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Paolo Crepet: "A Natale, non regalate tecnologia ai vostri figli"

bambinitecnologia
17 Dicembre 2015 | Aggiornato il 22 Dicembre 2017
Parola dello psichiatra Paolo Crepet. Bambini e adolescenti sono già perennemente connessi. "Come potranno godere, amare, gioire se permettiamo che la loro creatività e immaginazione sia contenuta in un mondo assolutamente virtuale. Perché compriamo loro strumenti per isolarsi da tutto e da tutti?" Non è una crociata contro la tecnologia, ma un modo per essere più attenti ai bisogni dei bambini.
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Regalare per Natale uno smartphone, un tablet o una nuova console per i videogiochi al proprio figlio? Meglio di no. Parola di Paolo Crepet, psichiata, scrittore e sociologo che per l'Huffington Post ha scritto una lettera dedicata a tutti i genitori.

 

"Cari genitori, per Natale non regalate ai vostri figli tecnologia. Date il vostro contributo per liberarli da questa dilagante dipendenza". Questa la frase iniziale dell'articolo di Crepet.

 

Molti bambini possiedono già un gadget tecnologico. Da una ricerca europea 'The Net Children Go Mobile' risulta che il 46% dei ragazzi tra i 9 e i 16 anni possiede uno smartphone, il 20% un tablet e il 23% dei ragazzi usa queste apparecchiature digitali per stare online ogni giorno.

 

Sempre più connessi, sempre di touch, sempre più su social network e whatsapp. Sempre meno nella "vita reale".

 

Con la tecnologia, si usano sempre meno i sensi

 

nativi digitali si stanno abituando sempre di più a usare meno... i sensi. Se giochi con una tastiera, non te ne fai nulla del tatto. Per non parlare della penna tecnologica per scrivere su un touchscreen. I tablet e gli smartphone hanno tutti "lo stesso sapore" e l'udito viene stressato da auricolari e cuffie. 

 

"Un telefonino o un personal computer non odorano, eppure i nostri nasi sono sviluppati per riconoscere profumi sopraffini o farci allontanare da orribili puzze. Milioni di ragazzi sono nati e cresciuti guardando a 30 centimetri, non l'infinito di un cielo o di un mare. Come potranno diventare cacciatori di orizzonti se la loro vista si è tarata su un mondo così banalmente vicino, come potranno osare l'ignoto se è tutto così a portata di mano?" scrive Crepet.

 

Questo Natale rappresenta quindi una sfida e un'occasione per tutti. Per dimostrare ai giovani che non tutti gli adulti sono uguali e non tutto sono schiavi della tecnologia.

 

Conclude Paolo Crepet scrivendo: "Non si tratta di fare una crociata, di essere 'contro' la tecnologia, ma di essere attenti e critici su ciò che sta accadendo ai dettagli della quotidianità dei nostri figli. Possibile cenare senza che ognuno in famiglia si porti il proprio device a tavola?"

 

Secondo lo psichiatra, Natale diventa quindi una scommessa di libertà. Un modo per insegnare ai propri figli a essere, soprattutto e prima di tutto, liberi.

(La redazione consiglia di leggere anche: no a tablet e smartphone per calmare i capricci)