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Depressione in gravidanza e post parto, vincerle si può

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01 Dicembre 2010
"A Smile for Moms", un sorriso per le mamme. Questo lo slogan della nuova campagna per combattere la depressione perinatale, che ogni anno colpisce 90mila donne, promossa da Onda (l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna). Che cos'è, come combatterla, i centri a cui rivolgersi. Testimonial della campagna l'attrice Maria Grazia Cucinotta

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La campagna per combattere e prevenire la depressione in gravidanza e post parto "Smile for Moms", un sorriso per le mamme, è stata presentata stamattina a Palazzo Chigi, a Roma. Promotrice: Onda (l'Osservatorio nazionale sulla salute della donna) con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della salute.

Sarà una campagna triennale e multicanale con un sito Internet dedicato (www.depressionepostpartum.it), presenza sui social network, uno spot per la tv realizzato da Emanuele Pirella e una testimonial famosa (l'attrice Maria Grazia Cucinotta). E ancora: una mozione approvata in Senato che impegni il governo a far sì che negli ospedali ci sia sempre un'assistenza adeguata e sei centri specializzati in campo per definire linee guida di prevenzione.

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I NUMERI DEL PROBLEMA - La depressione perinatale "colpisce circa il 16% dell'universo femminile. Il 13% sperimenta già un disturbo dell'umore durante le prime settimane dopo il parto, un dato che sale al 14,5% nei primi tre mesi postnatali con episodi depressivi maggiori o minori e al 20% nel primo anno. Le forme diagnosticate e curate sono però inferiori al 50%," si legge nel comunicato di Onda.

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COME SI MANIFESTA Capita a tutti di sentirsi tristi, sfiduciati o demoralizzati. Quando però questo stato d'animo diventa persistente e influenza le azioni della vita quotidiana fino a alterarle, si può parlare di sintomi depressivi, si legge nel comunicato di Onda. La depressione si manifesta "con una marcata tristezza, incapacità di provare piacere e interesse verso le proprie attività, difficoltà di concentrazione, perdita di energia, alterazioni dell'appetito e del sonno". le cause scatenanti possono essere genetiche, biologiche, ambientali e psicologiche. Dalla depressione però si può uscire con interventi di psicoterapia e un corretto impiego dei farmaci.

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FOCUS DEPRESSIONE MAMME

ANSIA IN GRAVIDANZA: lo stato d’ansia aumenta progressivamente con il progredire della gravidanza con valori più alti nel terzo trimestre. In particolare, se è presente nella 32° settimana, è un probabile fattore predittivo di depressione nel periodo post-natale. Non va sottovalutata, poiché l’ansia in gravidanza potrebbe portare alla depressione post-partum, al disturbo di sviluppo e attività fetali, al basso peso alla nascita, a difetti fisici nel bambino, a problemi comportamentali-emozionali, a predisposizione alle abitudini tabagistiche ed all’uso di sostanze psicoattive e alla riduzione dell’appetito con compromissione del peso e dello sviluppo della gravidanza. Questi comportamenti da parte della futura mamma sono indicatori di una scarsa adesione al “progetto gravidanza”, con manifestazioni che possono variare da una scarsa cura di sé alla malnutrizione materna con alterazione dello sviluppo fetale, dall’abuso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive all’incapacità a riconoscere i prodromi del parto, fino ad arrivare ad aborti e complicanze neonatali.

DEPRESSIONE IN GRAVIDANZA: la gravidanza rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici e alcune donne hanno difficoltà ad accettarne lo stato, provando sentimenti contrastanti di felicità, paura e preoccupazione. È importante dare ascolto a ciò che si sente e prova dentro di sé. Sono sentimenti e aspetti che non vanno sottovalutati. I segnali più evidenti di una depressione si caratterizzano con umore profondamente triste o irritabile, stanchezza e agitazione, sensazione di inadeguatezza con mancanza di fiducia in se stesse, perdita di interesse o di piacere nelle comuni attività, difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione, disturbi del sonno e dell’appetito. Durante la gravidanza molte donne possono sembrare più stressate emotivamente e l’ansia è uno degli stati a cui prestare maggiore attenzione. L’ansia leggera può essere controllata con interventi di rilassamento muscolare; tecniche di controllo del corpo e del respiro con interventi preventivi sul decorso e sulla tutela del sonno in gravidanza e nel puerperio; approccio di psicoterapia mirato, sia individuale che di coppia nella forma di counseling o di una psicoterapia strutturata ed eventuale intervento farmacologico con antidepressivi in caso di ansia intensa.

DEPRESSIONE POST PARTO: si manifesta quando la donna presenta da e per almeno due settimane umore depresso, mancanza di piacere e interesse nelle abituali attività e almeno cinque di questi sintomi: disturbi del sonno e/o dell’appetito, iperattività motoria o letargia, faticabilità o mancanza di energia, sensi di colpa, bassa autostima, sentimenti di impotenza e disvalore, ridotta capacità di pensare o concentrarsi e pensieri ricorrenti di morte. La maternity blues, o tristezza post-partum, è una sindrome benigna transitoria che interviene nelle prime 48 ore dopo il parto. Di norma si risolve spontaneamente entro una settimana. È importante identificare le donne con maternity-blues poiché il 20% di esse presentano un episodio depressivo maggiore nel primo anno dopo il parto. Le cause della depressione post-partum sono molteplici e coinvolgono fattori ormonali, fisici, psicologici, sociali e cognitivi. Se i sintomi riscontrati sono di entità maggiore rispetto a quelli di un semplice “baby blues”, la depressione post-partum può essere affrontata in ambito medico in modo differente a seconda del tipo e della gravità dei sintomi. Le cure possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia; nell’eventuale assunzione di ansiolitici e antidepressivi, che sono cure possibili, ma da assumere comunque sotto controllo medico e valutando l’eventuale sospensione dell’allattamento. È necessario rivolgersi ad uno specialista se i sintomi sono di una entità allarmante o comunque persistono oltre le due settimane, se si ha la sensazione di poter fare del male a se stesse o al proprio bambino e se i sintomi di ansietà, paura e panico si manifestano con grande frequenza nell’arco della giornata.

