Poesia

5 poesie d'autore dedicate ai figli

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07 Giugno 2018 | Aggiornato il 27 Novembre 2018
Cinque poeti di spicco vissuti nello scorso secolo che hanno espresso in versi l'amore e il rapporto genitore-figlio. Kalhil Gibran, Langston James Hughes, Pablo Neruda, Rudyard Kipling e Natim Hikmet: ecco le loro poesie dedicate ai figli.
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Cinque grandi poeti. Cinque persone di spicco vissute nello scorso secolo che hanno espresso in versi l'amore per un figlio. A partire da Kalhil Gibran, con la sua famosissima "I vostri figli". E per finire il più grande poeta turco dell'era moderna, Natim Hikmet.

Ecco una selezione di cinque poesie d'autore dedicate ai figli.

 

I vostri figli

I tuoi figli non sono figli tuoi.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Perché loro hanno le proprie idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
non alla loro anima.
Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non è dato di entrare,
neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro
ma non volere che essi somiglino a te.
Perché la vita non ritorna indietro,
e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

(Khalil Gibran)

 

*'I vostri figli' di Gibran è una parte del libro 'Il Profeta', composto da 26 saggi nel quale l'autore affronta differenti tematiche della vita. In questo libro Gibran parla del bene e del male, del tempo, dell'amicizia, della conoscenza di sé, della sofferenza e, appunto, dei figli.

Khalil Gibran (1883 - 1931) è stato un poeta e aforista libanese naturalizzato statunitense. Le sue opere, nelle quali l'autore ha cercato di unire a civiltà occidentale con quella orientale, sono state tradotte in oltre 20 lingue. Le più famose sono Il profeta e Massime spirituali.

La scala di cristallo

Bene, figliolo, voglio dirti una cosa 
la vita per me non è stata una scala di cristallo. 
Ci furono chiodi 
 e schegge 
e assi sconnesse 
 e tratti senza tappeti sul pavimento, 
 nudi.
Ma per tutto il tempo
 ho continuato a salire 
 e ho raggiunto pianerottoli 
 voltato angoli 
 e qualche volta ho camminato nel buio 
 dove non c’era uno spiraglio di luce. 
Quindi, ragazzo, non tornare indietro. 
 Non fermarti sui gradini 
 perché trovi che salire è difficile.
 Non cadere adesso
 perché io vado avanti, amor mio, 
 continua a salire 
 e la vita per me 
non è stata una scala di cristallo
(Langston James Hughes)

Langston James Hughes (1902 - 1967) è stato poeta, scrittore e giornalista afro-americano. Dedicò la sua vita alla scrittura.

 

Il figlio


Sai da dove vieni?
... vicino all'acqua d'inverno
io e lei sollevammo un rosso fuoco
consumandoci le labbra
baciandoci l'anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.
Così venisti al mondo.
Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
il suo fianco sottile
tutta la terra percorsi,
con guerre e montagne,
con arene e spine.
Così venisti al mondo.
Da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.
Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l'albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.


dal libro "I versi del Capitano" di Pablo Neruda

Pablo Neruda (1904 - 1973) è lo pseudonimo di Ricardo Eliécer Neftalí Reyes Basoalto. Politico e poeta cileno, è considerato una delle più importante figure della letteratura latino-americana del Novecento. 

SE

Se riesci a conservare il controllo quando tutti

Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;

Se riesci ad avere fiducia in te quando tutti

Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio; 

Se riesci ad aspettare e a non stancarti di aspettare,

O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne, 

O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio, 

e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio:

 

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;

Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;

Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina

e trattare allo stesso modo quei due impostori; 

Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto

Distorta da furfanti per abbindolare gli sciocchi,

O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita infrante,

E piegarti a ricostruirle con arnesi logori.

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite

E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,

E perdere e ricominciare di nuovo dal principio

E non fiatare una parola sulla perdita; 

Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi

A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,

E a tenere duro quando in te non resta altro

Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!"

 

Se riesci a parlare con la folla e a conservarti retto,

E a camminare coi Re senza perdere il contatto con la gente,

Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,

Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;

Se riesci a occupare il minuto inesorabile

Dando valore a ogni istante che passa,

Tua è la terra e tutto ciò che è in essa,

E - quel che è più - sei un Uomo, figlio mio!

 

da R. Kipling, Poesie, a cura di Ornella De Zordo, Milano, Mursia, 1987.

 

* La poesia Se è dedicata al figlio e contiene una serie di suggerimenti su come affrontare la vita e su come trovare un equilibrio. Il testo si configura come una lettera al figlio, nella quale sono presenti indicazioni che intendono aiutare il bambino a tracciare il suo percorso di crescita, affinché egli possa diventare un Uomo.

Rudyard Kipling (1865 - 1963) è stato uno scrittore e poeta britannico. Tra le sue opere più famose: Il libro della giungla e Capitani coraggiosi.

 

Prima di tutto l'uomo, di Nazim Hikmet  

Non vivere su questa terra 
come un estraneo
e come un vagabondo sognatore.

Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare,
ma prima di tutto credi all'uomo.

Ama le nuvole, le macchine, i libri,
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca,
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto senti la tristezza 
e il dolore dell'uomo.

Ti diano gioia
tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia,
le quattro stagioni ti diano gioia,
ma soprattutto, a piene mani,
ti dia gioia l'uomo!

 

Natim Hikmet (1901 - 1963) è stato un poeta e scrittore turco naturalizzato polacco ed è considerato uno dei più importanti poeti turchi dell'epoca moderna.