regali di Natale

8 buoni motivi per regalare un libro ai bambini per Natale

librinatale
19 Dicembre 2018
Giocattoli, videogame, tablet… e se invece quest’anno gli regalassimo un libro? Nella generazione del digitale, è un regalo alternativo, che può far scoprire tanto ad un bambino. La pedagogista Elena Urso ci elenca 8 buoni motivi per i quali è bello far trovare un libro sotto l’albero di Natale 
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Per riflettere, per imparare a scrivere, per favorire la relazione genitori-figli, per scoprire il piacere di arrivare fino in fondo, per assaporare la lentezza, per vincere la noia. Sono tanti i motivi per fare uno dei regali più evergreen che ci sia: un bel libro! Ecco perché regalare un libro a un bambino, secondo la pedagogista Elena Urso.

 

1. Per fargli scoprire che non è solo dovere ma anche piacere


Il libro è un oggetto che in genere non è ben visto dai bambini della nuova generazione, perché il contesto in cui viene utilizzato maggiormente è quello scolastico: il libro allora è l’oggetto del dovere, dell’impegno, della fatica. Regalare un bel libro, rispondente ai loro interessi e adatto alla loro età, al di fuori del contesto scolastico, consente di scoprire il libro come qualcosa di piacevole, che può coinvolgere, divertire, essere attraente come e più di altri giochi

2. Per abituarlo ad avere confidenza con i libri sin da piccolo


E’ bene cominciare a regalare libri ai bambini sin da piccolissimi. Ci sono libri pensati già per bimbi di 6 mesi, caratterizzati da tante figure e da forti contrasti di colore, che i più piccoli riescono ad individuare molto bene. Ovviamente non leggeranno nulla, anzi è facile che ne faranno un uso improprio ed è bene lasciarglielo manipolare come meglio crede, perché è comunque un modo per  prenderci confidenza. Un po’ per volta saranno mamma e papà a mostrargli il loro uso, sfogliandolo e leggendolo con lui

3. Per dargli la possibilità di vincere la noia in modo autonomo


Se i libri ‘girano’ per casa e diventano la quotidianità per un bambino, possono offrirgli la possibilità di svagarsi in una maniera diversa dal solito videogame e consentirgli di riempire i momenti di noia in modo autonomo

 

4. Perché può essere un importante ponte comunicativo con i figli


Leggere insieme al figlio può essere uno strumento di comunicazione molto importante, perché  può dare lo spunto per parlare di argomenti che non si ha coraggio di affrontare in modo diretto, così come durante la lettura il bambino può parlarci di sé, anche in forma implicita, semplicemente esprimendo il proprio parere su quel che si sta leggendo. Ecco che allora la lettura crea un momento speciale di comunicazione profonda, attraverso il quale sia genitori che figli possono comprendere cose che non si riesce a far venire fuori in altro modo   

Come scegliere il libro giusto?
L’ideale sarebbe farsi guidare da loro: in casa, in biblioteca, in libreria, osserviamo da quali tipologie di libri sono attratti, che cosa scelgono più volentieri. Al tempo stesso però non lasciamoci frenare dal timore di  regalare un libro che piace a noi, perché più i bambini sono piccoli, più sono incuriositi. È giusto infatti che i nostri figli si approccino a qualsiasi genere, perché solo leggendolo potranno sperimentare ciò che più li appassiona. Così come è bene che nella loro libreria personale entrino i grandi classici della letteratura per bambini, come le fiabe, arricchite o no da illustrazioni.

5. Per arricchire il linguaggio (e imparare la grammatica)


Gli strumenti digitali, tra tanti indubbi vantaggi, hanno lo svantaggio di impoverire molto il linguaggio, in più sono dotati di strumenti di correzione ortografica automatica che non permettono ai ragazzi di rendersi conto di eventuali errori. Un libro invece è una fonte inesauribile  di parole, espressioni, modi di dire, forme grammaticali. Anche i libri per bambini piccoli, che, se ci facciamo caso, hanno sempre un linguaggio semplice ma non povero, ricco di parole e di costruzioni sintattiche. Una differenza di impostazione, quella tra digitale e cartaceo, di cui noi ‘della vecchia generazione’ forse neanche ci rendiamo conto, abituati come siamo stati a scrivere a mano e leggere su libri. 

6. Per scoprire il gusto di ‘assaporare’ un contenuto


Il digitale ha tempi rapidissimi: si cerca, si trova, si legge, si scrive in pochi clic e molti contenuti restano online solo per breve tempo, per cui chi non fa in tempo a coglierli ha perso il tram (quand’anche ne valesse la pena); di conseguenza i nostri ragazzi non sono abituati ad attendere, vogliono tutto e subito. La lettura di un libro è invece per sua natura lenta e si adatta ai tempi personali: alcune parti si scorrono velocemente, altre lentamente, alcuni bambini leggono solo poche pagine al giorno, altri lo divorano in pochi giorni; si va avanti con i capitoli, poi si torna indietro se qualcosa non si ricorda o non è chiara. Ognuno  può utilizzare e assaporare la lettura come preferisce. Senza che qualcuno gli corra dietro.

7. Per entrare in comunicazione con se stessi


Leggere significa astrarsi per un certo tempo da quel che ci circonda, staccare la connessione online e attaccare il filo della comunicazione con se stessi. Perché per leggere bisogna essere concentrati ed entrare nel mondo del libro, nella sua storia, nei suoi personaggi, nella complessità dell’intreccio: tutto questo aiuta a rendere più complesso anche il nostro pensiero, abituandoci a riflettere e ragionare su quel che stiamo leggendo

8. Per imparare a superare anche i passi più difficili


Leggere un libro comporta una fatica decisamente maggiore rispetto al ‘ricevere’ un film o dei contenuti digitali. Anche se si tratta di libri adatti alla propria età, c’è comunque una trama da seguire, ci sono capitoli più noiosi ed altri più interessanti. Ma per andare avanti con la storia bisogna leggere tutto. E sarà proprio il superamento di questi piccoli ‘ostacoli’ che permetterà di provare il piacere finale di essere arrivati fino in fondo. Un modo in più per imparare che senza impegno non si ottengono risultati. E una modalità ben diversa da quella di certi videogame, dove bene o male alla fine si vince sempre. 

E se dopo aver ricevuto il libro in regalo non ha voglia di leggerlo?
Diamogli tempo: magari all’inizio non prova interesse, poi, dopo un po’, comincia a prenderlo in mano,  sfogliarlo, a familiarizzare con il nuovo arrivato e ad impadronirsene. Se ciò non avviene, possiamo provare a chiedergli se ha voglia di guardarlo, ma senza insistenza, perché sarebbe controproducente. Il metodo più efficace per interessare i bambini alla lettura è far circolare libri per casa e far vedere che anche gli altri famigliari amano leggere.
Sarebbe bello anche stabilire, in modo propositivo e mai punitivo, che, ad esempio, un giorno alla settimana non si accende nessun dispositivo e ogni membro della famiglia si dedica, nel tempo libero a disposizione, alla lettura di quel che preferisce.
Occhio però a non ‘sgarrare’ noi per primi!