Home Gravidanza

Villocentesi

di Nostrofiglio Redazione - 09.11.2020 - Scrivici

villocentesi
Fonte: Shutterstock
La villocentesi è una delle tecniche utilizzate per la diagnosi prenatale invasiva. Ecco di cosa si tratta e quando è consigliata

In questo articolo

Cos'è la villocentesi

La villocentesi è una delle tecniche utilizzate per la diagnosi prenatale invasiva (si veda la relativa voce) e consiste nel prelievo di un campione di villi coriali, piccoli frammenti della placenta in formazione derivanti dall'ovulo fecondato. L'analisi di tale tessuto - che condivide il medesimo patrimonio genetico dell'embrione - consente di ricostruire la mappa cromosomica del feto e quindi diagnosticare eventuali anomalie genetiche.

Normalente i risultati vengono ottenuti nel giro di una settimana (talvotra i risultati preliminari sono disponibili già dopo 24 ore), ma la ricerca di eventuali malattie rare richiede circa due settimane.

Quali malattie può rivelare?

La villocentesi può diagnosticare la presenza di particolari condizioni come:

  • sindromi cromosomiche come trisomia 21 (sindrome di Down), 13 (sindrome di Patau) o 18 (Sindrome di Edwards).
  • malattie genetiche specifiche a rischio per feto perché i suoi genitori ne sono portatori (talassemia, fibrosi cistica, distrofia di Duchenne ecc. . . ).
  • malattie infettive congenite. In caso di infezione materna da rosolia, toxoplasmosi, citomegalovirus o altro, l'amniocentesi permette dunque di verificare se l'infezione è passata al feto oppure no.

L'esame serve anche per accertare la paternità del feto.

Quando farla?

L'esame della villocentesi normalmente viene effettuato tra la decima e la 13esima settimana di gravidanza (qualche settimane prima rispetto all'amniocentesi).

La procedura

Nella grande maggioranza dei casi l'esame della villocentesi consiste in un prelievo che viene esegutio inserendo un sottile ago attraverso l'addome della donna (procedura transaddominale) sotto costante controllo ecografico. Più raramente invece si opta per l'introduzione di un tubicino attraverso la vagina e il canale cervicale (procedura trans-cervicale) per accedere alla placenta in formazione all'interno della cavità uterina.

La scelta della tecnica da utilizzare viene compiuta dall'operatore tenendo conto della posizione dell'embrione al momento del prelievo. In ogni caso si tratta di una procedura veloce (qualche secondo per il prelievo in sé) e non dolorsa (non serve anestesia) anche se, trattandosi di un esame invasivo, esiste una soglia di rischio, per quanto bassa.

Quando è consigliata?

La villocentesi è consigliata a:

  • Donne con età avanzata (sopra i 35 anni).
  • Donne risultate positive ad altri test per la ricerca di malattie prenatali (screening prenatale) come il test combinato, il bi test, o il tri test.
  • Donne con un precedente figlio affetto da anomalie cromosomiche.
  • In presenza di anomalie ecografiche che possono far sospettare una malformazione fetale.  
  • Coppie portatrici di alterazioni cromosomiche o malattie genetiche (talassemia, emofilia, fibrosi cistica, distrofia di Duchenne ecc. . . )
  • In presenza di anomalie ecografiche che possono far sospettare una malformazione fetale.  

Rischi

Come tutti gli esami invasivi, c'è sempre un rischio, seppur molto basso. La villocentesi infatti comporta una percentuale di rischio che oscilla tra l'1% e il 2% in più rispetto al normale rischio di aborto spontaneo che ogni gravidanza comporta in sé, che comunque è leggermente più alta se paragonata al rischio dato all'amniocentesi.

Altre conseguenze per la madre possono essere rappresentate da perdite ematiche o di liquido genitale nei giorni immediatamente successivi al test diagnostico, infezioni e/o febbre.

Una precauzione per evitare complicazioni, se la futura madre appartiene al gruppo sanguigno Rh negativo, può essere la profilassi con immunoglobuline anti-D per prevenire la formazione di anticorpi che potrebbero danneggiare le cellule del sangue del feto.

FONTI: ISS, WebMD

Domande e risposte

La villocentesi è dolorosa?

La villocentesipuò considerarsi un esame fastidioso, ma non doloroso.

Quanto dura l'esame della villocentesi?

Pochi secondi (5-10 secondi al massimo)

La villocentesi è rischiosa?

Come tutti gli esami invasivi, c'è sempre un rischio, seppur molto basso. La villocentesi infatti comporta una percentuale du rischio che oscilla tra l'1% e il 2% in più rispetto al normale rischio di aborto spontaneo che ogni gravidanza comporta

Revisionato da Niccolò De Rosa - Aggiornato il 04.11.2013

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli