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Utero: come si trasforma in gravidanza e nel parto

di Francesca Capriati - 03.03.2021 - Scrivici

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Utero: come si trasforma in gravidanza e nel parto. Come cambia l'utero e il collo dell'utero durante la gravidanza, quali sono i sintomi

Utero: come si trasforma in gravidanza e nel parto

Il corpo della donna subisce grandissimi cambiamenti sin dai rimi mesi di gravidanza. Questi cambiamenti concorrono ad accogliere l'embrione e a favorire lo sviluppo e la crescita del bambino e, infine, a farlo nascere con il travaglio e il parto. Ma come si trasforma l'utero durante la gravidanza e il parto? Vediamo cosa accade nei nove mesi.

Utero in gravidanza nella fase iniziale

L'utero è un organo a forma di pera dalle pareti spesse che normalmente misura sette centimetri di lunghezza e pesa 30 grammi. Ha un'estremità inferiore rivolta verso il basso, chiamata collo dell'utero o cervice uterina e una parte superiore più voluminosa chiamata corpo dell'utero.

Durante le prime settimane di gravidanza, la forma dell'utero rimane invariata, ma diventa gradualmente più morbido. Entro la 14esima settimana avrà una forma sferoide appiattita. Con il tempo, poi, si forma un tappo di muco protettivo all'interno della sua cavità.

Nell'utero, inoltre, si forma progressivamente la placenta: il suo sviluppo ha inizio nel momento dell'impianto dell'embrione, ma raggiungerà la sua piena funzionalità intorno ventesima settimana di gravidanza. La placenta è indispensabile per garantire gli scambi metabolici e nutrizionali tra il sangue materno e quello fetale.

L'impianto dell'embrione nell'utero

Dopo il concepimento, l'ovulo fecondato, chiamato zigote, si sposta verso l'utero dove arriva nel giro di 3-5 giorni. Proprio nell'utero lo zigote diventa blastocisti e dopo circa 6 giorni dal concepimento si annida nelle pareti uterine dove rimarrà per le successive 39 settimane e dove si trasformerà in un bambino completamente formato.

Come cambia l'utero durante la gravidanza

Con la progressione della gravidanza, l'utero sale sempre di più verso la cavità addominale. Le dimensioni dell'utero aggiungono cinque volte in più quelle normali e questo cambiamento è associato anche ad un aumento dell'afflusso sanguigno verso l'utero e un incremento dell'attività muscolare. In pratica l'utero è un organo davvero straordinario, capace di modificare la sua forma, le sue dimensioni per accogliere dapprima un embrione e poi un bambino completamente formato, insieme al liquido amniotico e la placenta!

Nel complesso l'utero aumenta di peso da 50 grammi fino a 1000 grammi (circa un chilo), e fino alla trentottesima settimana, dopodiché non cresce più di peso ma comincia ad allungarsi per adattarsi alle dimensioni del feto che cresce. Infine comincia ad abbassarsi in prossimità dell'inizio del travaglio e questo punto la cervice diventa sempre più morbida per consentire l'uscita del bambino. Sarà proprio la parte inferiore dell'utero, il collo, ad aprirsi sempre di più grazie alle contrazioni durante il travaglio fino a raggiungere la dilatazione di 10 centimetri, il momento in cui il bambino finalmente uscirà.

Le contrazioni sono il risultato dell'azione di due ormoni chiave: la prostaglandina, che riesce ad ammorbidire il collo dell'utero, e l'ossitocina, che stimola la contrazione. Le contrazioni provocano un accorciamento delle fibre muscolari e lentamente il collo dell'utero si apre, dilatandosi.

Utero che tira in gravidanza

Durante le varie fasi della gravidanza è abbastanza frequente avvertire piccoli crampi alla pancia, dolori al basso addome e la cosiddetta "pancia dura". In particolare la pancia dura è comune nel secondo e terzo trimestre di le vere contrazioni sono ritmiche e dolorose e si presentano all'inizio ogni cinque minuti.

Al contrario le contrazioni di Braxton Hicks sono preparatorie, assomigliano a degli spasmi della muscolatura dell'utero che però non si presentano in maniera ritmica e sono temporanei. E' consigliabile sdraiarsi e riposarsi un po' quando avvertiamo la pancia dura e aspettare che il fastidio passi da solo. Chiamare il medico, invece, se si presentano sanguinamenti, dolori molto forti o se le contrazioni diventano ritmiche e ravvicinate.

Collo dell'utero chiuso in gravidanza

Per l'intera durata della gravidanza il collo dell'utero resta completamente chiuso, per proteggere il feto dall'entrata di agenti infettivi e per impedire un parto prematuro. L'utero è protetto anche da un tappo mucoso che viene espulso solo alla fine della gravidanza, in prossimità dell'inizio del travaglio.

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