Festività e Capodanno

Filastrocche di Capodanno per i bambini

Di Sveva Galassi
capodanno2019
18 Dicembre 2018
Gianni Rodari, Madre Teresa di Calcutta e tanti altri autori: abbiamo raccolto le più belle filastrocche di Capodanno per bambini. Troverete quelle in rima, quelle divertenti e quelle più "musicali". Sfogliate la galleria fotografica!
Facebook Twitter Google Plus More

I bambini amano le filastrocche in modo particolare: ripetono con piacere le frasi che gradiscono di più, imparano nuove parole e canzoni e si divertono. Inoltre, il Capodanno è un evento significativo: inizia un nuovo anno e si ricomincia da zero; per questo motivo è giusto festeggiare il passaggio ad un periodo di crescita ancora più entusiasmante e stimolante del precedente. Abbiamo selezionato per voi le più belle filastrocche di Capodanno. Ecco le filastrocche in rima, le poesie divertenti, le canzoncine per il nuovo anno. Non mancano le filastrocche d'autore, tra cui spiccano quelle del bravissimo scrittore Gianni Rodari.

 

LEGGI ANCHE: Capodanno 2019, 12 idee per trascorrere il veglione con i bambini

 

Filastrocche di Capodanno in rima

 

"Anno piccino" (di Luisa Nason)

 

L’anno che viene dalle stelle pie,
Gesù Bambino, prendilo per mano;
è ancor piccino, segnalagli le vie,
le buone strade di ogni cuore umano.

 

È tanto piccolino e non sa nulla…
non sa che al bimbo che riposa in culla,
non bisogna strappare la mammina,
non sa che basta una voce piccina…

 

per far felice un cuore puro e bello,
non sa che ci vuol acqua nel ruscello,
non sa che ci vuol pane pei bambini,
che un nido tocca a tutti gli uccellini.

 

Non sa che a tutto basta un po’ d’amore:
Tu amore e pace donagli, o Signore,
per noi, per tutti, e digli piano, piano
di tenere ben stretta la Tua mano!

 

"Anno vecchio" (di Dina Mc Arthur Rebucci)

 

I tuoi occhi, bambino,
sono il mio chiaro specchio:
o mio strano destino,
mi vedo vecchio vecchio.

Dodici mesi fanno
questa mia vita breve:
ieri gioia, oggi affanno,
ieri sole, oggi neve.

Vado, ormai vecchio e stanco;
e tu, che resti, aspetta;
lungo il sentiero bianco
l’anno nuovo si affretta.

 

"L’anno nuovo" (di Angiolo Silvio Novaro)

 

L’anno vecchio se ne va, e mai più ritornerà,
io gli ho dato una valigia di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male, di bugie e disubbidienze,
e gli ho detto: “Porta via! questa è tutta roba mia”.

Anno nuovo, avanti avanti,
ti fan festa tutti quanti,
tu la gioia e la salute porta ai cari genitori,
ai parenti ed agli amici rendi lieti tutti i cuori,
d’esser buono ti prometto, anno nuovo benedetto.

 

"Augurio" (di L. Salvatore)

 

Ecco l’anno misterioso
col cappuccio sopra gli occhi,
che tra un turbine di fiocchi
viene avanti pensieroso.

Viene e bussa ad ogni tetto
il viandante giovinetto,
viene e bussa ad ogni cuore,
forse in cerca di tepore.

Io lo prego che sia buono,
porti pace, amor, lavoro,
che ogni giorno rechi un dono…
che sia un anno dal cuor d’oro!

 

"Buon Capodanno!" (di Lina Schwarz)

 

Buon Capodanno! S’alza il sipario…
Via il primo foglio del calendario!
Sui tuoi foglietti scritto che hai,
anno che sorgi? Letizia o guai,

giornate bianche, giornate nere?
No, i tuoi segreti non vo’ sapere;
sopra ogni pagina che Iddio mi dona
io voglio scrivere: “Giornata buona”.

 

Filastrocche di Capodanno: i testi

 

"All'anno che muore" (di Santo Parisi)

 

Addio, anno che muori,
io ti saluto
con malinconia;
io ti saluto
con il pianto in cuore;
perché stanotte
tu ti porti via
un po’ di me,
un po’ del mio passato.
Addio, anno che muori,
addio senza rancore,
anche se stanotte
con te muore
un po’ di me,
un po’ della mia vita.

 

"Anno nuovo anche per chi soffre" (di Raoul Follereau)

 

Signore, insegnaci a non amare noi stessi,
a non amare soltanto i nostri,
a non amare soltanto quelli che amiamo.
Insegnaci a pensare agli altri
ed amare in primo luogo quelli che nessuno ama.

