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Baby blues

Baby blues: i consigli delle mamme per affrontarlo e superarlo

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24 Maggio 2017 | Aggiornato il 15 Gennaio 2018
Baby blues: una sensazione indefinita di malinconia, inquietudine, inadeguatezza, che porta a sentirsi giù proprio nei giorni in cui, secondo l’opinione comune, ogni mamma dovrebbe sentirsi al top per l’arrivo del suo bebè. In genere è una condizione fisiologica, dovuta agli sbalzi ormonali del post parto, e passa da sé dopo alcuni giorni. Ma quando c’è, non è una bella sensazione. Ecco le riflessioni e i consigli delle neomamme della pagina Facebook di Nostrofiglio.it per superare i momenti no del post parto

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La testimonianza di Valentina Colmi
“Prima di diventare mamma pensavo che molte persone esagerassero quando parlavano di cambiamento radicale. Mi sbagliavo.
Ho avuto una gravidanza perfetta e credevo che il parto si sarebbe svolto senza intoppi: dopo 15 ore di travaglio, ho dovuto subire un cesareo d’urgenza con anestesia totale. Niente si era svolto secondo le aspettative: ce l’avevo con il mio corpo, che mi aveva tradito.
La conoscenza con mia figlia Paola è stata tutta in salita: non riuscivo ad allattarla, lei non si attaccava, e mi sentivo sola e disperata. Piangevo sempre, ad un certo punto mi sembrava di sapere fare solo quello: non ero stata pervasa dall’amore per la mia bambina, ma solo da tanti punti interrogativi. Mi sentivo terribilmente sola.
A tutte le mamme che stanno attraversando un momento difficile consiglio di non nascondersi e di parlarne apertamente in famiglia. Può succedere e di solito passa da solo. Una cosa è fondamentale: non siete assolutamente delle pessime madri”.

Valentina Colmi, giornalista freelance per web e carta stampata, mamma di due figlie. Nel 2014 - dopo essere guarita dalla depressione post partum - apre il sito www.post-partum.it per dare un aiuto alle madri in difficoltà. Ha scritto anche Out of the blue -Rinascere mamma (Lazy Book, 2,99 euro), un ebook che vuole raccontare la storia di una mamma che ha combattuto e vinto la depressione post partum.

Baby blues: i consigli delle mamme per affrontarlo tratte dalla nostra community su facebook.

 

"Quando mi vengono pensieri negativi, guardo mia figlia"

“Ci sono giorni in cui tutto sembra pesarmi di più, in cui penso che non ce la farò e vorrei scappare. Ma ci sono anche giorni in cui mi alzo dal letto e rifletto su quanto siamo forti noi mamme e sono orgogliosa di sapermela cavare da sola. So che la maternità è un’occasione di crescita personale e che un giorno tutti i momenti tristi saranno solo un brutto ricordo. Quando mi vengono pensieri negativi, vado vicino a mia figlia e la guardo: la sua tenerezza mi dà la forza di andare avanti e cambiare ciò che non mi piace”. (Arianna)

 

"Ho cercato tutte le occasioni per uscire, per conoscere nuove amiche neomamme"

“Dopo il parto mi sembrava tutto difficile e insuperabile. E mi sentivo terribilmente sola: tante amiche che avevo prima non ci sono più: forse non erano tanto amiche o forse non abbiamo più interessi comuni. E allora ho cercato tutte le occasioni per uscire, porto la bimba al parchetto, mi sono iscritta ad un corso di massaggio neonatale, dove sto conoscendo nuove amiche neomamme come me. A volte ci si sente fuori posto dappertutto e se il bimbo si mette a piangere sembra che tu non sia una buona mamma: frequentare certi luoghi invece mi ha aiutato a sentirmi “tra simili”.” (Cassandra)

 

"Tante piccole cose mi hanno aiutata: mio marito la notte, la vicina di casa, le telefonate delle colleghe"

“Ricordo bene quella sensazione di vuoto che ho provato nei primi giorni dopo il parto: i nonni sono partiti dopo pochi giorni e mi sono ritrovata sola, con un marito assente per il lavoro fino a sera e una figlia da conoscere e da accudire 24 ore su 24. Dipendeva in tutto e per tutto da me, non avevo tempo per dormire, facevo la doccia con il suo pianto di sottofondo. E quando uscivo mi sentivo strana, diversa, avevo paura che la bimba si mettesse a piangere e io non sapessi come calmarla. Che cosa mi ha aiutato? Tante piccole cose: mio marito che la notte cambiava i pannolini e faceva riaddormentare la bimba dopo ogni poppata, la vicina di casa che mi bussava al ritorno dal lavoro, le colleghe che mi telefonavano e mi incoraggiavano. Un po’ per volta ho imparato il mestiere di mamma e adesso che sono passati sei mesi posso dire che so che cos’è il baby blues ma so anche che passa”. (Martina)

