Le minacce in periodo natalizio

Se ti comporti male Babbo Natale non ti porta i doni: perché è sbagliato dirlo ai bambini

Di Chiara Dalla Tomasina
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3 dicembre 2017 | Aggiornato il 21 ottobre 2019
Le minacce, anche se sono mirate a ottenere un miglioramento del comportamento dei nostri bambini, non sono mai utili o efficaci a livello profondo. I genitori e i parenti, però, se ne servono soprattutto in periodo Natalizio, dove possono sfruttare il "peso" del desiderio dei doni e dei regali. Ma cambiare si può: ecco come ottenere un cambiamento nel comportamento dei figli senza ricorrere alle minacce. E vivere un Natale più sereno per tutti.

"Se ti comporti male, Babbo Natale non ti porterà i regali”.

 

Quante volte abbiamo sentito dire questa frase, e quante altrettante l’abbiamo detta noi, poco prima di Natale, ai nostri bambini, quando erano in vena di fare i capricci? Queste minacce, con tutte le loro varianti geografiche (Santa Lucia, Gesù Bambino, i Re Magi...) , sono spesso utilizzate da genitori, nonni, zii e insegnanti, perché, come spiega lo psicologo Alberto Soler, “i doni sono qualcosa di altamente desiderato dai bambini e la minaccia di non riceverli può far cambiare il loro comportamento" .

 

 

 

Ma utilizzare qualcosa che si desidera per ottenere un miglioramento dell’atteggiamento dei nostri figli è un comportamento diseducativo: così facendo, infatti, manchiamo di credibilità, basiamo l'educazione solo sulle punizioni e sviluppiamo un senso di colpa nei piccoli.

 

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ufficio babbo natale
18 dicembre 2015. In questo ufficio di Babbo Natale a Himmelpfort (che significa "cancello del paradiso in tedesco), Germania, a pochi passi da Berlino, sono già arrivate 271.000 letterine da 71 stati.

Alberto Soler, psicologo e co-autore del libro Figli e genitori felici (Editorial Kailas) intervistato dalla rivista spagnola Ser Padres, è contro questo tipo di frasi, perché si tratta solo di “ricatti e minacce che, tra l’altro, raramente si realizzano”.

 

Prima di tutto dobbiamo cominciare a riflettere su cosa vuol dire comportarsi male. Il bambino si arrabbia con suo fratello? Prende brutti voti? Non studia? Urla? Se già questo concetto non è chiaro partiamo male. Come spiega Soler, “è dimostrato che le punizioni non sono efficaci nel modificare il comportamento del bambino nel medio o lungo periodo, ma quello che fanno è modificarlo solo a breve termine. Tra l’altro, collegare la punizione a qualcosa di estraneo (come il regalo), non permette al bambino di capire il motivo della della disapprovazione da parte dei genitori".

 

La psicologa Mercedes Bermejo Boixareu spiega inoltre che queste affermazioni "sono minacce che gli adulti poi non mantengono, ma che portano a una perdita di credibilità, e quindi di autorità, dell'adulto che le dice". E ancora, Soler mette in guardia sull’utilizzare queste affermazioni, che ”renderanno le minacce molto meno efficaci in futuro”: ecco perché non dovremmo mai usarle.

 

 

Non priviamo i bambini della magia del Natale

 


Bermejo spiega inoltre che "nessun bambino, tra i 3 e i 10 anni dovrebbe essere privato del godere della magia del Natale. Queste Feste contribuiscono ad accrescere in loro l’immaginazione, l’entusiasmo, l'eccitazione, promuovendo atteggiamenti positivi necessari per lo sviluppo soddisfacente della loro emotività. Soprattutto in questo momento è importante avere intorno un ambiente accogliente, una famiglia dove regna armonia e tranquillità ".

 

Lasciare un bambino senza un regalo per il suo compleanno o a Natale è crudele, perché, come spiega la Bermejo "è una punizione così intensa che allo stesso tempo non permette al bambino di elaborare correttamente quello che ha sbagliato, né tantomeno lo aiuta a raggiungere l’obiettivo che la punizione avrebbe potuto avere. Ci sono momenti in cui il bambino ha bisogno dell'adulto affinché lo accompagni a capire quello che è successo, in modo che possa spiegare le ragioni dei suoi comportamenti inappropriati. Le quali potrebbero avere origine in un'imitazione di ciò che fa un adulto, dal bisogno di "attirare l’attenzione", o semplicemente dal non sapere come manifestare qualcosa che gli sta accadendo, e che lui esprime attraverso comportamenti distruttivi".

 

 

Cosa è meglio fare? Accompagnare il bambino a riflettere

 


Prima di utilizzare queste frasi minacciose, gli esperti consigliano di "accompagnare il bambino a riflettere e a trovare comportamenti alternativi più sani, ma il problema è che a volte manca proprio un adulto disposto a far capire ai bambini che a volte accadono cose che loro non capiscono. Spesso, tra l’altro, anche agli adulti accadono cose che non sanno gestire”.

 

Bermejo ci incoraggia a un altro tipo di risorse, più efficaci, per cambiare il loro comportamento. “I genitori si sentono spesso disarmati nell’educare i propri figli, ma hanno un enorme potere". Per esempio, è molto importante "che le punizioni siano commisurate a ciò che è accaduto, e che lo stato emotivo dei genitori non interferisca. Inoltre, le punizioni devono essere coerenti con lo stadio di sviluppo del bambino. Ma, soprattutto, la cosa più importante è che queste punizioni non interferiscano mai a livello sociale, culturale, famigliare o sportivo: la socializzazione, la cultura, lo sport e la famiglia presuppongono ambienti sani che contribuiscano alla crescita emozionale del bambino.