Salute

Aumentano le neo mamme depresse Oltre 100mila all'anno

mamma_bambino
13 Ottobre 2009
Secondo gli psichiatri riuniti a Roma per il 45/o Congresso nazionale della Società italiana di psichiatria (Sip), il 10-20% delle neomamme va infatti incontro a depressione durante o dopo la gravidanza. Che cosa fare.
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Aumentano le donne in gravidanza e le neomamme depresse, e a rischio sono anche i bebè. A puntare i riflettori sul fenomeno sono gli psichiatri riuniti a Roma per il 45/o Congresso nazionale della Società italiana di psichiatria (Sip): il 10-20% delle neomamme va infatti incontro a depressione durante o dopo la gravidanza.

Inoltre da una ricerca condotta dall'Unità Operativa di Psichiatria dell'Università Tor Vergata di Roma su circa 400 pazienti con disturbi dell'umore, emerge che un terzo di loro ha avuto madri con depressione in gravidanza. I figli di mamme depresse inoltre, avvertono gli specialisti, manifestano più spesso problemi di linguaggio, difficoltà di sviluppo e sono loro stessi a rischio di problemi psichiatrici durante l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta.

Da qui l'invito all'azione: tra gli obiettivi della Sip, infatti, anche quello di promuovere programmi di sostegno alle madri nei primi tempi dopo il parto attraverso personale qualificato.

OGNI ANNO 1000MILA NEOMAMME COLPITE DA DEPRESSIONE: Ogni anno oltre 100.000 italiane soffrono di depressione durante la gravidanza o dopo il parto, e nel 3-5% dei casi il problema sfocia in una vera e propria psicosi puerperale che può portare fino a gesti estremi. Un disagio ''iniziale, nei primi giorni dopo il parto, è del tutto normale - commenta Alberto Siracusano, presidente Sip -. Non a caso, otto neomamme su 10 sono colpite dal 'baby-blues' nella prima settimana dopo la nascita di un figlio: un misto di tristezza e tendenza al pianto. Se invece i sintomi tendono a intensificarsi o a perdurare, possono sfociare nella depressione post-parto''.

La depressione vera e propria colpisce tra il 10 e il 20% delle neo-mamme e la sua insorgenza può essere lenta e manifestarsi nell'arco dei primi mesi dopo la nascita già con conclamati e gravi quadri depressivi.

Esistono campanelli d'allarme ben precisi che la donna stessa, ma soprattutto i suoi familiari, non dovrebbero trascurare: come l'estrema e immotivata preoccupazione per la salute del bambino, o la tendenza a trascurare se stessa e il bambino. In presenza di questi sintomi è opportuno chiedere aiuto a un medico specialista.

Le donne più a rischio sono soprattutto quelle che hanno già sofferto di episodi depressivi (la presenza di un episodio depressivo post-parto in una precedente gravidanza aumenta del 50% il rischio). Ma sono in pericolo anche le ragazze giovani e sole.

BAMBINI PIU' A RISCHIO - Oltre un terzo dei circa 400 pazienti con disturbi dell'umore coinvolti nella ricerca dell'Università Tor Vergata avevano avuto madri con depressione durante la gravidanza o dopo il parto. ''I figli di madri depresse - spiega Siracusano - si alimentano peggio durante il periodo neonatale, hanno una ridotta stimolazione psicosensoriale e minori livelli di interazione con l'ambiente. Sviluppano così più facilmente disturbi dello sviluppo fisico, psicologico e del linguaggio, oltre che essere a rischio per disturbi psichiatrici nell'infanzia, adolescenza e da adulti''.

INVESTIRE IN PROGRAMMI DI SOSTEGNO - Investire perciò in programmi di sostegno ed educazione alla genitorialità è un passo importante, affermano gli psichiatri: ''Per troppo tempo nel nostro Paese non sono stati intrapresi progetti di questo tipo. E' il momento di farlo, perché i numeri della depressione post-parto - conclude Siracusano - sono tali da richiederlo per garantire a decine di migliaia di bimbi e alle loro mamme un futuro sereno''.

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