivestimento uterino, dando inizio alla gravidanza.

A quel punto la placenta inizia a produrre ormoni che assicurano tutta una serie di processi che garantiscono che il feto riceva i nutrienti e l'ossigeno necessari per la sua crescita.

Cosa accade dopo il concepimento?

Dopo pochi giorni dal concepimento, l'embrione si sviluppa in una blastocisti, una struttura sferica costituita, all'esterno, dai trofoblasti (dai quali si svilupperà la placenta e le membrane esterne) e, all'interno, da un gruppo di cellule chiamato massa cellulare interna. La massa cellulare interna si trasformerà nel feto e, infine, nel bambino.

L'impianto

Il momento più delicato dei primi giorni di gravidanza è rappresentato dall'attaccamento della blastocisti all'endometrio, il rivestimento uterino. Si tratta di un processo non privo di ostacoli e difficoltà: una volta che la blastocisti entra in contatto con l'endometrio, i trofoblasti iniziano a invadere l'endometrio, dando inizio al processo di placentazione.

L'impianto è, quindi, regolato da una complessa interazione tra trofoblasti ed endometrio: da un lato i trofoblasti hanno una potente capacità invasiva e, se gli fosse permesso, si diffonderebbero incontrollati in tutto l'utero; dal canto suo l'endometrio controlla l'invasione del trofoblasto secernendo fattori che agiscono localmente.

Dopo l'impianto, intorno all'ottavo giorno dopo il concepimento, il trofoblasto si occupa anche di garantire nutrimento all'embrione e, proprio dal trofoblasto, si sviluppa il sacco amniotico, costituto da uno strato interno (Amnios) ed uno esterno (corion).
Dal terzo mese di gravidanza, il trofoblasto prende il nome di placenta.

Malattia trofoblastica gestazionale

Il trofoblasto può anche diventare sede di degenerazioni patologiche, dando origine ad una malattia trofoblastica gestazionale (una proliferazione di tessuto trofoblastico fetale) come la mola idatidea o il coriocarcinoma.

Mola idatiforme

Si tratta di una forma pre-tumorale ad esito benigno del trofoblasto.

Cosa accade? Il trofoblasto continua a produrre l'ormone Beta Hcg anche in assenza di embrione vitale. Spesso la mola idatiforme provoca un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza che porta a scoprire la causa attraverso un esame istologico.

Coriocarcinoma

Il coriocarcinoma di origine gestazionale è un tumore maligno raro che solitamente si forma dopo una mola idatiforme. Si manifesta con perdite di sangue anomale a livello uterino e nella maggior parte dei casi viene trattato con la chirurgia e la chemioterapia.

Esistono anche altre patologie legate al trofoblasto come:

  • Sito del tumore placentare trofoblastico: un tumore molto raro caratterizzato da cellule trofoblastiche intermedie che, dopo la gravidanza continuano ad invadere i tessuti.
  • Tumore epitelioide: una variante rara del tumore placentare trofoblastico.

Sintomi della malattia trofoblastica

I sintomi che possono far sospettare una anomalia del trofoblasto e che richiedono un'immediata visita dallo specialista sono:

  • sanguinamento vaginale,
  • preeclampsia, in particolare all'inizio della gravidanza,
  • ingrossamento dell'utero,
  • vomito,
  • aborto spontaneo,
  • morte fetale.

Fonti

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