 

"Mi sono detta: è un momento faticoso, ma non tornerà più e voglio godermelo"

“Lo sapevo, mi avevano avvisato le amiche, lo avevo letto sui giornali: nei primi tempi un bimbo ti assorbe al 100%. Beh, la realtà ha superato ogni previsione: alle 10 avevo ancora il letto disfatto, giravo in pigiama tutta la mattina in attesa di avere il tempo per lavarmi, a pranzo mangiucchiavo qualcosa di veloce e, quando la bimba dormiva, cercavo di sistemare un po’ la casa. La sera, stanchissima, mi mettevo a letto con la speranza di riposare qualche ora di fila ma il massimo che potevo sperare erano 2-3 ore. Ero sfinita, piangevo spesso e mi sentivo incapace: forse ero io che non sapevo fare la mamma… Poi mi sono detta: è vero, è un momento faticoso, ma non ritornerà più, quindi voglio godermelo. E chi se ne importa se la casa non è in ordine, a cena si mangia sempre la solita minestra o i capelli non sono in piega. Passa, ve lo assicuro, più in fretta di quanto si possa pensare! E dopo si ricorda con tanta dolcezza e nostalgia!” (Carola)

 

"Approfittate di tutti i momenti buoni per dormire"

“Un consiglio a chi ha partorito da poco: approfittate di tutti i momenti buoni per dormire: la mancanza di sonno toglie energie sia fisiche che psichiche. A qualunque ora, quando il bimbo dorme, abbassate le tapparelle della camera, spegnete il telefono e riposatevi. Senza sensi di colpa, che noi donne, chissà perché, siamo bravissime a farci venire. Quello di (neo)mamma è un lavoro a tutti gli effetti, che merita rispetto. Il nostro, innanzitutto!” (Donatella)

 

"Accendete la musica e mettete la bimba in una fascia"

“I primi periodi non sono facili per nessuna: io dormivo pochissimo, a volte ero molto stanca e mi scendeva giù qualche lacrima, ma mi bastava guardare gli occhioni grandi di mia figlia per sentirmi una persona speciale. I miei suggerimenti? Uscite, in casa accendete la musica e mettete la bimba in una fascia, così avete le mani libere e riuscite a fare molte più cose, giocate con il bimbo, fategli le coccole, godetevi le emozioni del momento. Non siete sole, siete con la vostra creatura. Forza, tutto passa, e dopo ci riderete su”. (Bea)

 

"L'ho lasciato qualche ora al giorno a parenti o amici fidati. Se sentite di non farcela, gridate aiuto"

“Io l’ho passato! Certi momenti volevo buttare mio figlio dalla finestra!!! Era da poco mancato mio padre, il bimbo non voleva attaccarsi al seno, piangeva di continuo… un incubo! Mi ha aiutato lasciarlo qualche ora al giorno a parenti o amici fidati (non credete di essere insostituibili h24 e imparate a fidarvi!), che mi dava la possibilità di riposare, uscire e liberare la mente. Se sentite di non farcela, gridate aiuto, anche a costo di passare per quelle che la stanno facendo pensante (“che sarà mai, tutte abbiamo avuto figli”!), parlatene con il vostro medico o, se è il caso, con uno psicologo, che aiuta a capire che cosa ci sta succedendo e come uscirne fuori. Mai tenersi tutto dentro”. (Pina)

 

"Chiedete un aiuto per cose concrete: stendere il bucato, caricare la lavastoviglie"

“E’ un periodo che passiamo un po’ tutte: la stanchezza del parto, i cambiamenti fisici, la responsabilità di un figlio… per non parlare delle continue visite dei parenti e dei mille consigli non richiesti e non graditi. Parlatene con il vostro compagno e con amiche che magari già sanno che cosa si prova. E se suocera o sorella vengono a trovarvi, non vi vergognate a chiedere un aiuto concreto su cose concrete, come stendere il bucato o caricare la lavastoviglie”. (Paola) 

 

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