Natale in chiave moderna

Il racconto della nascita di Gesù in chiave moderna

Di Francesca Paola Rampinelli
presepemoderno.600
25 novembre 2008
C'erano una volta Peppino e Mariuccia... Maria cerca un luogo tranquillo dove far nascere Gesù. Ma la Palestina è in guerra, nelle città c'è troppa confusione, persino Babbo Natale non sa che consiglio dare. E allora accade il miracolo: Gesù nascerà in fondo al mare. Dal libro 'Il viaggio di Peppino' di Roberto Piumini il racconto della nascita di Gesù in chiave moderna.

Per chi preferisce affrontare il racconto della nascita di Gesù ai bambini in chiave moderna, senza dover affrontare le spiegazioni del censimento e delle tribù di Davide, c’è un delizioso libro di Roberto Piumini, 'Il viaggio di Peppino', edito da Interlinea con i bellissimi disegni di Cecco Mariniello, che, in sole 20 pagine, offre un quadro molto poetico della eterna storia del Natale.

 

Piumini ci racconta che mamma Maria cerca un luogo tranquillo dove far nascere, come ogni anno, il piccolo Gesù e manda Giuseppe in giro per il mondo su una bicicletta volante per trovare il luogo migliore per la Natività. La Palestina però è travagliata dalla guerra, nelle città c’è il frastuono dei giorni di festa e perfino Babbo Natale non sa che consiglio dare. E allora, accade un miracolo: il piccolo Gesù nascerà in fondo al mare, e sarà un Gesù “nuovo”.

 

 

L'inizio della storia di Mariuccia e Peppino

 

Ecco l’inizio della storia: “C’era una volta il Natale di quest’anno.
 Mamma Maria, come ogni anno, aveva la pancia gonfia, perché dentro c’era il piccolo Gesù, quasi pronto a venire al mondo. Siccome mancava una settimana, Maria disse al marito: "Peppino, ascolta, sento che il piccolo sta per nascere: per favore cercami un buon posto per partorire".

 

"Che ne dici di un posto un po’ più comodo, questa volta, Mariuccia?", disse Giuseppe. "Non sei stanca di mettere ogni anno al mondo il bambino dove non c’è riscaldamento, o assistenza, nemmeno una piccola comodità? L’anno scorso l’hai fatto nascere a Belfast, in mezzo agli spari... Due anni fa in Amazzonia, con quell’umidità! E tre anni fa, poi..."


 

"Lo sai, Peppino" interruppe mamma Maria. "Il nostro non è un bambino che nasce in un posto qualsiasi: ha bisogno di molta attesa, di molto desiderio... Non vorrai mica farlo nascere in una qualsiasi città, con tutto quel baccano, traffico, roba colorata da vendere e comprare, e tutti che sanno già quello che vogliono, perché l’hanno visto nelle vetrine..." "No, no, Mariolina!" disse Giuseppe.

 

"Ma… senti, ho un’idea! Non ti piacerebbe, quest’anno, tornare a Betlemme, dove il bambino è nato per la prima volta? Ricordi la grotta, e l’asino, e il bue, e quella brava gente che veniva a portare i doni, e gli angeli... Forse non è rimasto proprio lo stesso, laggiù, però..." 
Mamma Maria sospirò: "La grotta, certo che la ricordo! Sì, mi piacerebbe...Va’ a dare un’occhiata, Peppino". 
E Giuseppe, che faceva il falegname inventore, inforcò senza perder tempo la sua bicivoletta, e schizzò in cielo, verso la Palestina”.