Depressione post parto

Un po' di malinconia ... dopo il parto

Di Marta Pizzocaro
mamma_bambino.180x120
27 aprile 2010
La chiamano baby blues o mamy blues, riguarda l'80% delle puerpere e si limita ai primissimi mesi di vita del bambino. In un libro le strategie per evitare che diventi qualcosa di più grave.

Torni a casa dall’ospedale con il tuo frugolino tra le braccia e ti senti a tratti euforica e onnipotente, poi improvvisamente triste, sola e incapace. Sappi che è normale e che le gioie della maternità includono anche momenti di sconforto, sfiducia e spossatezza. La maternità senza macchia non esiste, non te l’avevano detto?

 

Lo racconta anche Laura, oggi mamma felice di due splendide bambine di tre e cinque anni: “Quando è nata la mia prima figlia ho passato tre giorni in ospedale in uno stato di totale euforia, aiutata e coccolata. A casa però sono arrivati gli sbalzi di umore e nei momenti peggiori credevo di essere entrata in un tunnel da cui non sarei più uscita. Poi, dopo qualche mese, seguendo alcuni consigli tutto si è sistemato”.

 

Il mamy blues – la malinconia post-parto - riguarda l’80% delle puerpere e si limita ai primissimi mesi di vita del bambino. Ma se diventa una vera e propria depressione post parto, più lunga e più pesante – succede nel 15% dei casi – serve il supporto di uno specialista che, con consigli e strategie mirate, può aiutare la neo-mamma a (ri)dare il giusto peso alle cose.

 

Nel libro “Mamme tristi. Vincere la depressione post-parto” (Erickson, 2009) la psicologa e psicoterapeuta Daniela Leveni e Daniele Piacentini, psichiatra e psicoterapeuta, danno alcuni consigli per evitare che il mamy blues si trasformi in depressione post parto.

 

  • SEI IN DIFFICOLTA', RICONOSCILO! Chi accetta l'idea di avere un problema, ha più chance di uscirne;

  • PENSA A UNA STRATEGIA: individua i problemi e pensa alle possibili soluzioni. Un metodo utile sono le “autoistruzioni”: trascrivete tutto su un foglietto da appendere in posti ben visibili della casa, per ricordare cosa vi fa stare bene e cosa vorreste fare;

  • FAI QUELLO CHE TI FA STARE BENE: un po' di shopping con il bebè nel marsupio, un caffè con le amiche, una passeggiata con tuo marito ... non considerarle una perdita di tempo o una forma di egoismo, ma un pit-stop di rifornimento di energie fisiche e mentali;

  • PERFEZIONE? NO GRAZIE: imparare a fare la mamma è come imparare un nuovo mestiere e tu stai facendo apprendistato. Non dimenticarlo mai;

  • CHIEDI AIUTO E SFOGATI: delega compiti, accetta l'aiuto che amici e parenti ti offrono, parla con tuo marito o un'amica del tuo stato;

  • LUI E' UNA RISORSA, NON UN IMPICCIO: forse tuo marito non riuscirà a mettere il pannolino in modo perfetto o a vestire bene il bebè ... ma tappati la bocca e evita di continuare a criticarlo e di pensare che solo tu sai che cosa vuole il vostro bambino! Se riesci a trattenerti ne vedrai presto i frutti: tuo marito si sentirà responsabilizzato e parteciperà attivamente alla gestione del bebè. Non solo nei primi mesi ma sempre.

 

Se la malinconia post parto invece di migliorare si aggrava – concludono i due autori - rivolgetevi a uno specialista che saprà consigliarvi la soluzione migliore tra: counseling individuale (colloqui di sostegno), terapia psicologica, counseling di coppia, gruppi di auto-aiuto, farmaci antidepressivi associati alla psicoterapia. Non aspettate che la depressione passi da sé, rivolgersi allo psicologo non è una sconfitta, ma il primo passo verso la soluzione.

 

Tutto sulla depressione post parto

Parlane con altre mamme, entra subito nel forum