(Tratto dalla campagna Smile for Moms)

HANNO DETTO - “La gravidanza – ha detto alla presentazione della campagna "Smile for Moms" Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da – rappresenta per la donna un periodo di profondi cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici, tanto che alcune donne hanno difficoltà ad accettarne lo stato provando sentimenti contrastanti di felicità e paura, di preoccupazione per ciò che le attende. Reazioni diffuse ma che non vengono sempre espresse dalle donne nel timore di sentirsi diverse e giudicate inadeguate al futuro ruolo di mamme”.

“Prevenire la depressione in gravidanza e nel post partum oggi è possibile – ha aggiunto Claudio Mencacci, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze A.O. Fatebenefratelli Oftalmico Melloni di Milano – Conosciamo i diversi fattori di rischio e i diversi fattori di protezione; poterlo comunicare alle neomamme e alle neo coppie diventa una assoluta priorità per consentire di vivere questo periodo in modo felice anche a quelle donne per cui la depressione è ancora un ladro che ruba la maternità. Oggi la ricerca ha consentito di individuare molteplici fattori di rischio della depressione perinatale consentendo così la possibilità di interventi efficaci in grado di individuare e monitorare le donne a rischio e di intervenire prontamente con trattamenti adeguata. Per la prima volta in Italia si parla di prevenzione della depressione”.

“Una donna che decide di diventare madre, diventa la persona più importante dell’universo poiché dà vita - ha continuato Maria Grazia Cucinotta - ma spesso questo valore viene sottovalutato dalla società che non coglie quei segnali di disagio interiore della donna che vanno dalla tristezza, allo sconforto, ai sensi di inadeguatezza al suo ruolo di madre, che possono facilmente trasformarsi in veri e propri sintomi di depressione. Non è raro che la donna si senta sola ad affrontare una situazione di cui avverte il peso della responsabilità, acuita anche dalla mancanza di tutela nel suo reingresso nella società che le impone di scegliere tra la carriera lavorativa da un lato ed il ruolo di madre e gli impegni familiari dall’altro. Voglio invitare tutte le donne a vincere i propri timori nel parlare di depressione perinatale e ad approfittare dell’opportunità offerta dal sito appositamente dedicato per porre domande, liberarsi dei propri dubbi e preoccupazioni per affrontare con consapevolezza e responsabilità il momento della gravidanza e della maternità”.

“La depressione è una malattia nascosta e ancora misconosciuta dalla donna – ha detto ancora la senatrice Emanuela Baio – e come Senatrice donna sento forte l’impegno racchiuso nella Mozione bipartisan approvata il 18 novembre all’unanimità in Senato nella quale chiediamo al Governo che all’interno degli ospedali vi sia personale sanitario adeguatamente formato e in grado di riconoscere ed affrontare con competenza una depressione in gravidanza e nel post-partum, offrendo alla paziente depressa una assistenza e cura di tipo farmacologico associata a una psicoterapia. Ancora oggi il Servizio Sanitario Nazionale non garantisce una assistenza di qualità su tutto il nostro territorio. L’obiettivo della Mozione è arrivare ad assicurare un facile accesso alle cure a tutte le donne che incrociano una depressione in diversi momenti della loro vita, in particolare durante e dopo una gravidanza. Anche la depressione, come tutte le malattie, può essere affrontata in tempo, evitandone complicazioni e ricadute, ma occorre sapersi e potersi curare correttamente”.

“Prima che questa condizione degeneri – ha concluso Francesca Merzagora - ogni donna presti ascolto ai tanti possibili sintomi di depressione e nel momento in cui si rende conto di vivere una condizione di difficoltà in seguito al parto, si apra ai consigli, ne parli e si confronti con altre mamme, con il compagno, o con il medico, si lasci aiutare nella gestione della casa e del bambino, ricavi degli spazi per sé dedicando anche solo pochi minuti al giorno ad attività che siano gratificanti per se stessa, segua una alimentazione sana, e si ponga un solo obiettivo per ogni giornata, e soprattutto cerchi di mantenere il più possibile il contatto con il proprio bambino. Da donna mi sento di dire che la maternità è un dono bellissimo e prezioso che va vissuto nella sua pienezza e nella più assoluta serenità”.

LA MOZIONE IN SENATO E' stata appena approvata in Senato una Mozione trasversale presentata da 68 parlamentari di tutti gli schieramenti politici che chiede al governo l’impegno ad agire affinché all’interno degli ospedali operino sempre realtà competenti in grado di offrire alla donna un’assistenza adeguata.

LINEE GUIDA ALLO STUDIO Sei centri specializzati stanno mettendo a punto linee guida di prevenzione di questa malattia. Sono: il Centro Psiche Donna dell’A.O. Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano, il Dipartimento di Neuroscienze dell’A.O.U. Molinette di Torino, il Perinatal Depression Research and Screening Unit dell’A.O. Università Pisana, la Clinica Psichiatrica degli Ospedali Riuniti di Ancona, il Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Napoli SUN, l’Unità Operativa di Psichiatria dell’A.O.U. Vittorio Emanuele Policlinico “G.Rodolico” di Catania. Qui trovi tutti i contatti dei centri se hai bisogno di aiuto

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