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Voglie in gravidanza, credenze popolari e cause scientifiche

di Sveva Galassi - 26.04.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Tutto quello che si dice sulle voglie in gravidanza è vero? Da cosa dipendono?Esistono credenze popolari errate? Facciamo chiarezza al riguardo.

Molte donne in gravidanza potebbero sperimentare l'improvviso desiderio di mangiare o di bere qualcosa di specifico e, dunque, avere voglie particolari, come, ad esempio, di cioccolato, di fragole o di patatine. Ma tutto quello che si dice sulle voglie in dolce attesa è vero? Da cosa dipendono? Facciamo chiarezza al riguardo. 

In questo articolo

Voglie in gravidanza, credenze popolari

Le voglie che caratterizzano la gravidanza, secondo varie credenze popolari, potrebbero essere il segnale distintivo del fatto che il bebè sarà un maschio o una femmina.

Si dice, ad esempio, che se si ha voglia di proteine, cibi salati, formaggi, salumi potrebbe essere in arrivo un maschietto, mente se invece non si riesce a resistere ai dolci, alla frutta, all'aranciata è probabile che giungerà una femmina.

Inoltre, è un altra convinzione comune molto radicata quella secondo cui esiste un nesso tra una voglia in gravidanza non soddisfatta e la comparsa sulla pelle del bebè di una voglia, intesa come macchia, che ricorda il cibo desiderato dalla mamma. In realtà le cosiddette voglie sulla pelle sono macchie cutanee che non dipendono assolutamente dai desideri della madre mentre è in gravidanza.

Le credenze popolari legate alle voglie in gravidanza, dunque, non hanno fondamenti scientifici. Secondo la biologa nutrizionista Angela Spadafranca, responsabile del servizio Nutrimamma dell'Icans (Centro Internazionale per lo Studio della Composizione Corporea) di Milano, esistono invece cause ben precise, che inducono il desiderio di determinati alimenti nella futura mamma mentre è in gravidanza. Ecco quali sono: 

  • variazioni ormonali che modificano le abitudini alimentari;
  • ricerca di alimenti ad alto contenuto energetico;
  • ricerca di nutrienti come calcio e antiossidanti;
  • aspetti sociali e psicologici.

Vediamole nel dettaglio.

1) Variazioni ormonali in gravidanza

Innanzitutto le variazioni ormonali della gravidanza comportano alterazioni dei sensi del gusto e dell'olfatto, che, di conseguenza, modificano le abitudini alimentari. Può accadere anche che alcuni cibi, prima graditi, divengano sgraditi o addirittura repellenti (l'esempio tipico è il caffè), mentre altri diventano oggetto di desideri irrefrenabili.

2) Maggiore fabbisogno calorico 

È probabile che le voglie dipendano anche da alimenti ad alto contenuto energetico, con l'obiettivo di soddisfare l'aumento del fabbisogno calorico.

3) Ricerca di nutrienti come calcio e antiossidanti 

È poi possibile che in gravidanza aumenti la richiesta di alimenti che contengono calcio e antiossidanti. La dottoressa Spadafranca chiarisce hce «In effetti in gravidanza si innescano vari meccanismi infiammatori che portano a stress ossidativo. Ci sta che possa aumentare il desiderio di alimenti ricchi di antiossidanti, come frutta fresca, verdure e anche cioccolato».

Secondo la dottoressa, in generale, non vi sono precise prove scientifiche in grado di giustificare queste ipotesi, anche perché tali temi non sono studiati in maniera approfondita. Si tratta comunque di ipotesi del tutto plausibili.

4) Aspetti psicologici e sociali

Infine, a determinare le voglie potrebbero essere anche aspetti sociali e psicologici. Infatti, la gravidanza è un periodo di forte stress emotivo, durante il quale è socialmente e culturalmente accettato che la donna mangi un po' di più.

«Non a caso è tanto apprezzato il cioccolato, ricco di antiossidanti, ma anche di triptofano, precursore della serotonina, una sostanza che riduce l'ansia e potenzia il benessere. Se ne possono tranquillamente mangiare 20 grammi al giorno, meglio se fondente», afferma la dottoressa Spadafranca.

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