Primi mesi

Allattamento al seno, i consigli di una mamma

allattamento_storia
08 Luglio 2008
Informata, molto motivata e attrezzata al meglio con il cuscino da allattamento, Giovanna era ben felice di allattare sua figlia Chiara. Ma l’inizio è stato molto più difficile del previsto.
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La cosa più naturale del mondo?

Di cosa avevo paura durante la gravidanza? Le contrazioni, il babyblues, le smagliature sulla pancia. Di cosa non avevo paura: allattare. Ma perché? In fin dei conti è la cosa più naturale del mondo e poi avevo letto un po' sull'argomento. Sapevo per esempio che la domanda di latte materno regola l’offerta e che è importantissimo attaccare il bambino dopo la nascita. E poi avevo comprato il cuscino per l’allattamento, che promette un comfort assoluto per mamma e bambino. Leggi anche: Depressione post parto, arrivano le linee guida per i medici

Cosa avrebbe potuto andare storto? All'inizio tutto. Anche se l'ostetrica mi spiego tutto con pazienza, la prima volta fu un disastro. Quando Chiara si attaccò la prima volta al seno il “leggero dolore” per la suzione di cui avevo tanto letto, mi sembrò una cosa insopportabile, come se qualcuno mi pungesse le mammelle con l’ago. Mi ricordo che controllai più di una volta: non è che Chiara aveva già i denti e mi mordeva di nascosto?

Allattare: una lotta col cuscino

In qualche modo l’avevo pensata più semplice. Attacca la piccola al seno, e via! Perché? Anche solo attaccare il bimbo alla mammella è un’arte molto complicata. Prima di tutto la successione degli eventi: destra, sinistra, sinistra, destra, destra, sinistra. Inoltre devo allattare, dice l’ostetrica, in diverse posizioni, per evitare di prendere una infezione al seno.Faccio del mio meglio. Allatto Chiara di lato, da davanti e da dietro nella cosiddetta posizione della presa del portiere. E sempre con il cuscino da allattamento! Mi sento così stupida: un bebè furioso in una mano, nell’altra, un salsicciotto di stoffa gigante. Mettere in posizione il salsicciotto, su la bimba, fissare la bimba, fissare il salsicciotto, e dove la trovo adesso la mano per mettere ben bene la mammella alla bocca della piccola?Le scene notturne sono queste: Chiara si sveglia e ha fame. Comincio il complicato procedimento con il cuscino da allattamento. Marco è incaricato di passarmi Chiara al millimetro. Lei ha così tanta fame che agita furente il braccino e succhia perplessa tutto quello che le capita davanti alla bocca. Acc! Davvero come un piccolo vampiro. In poco tempo i capezzoli mi fanno male. Ogni volta che Chiara inizia a bere, schiaccio la mano di Marco. “Sembra quasi che siano contrazioni”, mi dice. Sì, dannazione...

Resisti!

Tutto mi fa male: ogni abbraccio, ogni volta che mi asciugo dopo la doccia. La nuca è dura, mi fa male la schiena... Il motivo? Ogni volta che Chiara finalmente si attacca in modo giusto, sono così felice che rimango completamente ferma finché non ha finito, anche nella posizione più impossibile.Lo so perfettamente che non lo devo fare. Ma la mia ambizione di diventare la nuova campionessa italiana di allattamento va sotto zero. Voglio solo che la piccola beva! E dal mio petto, e non dal biberon, sempre e nonostante tutto e tutti.Fortunatamente, nonostante il sentimento completamente spensierato della gravidanza, ho letto qualcosa sull'allattamento Quello che mi è rimasto impresso: ogni donna può allattare. E: i problemi dell’allattamento sono risolvibili. Quindi: avanti, all’attacco!

Non c’è niente, a parte il seno!

Il consiglio più importante me lo dà la mia ostetrica: ora, no ai biberon in casa mia! Non dargliene troppo, non pompare il latte: una caramella come ricompensa per l’allattamento, e andare avanti. Osserva i rotolini di grasso che si formano lentamente sulle braccine di Chiara: “Ogni singolo grammo di te!” Mi aiuta a tenere duro.Provo tutti i rimedi della nonna: lanolina, piselli gelati, ricotta, bustine di tè nero e medicazioni a base di lana e seta. Tutti con risultati sorprendenti per centinaia di donne. E per me, sensazionalmente inefficaci. Frustrante!Nel bisogno chiamo la mia amica Luisa, che fa anche lei l’ostetrica e sta allattando il secondo bimbo. Cosa fare se niente va più nel modo giusto? Consiglio: un cappuccio per allattamento. “In modo che il seno possa davvero rigenerarsi! Un tale benessere... vedrai!" Speranzosa mi metto in marcia verso la farmacia e compro i coni bucherellati in plastica. Risultato: doppio acc! La pelle irritata sfrega internamente contro la plastica. Ancora peggio di quando ero senza!

