Depressione

Baby blues e depressione post parto, 4 cose da sapere

Di Valentina Murelli
babyblues
06 Luglio 2017
Non sempre dopo la nascita è un idillio: può succedere - sia alle mamme sia ai papà - di andare incontro a disturbi psicologici di varia gravità, dalle forme più lievi a depressioni conclamate. Ecco 4 cose da sapere su depressione post parto e baby blues
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Finalmente sei mamma, ma, passata la felicità dei primi giorni, il tuo umore è diventato più labile, ti viene spesso da piangere e ti senti triste, irritabile, ansiosa. Potrebbe trattarsi di baby blues: «Una sorta di tristezza che colpisce in genere tre/quattro giorni dopo il parto e dura circa una settimana» spiega lo psichiatra Mauro Mauri, dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa.

 

Non è un vero disturbo, ma una condizione quasi fisiologica, dovuta ai cambiamenti ormonali del post parto e al forte stress psico-fisico di travaglio e parto.

 

È molto frequente e in genere passa da sola: basta stare vicino alla mamma, sostenerla, cercare di darle una mano se ha qualche difficoltà.

 

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1. Depressione: tutti i sintomi

A volte - succede al 10-15% delle donne - la tristezza non è lieve e transitoria, ma profonda e persistente. Potrebbe trattarsi di depressione post parto, un disturbo che si manifesta in genere dal terzo mese al primo anno dopo il parto. I sintomi comprendono ansia e preoccupazione, umore abbattuto, tendenza a vedere tutto nero, perdita di interesse nel fare le cose, alterazioni del sonno e dell'appetito. «Più eventuali manifestazioni legate alla maternità, come il senso di inadeguatezza nel di prendersi cura del bambino» precisa Franca Aceti, psichiatra del policlinico Umberto I di Roma. Le conseguenze possono essere importanti anche per il piccolo: «Alcune donne - spiega l'esperta - assumono un atteggiamento di iper controllo, mentre altre si sentono così inadeguate da arrivare a trascurarlo. In entrambi i casi viene meno la possibilità di entrare in sintonia con i bisogni del proprio bambino, che è il primo passo per la costruzione di un attaccamento sicuro».

 

2. Quando colpisce il papà

Anche i papà possono soffrire di depressione post parto. Succede a uno su dieci nel primo anno del bambino, con un picco tra i e tre e i sei mesi. «I sintomi - afferma Aceti - sono quelli classici della depressione: stato di abbattimento, tristezza, disturbi del sonno, desiderio di isolamento, difficoltà a concentrarsi, senso di inadeguatezza rispetto al rapporto con la compagna e con il figlio». Tra i fattori di rischio, il fatto di aver già sofferto di depressione o ansia, il fatto che ne soffra la mamma, la precarietà economica, un rapporto di coppia non soddisfacente, il senso di esclusione dalla coppia mamma-bambino.

 

3 - Umore nero: prevenzione e trattamento

Non c'è una ricetta sicura per evitare la depressione post parto, ma alcune strategie possono rappresentare dei fattori protettivi. In particolare: la possibilità di un riposo adeguato nelle prime settimane dopo il parto (se hai bisogno una mano per le incombenze domestiche chiedi aiuto, e limita le visite di amici e parenti nei primi giorni dopo l'arrivo del bebè); una dieta equilibrata con alimenti ricchi di acidi grassi omega 3 (pesce, noci, olio di semi di lino); un buon apporto di vitamina D (per farne scorta basta una sana vita all'aria aperta, ma eventualmente puoi chiedere al medico di valutare se serva un'integrazione); un buon rapporto con il partner e una buona rete di familiari e amici. 

 

 

4. Di

alogo, psicoterapia e farmaci

Capire che si soffre di depressione post parto non è sempre facile, perché a volte i sintomi sono subdoli, al confine con una forte stanchezza, e spesso è la donna stessa a minimizzare. Tuttavia - e questo vale sia per le mamme sia per i papà - se ci si rende conto che qualcosa non va, che il tempo passa e sintomi "negativi" non si allentano, la cosa migliore da fare è parlarne con qualcuno. Partner, amici e familiari, certo, ma soprattutto il medico di base, oppure uno specialista psicologo o psichiatra.

 

A volte, se i sintomi sono molto leggeri, se si tratta di baby blues o poco più, già il semplice fatto di parlarne con qualcuno - e di prendersi un po' più cura di sé - migliora la situazione. Altrimenti, esistono varie possibilità di intervento più incisive, dalla psicoterapia (ce ne sono diversi tipi, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale) alla terapia farmacologica. Se il medico ti consiglia un farmaco non avere paura ad assumerlo: è uno strumento importante per risolvere il disturbo e ci sono formulazioni sicure anche durante l'allattamento.

Guarda anche il video sulla depressione post parto, i sintomi e le cause