Signore, facci la grazia di capire che ad ogni istante,
mentre noi viviamo una vita troppo felice,
protetta da Te,
ci sono milioni di esseri umani,
che sono pure tuoi figli e nostri fratelli,
che muoiono di fame
senza aver meritato di morir di fame,
che muoiono di freddo
senza aver meritato di morire di freddo.

Signore,
abbi pietà di tutti i poveri del mondo.
E non permettere più,
Signore,
che noi viviamo felici da soli.

 

"Nuovo anno" (di Madre Teresa di Calcutta)

 

Cosa posso dirvi per aiutarvi
a vivere meglio in questo anno?
Sorridetevi
gli uni gli altri;
sorridete a vostra moglie,
a vostro marito,
ai vostri figli,
alle persone con le quali lavorate,
a chi vi comanda;
sorridetevi a vicenda;
questo vi aiuterà a crescere nell’amore ,
perché il sorriso è il frutto dell’amore.

 

"La favola del nuovo anno" (di G. Chiapparini)

 

Vecchia favola del nuovo anno:
ormai tutti la sanno:
tutti l’hanno imparata a memoria
come una pagina antica di storia…
C’era una volta un Omino piccino
che facea sempre un cammino;
sulla gobba ci avea dodici mesi
e sul cuore ci avea dodici pesi…
Scarica qua, scarica là…
ti dona e toglie quello che ti dà…
Ti dà il piccolo dono di un giorno
e poi te lo toglie al ritorno…
Toglilo oggi, toglilo domani…
poi ti avvedi che hai vuote le mani.

 

"Auguri per il nuovo anno" (di G. Soli)

 

O mamma e papà,
vi porti il nuov’anno
salute e tesori
senz’ombra d’affanno;
vi porti le gioie
più pure e serene!
Centuplichi il bene
che fate per me!

 

TI PUO' INTERESSARE ANCHE: Capodanno, 4 attività divertenti per passarlo con i bambini

 

Filastrocche di Capodanno divertenti

 

"Felice nuovo anno" (di K. Jackson)

 

Nella notte di magia
l’anno vecchio scappa via;
non sei neppure addormentato
che uno nuovo è già arrivato:
bello, ricco di giornate,
sia d’inverno, che d’estate.

Anno allegro e fortunato
sia quest’anno appena nato!

 

"Filastrocca di Capodanno" (di G. Bordi)

 

Filastrocca di Capodanno
tutti gli errori se ne vanno;
se ne vanno i musi lunghi,
spuntano sogni come funghi.

C’è chi sogna qualche tesoro:
fama, amore o solo un lavoro;
c’è chi vuole un’altra occasione
perché ha imparato la lezione.

Se vuoi avere un anno bello,
libera il cuore dal fardello,
togliti il peso del rancore,
butta l’invidia e il malumore.

Se vuoi cambiare la tua sorte,
impara ad aprire nuove porte;
ma non scordare che in verità
è più importante la tua volontà.

 

"L'anno nuovo" (di E. Zedda)

 

Con il tren di mezzanotte
puntualissimo, in orario,
ecco il nuovo calendario.

È arrivato un treno merci
con un solo passeggero
piccolissimo, ma fiero.

Tra gli evviva dei ragazzi
l’anno nuovo mostra, gaio,
il suo grande bagagliaio,
pien di gioia e di dolori,
di successi, ed amarezze.

Su, ragazzi, son per voi,
queste merci, e si vedrà
chi ben scegliere saprà.

 

"I mesi dell'anno" (di Carmen Perrile)

 

Per Capodanno sono arrivati
erano dodici, li ho ben contati:
e son sicuro che viaggeranno
uno alla volta, per tutto l’anno.
Soltanto il primo adesso e in cammino,
dimmelo dunque, bravo indovino!

 

"Anno vecchio e anno nuovo" (di A. Cuman Pertile)

 

L’anno vecchio se ne va
e mai più ritornerà.
Io gli ho dato una valigia
di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male,
di bugie, disobbedienze,
e gli ho detto: “Porta via,
questa è tutta roba mia”.

Anno nuovo, avanti, avanti!
Ti fan festa tutti quanti.
Tu la gioia e la salute
porta ai cari genitori;
ai parenti ed agli amici,
rendi lieti tutti i cuori.
D’esser buono ti prometto,
anno nuovo, benedetto.

