Per i neo genitori

Depressione post-parto, i segnali per riconoscerla

Di Nostrofiglio Redazione
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8 luglio 2008
Perdita d'appetito, difficoltà a prendere sonno o al contrario, a rimanere svegli, poco interesse nei confronti del neonato e perdita di interesse nelle attività quotidiane: è così che si può manifestare la depressione post parto. I consigli della psicologa per aiutare le mamme colpite.

La psicologa tedesca Eleonore Poensgen è specializzata nella cura della depressione post-parto. In questa intervista spiega le cause e come è possibile aiutare le madri colpite.

 

  • Come si riconosce una depressione post-partum? La depressione post-partum va di pari passo con l'insonnia e l'abbattimento, ma anche con i dubbi e gli attacchi di panico. Risulta molto difficile a chi ne è colpito provare gioia per il proprio bambino. Si ha la sensazione di non riuscire ad amarlo. La depressione non deve necessariamente manifestarsi subito dopo la nascita, può manifestarsi anche fino a un anno dopo. Nella maggior parte dei casi si esaurisce nel giro di un paio di settimane o mesi, tranne nel caso in cui la persona colpita abbia già una personalità compromessa.

 

  • Secondo lei quali sono le cause? Un aspetto importante è costituito dai rapporti sociali che viviamo. Le giovani madri dopo il parto rimangono sole dalle otto alle 12 ore con il piccolo. Questo è completamente innaturale. Nelle popolazioni primitive, le donne che hanno appena partorito sono assistite costantemente dalle donne del vicinato o da membri della famiglia. Ricevono un sostegno nella cura quotidiana del bebè. Vivono in comunità, si fanno aiutare e si abituano al loro bambino e alla nuova vita.

 

  • Perché le famiglie sono così importanti? Molte madri sentono la mancanza delle reti create nelle grandi famiglie che le aiuterebbero ad abituarsi alla nuova situazione. Una giovane madre ha bisogno di tempo per pianificare la vita con il bambino. Se questo tempo viene a mancare, può subentrare velocemente un sovraccarico e l’insicurezza. L’isolamento può infine rafforzare la malattia. Spesso le giovani madri devono costruirsi una nuova rete sociale dopo il parto del loro primo figlio. E soprattutto dopo i traslochi che spesso avvengono in seguito all’ampliamento della famiglia si viene cancellati dalla propria rete sociale.

 

  • La personalità della madre ha un ruolo?Sì. Spesso si ammalano le donne che hanno grandi aspettative verso se stesse e vogliono essere perfette nel loro ruolo di madri. Chiedono a se stesse di essere buone madri, partner e casalinghe senza ricevere aiuto. Quando poi si accorgono che non riescono a fare tutto da sole, si colpevolizzano. Tali donne hanno difficoltà ad ammettere che hanno bisogno di aiuto. Anche i cambiamenti ormonali e la mancanza di sonno sono una possibile causa della depressione post-partum.

 

A chi chiedere aiuto:

  • Clinica Macedonio Melloni - Ospedale Fatebenefratelli (Milano) - E' attivo presso la Maternità un Centro che si occupa della depressione femminile nella gravidanza e nel post parto. ll Centro è accessibile tramite il Servizio Sanitario Nazionale al prezzo del ticket specialistico. L'orario di apertura è dalle 9 alle 17 dal lunedì al venerdì; occorre prenotarsi al numero di telefono 02 6363331.

  • Ospedale Sacco (Milano) - tel.02 39042904

  • Azienda Istituti ospedalieri di Cremona -tel. 037 2405660

  • Clinica psichiatrica dell'Università di Pisa -tel. 050 992626

  • Clinica psichiatrica dell'Università di Napoli - tel. 0815666514

  • http://www.fondazioneidea.it/: è il sito della Fondazione Idea (Istituto per la ricerca e la prevenzione della depressione e dell'ansia) che può indicare altri centri in Italia.

  • http://www.telefonodonna.it: è il sito di un'associazione nata nel '92 per l'ascolto dei disagi della donna.

 

  • Il comportamento del bambino influenza la malattia? Un bambino che piange molto sicuramente può incidere indirettamente sulla depressione con la sua agitazione. Le donne colpite si trovano in un circolo vizioso: si danno la colpa per l’atteggiamento del bambino e si sentono sovraccaricate dal pianto. Questo rafforza la depressione.

 

  • Quali sono le differenze tra i “baby blues” e la psicosi post-partum?Di “baby blues” soffrono otto donne su dieci. La causa è l’improvviso cambiamento della situazione ormonale dopo il parto. Le giovani madri si sentono abbattute. Alcune piangono senza motivo o pensano che non riusceranno a prendersi cura del bambino. Questa sensazione tuttavia rientra dopo la prima settimana successiva al parto. La psicosi manifesta invece un altro quadro clinico. Si tratta di una perdita del senso della realtà. Le donne colpite odono voci, si sentono perseguitate e hanno le visioni. I motivi sono da ricercare soprattutto in una predisposizione innata che può esplodere in seguito ad un grande stress. Il periodo dopo il parto e durante il puerperio è molto faticoso e pesante per la madre.

 

  • Come si possono aiutare le persone interessate? È importante che le donne depresse non pensino di aver fatto qualcosa di sbagliato o di essere anormali perché non riescono ad amare il proprio bambino. La relazione madre-figlio devecrescere lentamente come quella tra due partner. Le persone colpite non sono cattive, sono soltanto malate. Devono rivolgersi al partner, alla famiglia o agli amici e poi a un medico o uno psicoterapeuta. Durante la psicoterapia è importante che la madre elabori il rapporto con se stessa. In casi gravi, ritengo che gli antidepressivi possano essere di aiuto per sollevare le donne dalla loro crisi. In caso di psicosi è necessario cercare immediatamente l’aiuto di un medico e affidarsi alle sue cure.

 

  • Nel caso di un secondo figlio ci può essere una ricaduta? Se la donna colpita ha seguito una terapia dopo il parto, la probabilità di una ricaduta è scarsa. Talvolta invece la depressione può ripresentarsi ma in forma molto più leggera. Le donne sono già infatti entrate nel ruolo di madre, conoscono la situazione, hanno allacciato molti contatti e sanno chiedere aiuto.

 

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(Articolo tratto da Eltern.de)