Ritorno agli albori

A volte osservo la mia piccola quando dorme. Ma non penso: “Che dolce!” Tutt’altro… penso: “Per favore, non svegliarti ancora! Non posso allattarti ancora una volta!” Ma Chiara si sveglia. E io allatto, perché devo e perché voglio, in linea di principio. Se solo non facesse così male...Una volta mi viene a trovare mia madre. Trovava che allattare fosse veramente easy. E quindi si meraviglia: problemi con l’allattamento? Esistono? Fammi vedere come fai. Allora prendo con fatica il mio cuscino per allattare. “Ma cosa cavolo fai con questo salsicciotto? Ma così non la senti la tua bambina!" E quando voglio mettere in bocca di Chiara il capezzolo, lei mi dice: “Lascia fare a lei, ce la fa da sola!” „No che non ce la fa", controbatto. “E ad allattare senza cuscino non ce la faccio.”Mamma insiste che ci provi. Back to basics: normalissima presa in braccio, tipo in culla. Chiara è distesa sul mio braccio, la testolina nell’incavo del braccio, e mi guarda mentre aspetta trepidante. La porto verso di me e… beve! Senza appoggio, senza ausili. Male, fa ancora male, ma per la prima volta dopo il parto ho la sensazione: Ehi, riesco ad allattare! E senza salsicciotto, dappertutto e sempre. Al caffè, al parco, se serve in bus. Sono libera. Finalmente di nuovo in città senza la paura di dover correre a casa con una bimba che brontola!

Una cura per i capezzoli

Da allora in poi riesco ad attaccare Chiara subito quando ha fame. Che sollievo! Dopo ogni allattamento (ancora con la ricompensa della caramella) mi passo i capezzoli doloranti molto leggermente con una pomata. Non c’è scritto in nessun libro, ma comunque aiuta. E siccome ho scoperto che i dolori diventano più acuti dopo un quarto d’ora di poppata, impongo a Chiara un limite di tempo. Dopo 15 minuti si cambia capezzolo. E se ce n’è bisogno cambio due o tre volte.

Allattare: che divertimento!

E, molto lentamente, i dolori sono sempre meno, fino a che un bel giorno non li sento più. Strabiliante… Chiara e io: una squadra affiatata! È semplicemente bellissimo. Come si illumina quando mi tiro su la t-shirt! E come apre la boccuccia piena di speranza! Com’è carina quando mangia rumorosamente... E come cerca la mia mano con la sua manina per tenersi su! Come mi sorride beata e sazia mentre l’ultimo sorso di latte le scende dai lati della bocca! Tutto questo non lo avevo mai notato, prima. Vederla così mi rende felice. Sono orgogliosa di non aver smesso allora (anche se capisco comunque ogni donna che lo fa).Riesco perfettamente ad allattare in due posizioni: da seduta e da sdraiata. Durante il giorno allatto in una posizione, di notte allatto nell’altra. Non penso a che mammella è stata l’ultima dove ha poppato. E comunque non ho avuto nessuna infezione. Per questo per Malte propongo l’ordine d’oro per l’allattamento con nastro per il coraggio dimostrato.

Smettere di allattare? C’è ancora tempo

Il weekend vado a trovare la mia amica Nadia. È al settimo mese. E ha paura di: contrazioni, babyblues, smagliature sulla pancia. Riguardo all’allattamento dice: andrà tutto bene. E con uno sguardo a Chiara: Tu ne sei la prova… Se tu sapessi, penso io. E penso anche: Devo spiegarle che lotta è stata finora? Non voglio metterle paura. E può anche essere che a lei vada subito alla grande. Conosco abbastanza donne per cui è stato così.“Ma certo che andrà tutto bene!”, dico solo, quindi. “E se non proprio subito, magari un po’ più in là.” Promettimi che mi telefoni se ci sono problemi. E non comprare biberon!“Presto Chiara avrà sei mesi. Allattare completamente sei mesi: era il mio obiettivo. “Fin lì dobbiamo arrivare. Non un giorno di più!”, pensavo allora. E adesso? Neanche il minimo pensiero di smettere di allattare. Chiara può poppare fin quando ne sente il bisogno. Spero tanto, tanto, tanto, tempo ancora!

Articolo tratto da Eltern.de, il primo magazine tedesco per genitori

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