 

Poesie di Capodanno di Gianni Rodari

 

"Anno Nuovo" (di Gianni Rodari)

 

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

 

"È in arrivo un treno carico di..." (di G. Rodari)

 

Nella notte di Capodanno,
quando tutti a nanna vanno,
è in arrivo sul primo binario
un direttissimo straordinario,
composto di dodici vagoni
tutti carichi di doni…

 

Gennaio
Sul primo vagone, sola soletta,
c’è una simpatica vecchietta.
Deve amar molto la pulizia
perché una scopa le fa compagnia…
Dalla sua gerla spunta il piedino
di una bambola o d’un burattino.
– Ho tanti nipoti, – borbotta, – ma tanti!
E se volete sapere quanti,
contate tutte le calze di lana
che aspettano il dono della Befana.

 

Febbraio
Secondo vagone, che confusione!
Carnevale fa il pazzerellone:
c’è Arlecchino, c’è Colombina,
c’è Pierrot con la sua damina,
e accanto alle maschere d’una volta
galoppano indiani a briglia sciolta,
sceriffi sparano caramelle,
astronauti lanciano stelle
filanti, e sognano a fumetti
come gli eroi dei loro giornaletti.

 

Marzo
Sul terzo vagone
viaggia la Primavera
col vento marzolino.
Gocce ridono e piangono
sui vetri del finestrino.
Una rondine svola,
profuma una viola…
Tutta roba per la campagna.
In città, fra il cemento,
profumano soltanto
i tubi di scappamento.

 

Aprile
Il quarto vagone è riservato
a un pasticcere rinomato
che prepara, per la Pasqua,
le uova di cioccolato.
Al posto del pulcino c’è la sorpresa.
Campane di zucchero
suoneranno a distesa.

 

Maggio
Un carico giocondo
riempie il quinto vagone:
tutti i fiori del mondo,
tutti i canti di Maggio…
Buon viaggio! Buon viaggio!

 

Giugno
Giugno, la falce in pugno!
Ma sul sesto vagone
10 non vedo soltanto
le messi ricche e buone…
Vedo anche le pagelle:
un po’ brutte, un po’ belle,
un po’ gulp, un po’ squash!
Ah, che brutta invenzione,
amici miei,
quei cinque numeri prima del sei.

 

Luglio
11 settimo vagone
è tutto sole e mare:
affrettatevi a montare!
Non ci sono sedili, ma ombrelloni.
Ci si tuffa dai finestrini
meglio che dai trampolini.
C’è tutto l’Adriatico,
c’è tutto il Tirreno:
non ci sono tuttii bambini…
ecco perché il vagone non è pieno.

 

Agosto
Sull’ottavo vagone
ci sono le città:
saranno regalate
a chi resta in città
tutta l’estate.
Avrà le strade a sua disposizione:
correrà, svolterà, parcheggerà
da padrone.
A destra e a sinistra
sorpasserà se stesso…
Ma di sera sarà triste lo stesso.

 

Settembre
Osservate sul nono vagone
gli esami di riparazione.
Severi, solenni come becchini…
e se la pigliano con i bambini!
Perché qualche volta, per cambiare,
non sono i grandi a riparare?

 

Ottobre
Sul decimo vagone
ci sono tanti banchi,
c’è una lavagna nera
e dei gessetti bianchi.
Dai vetri spalancati
il mondo intero può entrare:
è un ottimo maestro
per chi lo sa ascoltare.

 

Novembre
Sull’undicesimo vagone
c’è un buon odore di castagne,
paesi grigi, grige campagne
già rassegnate al primo nebbione,
e buoni libri da leggere a sera
dopo aver spento la televisione.

 

Dicembre
Ed ecco l’ultimo vagone,
è fatto tutto di panettone,
ha i cuscini di cedro candito
e le porte di torrone.
Appena in stazione sarà mangiato
di buon umore e di buon appetito.
Mangeremo anche la panca
su cui siede a sonnecchiare
Babbo Natale con la barba bianca.

 

"Filastrocca di Capodanno" (di G. Rodari)

 

Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:

voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;

voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;

voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;

che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.

Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

 

"O anno nuovo" (di G. Rodari)

 

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?

Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì;

controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.

Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.

 

"Oroscopo" (di G. Rodari)

 

O anno nuovo, che vieni a cambiare
il calendario sulla parete,
ci porti sorprese dolci o amare?
Vecchie pene o novità liete?

Dodici mesi vi ho portati,
nuovi di fabbrica, ancora imballati;
trecento e passa giorni ho qui,
per ogni domenica il suo lunedì.

Controllate, per favore:
ogni giorno ha ventiquattr’ore.
Saranno tutte ore serene
se voi saprete usarle bene.

Vi porto la neve: sarà un bel gioco
se ognuno avrà la sua parte di fuoco.
Saranno una festa le quattro stagioni
se ognuno avrà la sua parte di doni.

 

GUARDA ANCHE LA GALLERIA FOTOGRAFICA: