Gemelli

Gemelli: 15 cose che i genitori devono PROPRIO sapere

Di Simona Regina
cresceregemelli
22 Dicembre 2015 | Aggiornato il 23 Maggio 2018
Anche quando sono praticamente identici, i gemelli sono comunque due persone distinte. Ai genitori il compito di aiutare ciascun figlio ad acquisire autonomia e sviluppare la propria identità, nel rispetto di un legame speciale. Ecco 15 cose che i genitori dei gemelli devono sapere, secondo Brustia, che da oltre dieci anni coordina il “Progetto Gemelli” dell'ateneo torinese
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Uguali, ma diversi e come tali mamma e papà devono trattarli. Parliamo dei gemelli monozigoti che derivano da un unico zigote, cioè da un’unica cellula uovo fecondata da uno spermatozoo, da cui si generano organismi geneticamente identici: hanno cioè lo stesso patrimonio genetico.


Anche quando sono praticamente identici, i gemelli sono comunque due persone distinte. Ai genitori, allora, il compito di aiutare ciascun figlio ad acquisire autonomia e sviluppare la propria identità, nel rispetto di un legame speciale e profondo che si instaura tra i due fratellini o le due sorelline fin da quando condividono l'utero materno.


“I gemelli infatti sono in continua interazione tra loro e si condizionano a vicenda sia per quanto riguarda lo sviluppo fisico che psichico. E proprio per questo – spiega Piera Brustia, docente di psicologia dinamica all'Università di Torino – possono andare incontro a un difficile processo di identificazione o a difficoltà di socializzazione, per una chiusura eccessiva della coppia gemellare che può rendere difficile affrontare la separazione l'uno dall'altro e lo sviluppo della rispettiva autonomia, ma anche a forme estreme di competitività, perché contemporaneamente possono manifestare identici bisogni da soddisfare e quindi competono tra loro per ottenere l'attenzione dei genitori. D'altro canto, i genitori possono avere difficoltà nel dedicare tempo a ciascun gemello individualmente, e per questo sentirsi in colpa”.


Ecco allora cosa i genitori dei gemelli devono sapere, secondo Brustia, che da oltre dieci anni coordina il “Progetto Gemelli” dell'ateneo torinese: un percorso di sostegno e consulenza alle famiglie, e di formazione del personale sanitario ed educativo, al fine di supportare la crescita e l'educazione di sorelle/fratelli gemelli.


1 Accettare il disorientamento iniziale


A volte i genitori sono preparati all'ipotesi di una gravidanza plurima: per esempio in caso di procreazione medicalmente assistita. Se invece non se l'aspettano, la notizia inizialmente li disorienta. “Tipicamente - spiega Brustia - la mamma ha una reazione di panico e preoccupazione per le difficoltà cui potrebbe andare incontro nel corso della gravidanza che, per le sue peculiarità, viene trattata come a rischio e tende a essere sempre più medicalizzata. Il padre, invece, in genere pensa agli aspetti più pratici, a maggior ragione se non sono i primi figli: avremo spazio a sufficienza a casa? La macchina basterà per tutti? Ma superato lo shock iniziale, si fanno spazio la gioia e l'emozione di essere genitori un po' speciali”.


2 Prepararsi ad accogliere due

 

Crescere dei gemelli, del resto, richiede qualche sforzo in più sul piano organizzativo, ma dal punto di vista educativo vanno trattati come due normali fratelli. “Una volta diagnostica la gravidanza gemellare, è importante che mamma e papà si preparino a fare spazio nella mente ai due bambini in arrivo”: passino cioè dall’immagine di un figlio a quella di due. È il primo passo, infatti, per prepararsi a trattarli in futuro come due fratelli e non come un'unità.


3 La scelta dei nomi


Meglio evitare nomi troppo simili (Mara/Maria, Matteo/Mattia), per non confondersi e per sottolineare che sono a tutti gli effetti due persone distinte, anche se hanno lo stesso colore degli occhi e dei capelli, la stessa corporatura e sono nate lo stesso giorno. Così come “si consiglia di evitare di chiamarli, per praticità o per fretta, 'i gemelli'. Questa è una raccomandazione da fare anche a nonni, zii, baby sitter, insegnanti: ciascuno va chiamato con il suo nome affinché possa sentirsi unico e crescere come individuo".


4 A ciascuno il suo look


Rispettare e valorizzare l'unicità di ciascuno è importante per supportare la crescita e favorire l’indipendenza l'uno dall'altro. Per questo, meglio non vestirli allo stesso modo, così come è preferibile evitare lo stesso taglio di capelli e le stesse acconciature (codine, trecce, cresta, ecc.). Rende più facile distinguere l'uno dall'altro. “Perché, quando sono effettivamente identici, capita di confondersi. E i bambini stessi lo sanno e ci giocano, ma sotto sotto ne soffrono, così come capita a tutti quando si viene confusi con qualcun altro”.


5 Allattare al seno due gemelli si può


Diventare mamma di due gemelli non significa dover rinunciare all'allattamento al seno. Secondo i neonatologi dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, non solo è possibile, ma è consigliabile. Anche se ovviamente può essere impegnativo e può servire un po' di tempo (oltre che di sostegno) per collaudare il tutto. Ma a tutto vantaggio della salute e della relazione materno-infantile: le poppate favoriscono la contrazione dell’utero e quindi un ritorno più veloce alle dimensioni normali; il latte materno protegge dalle infezioni, e quando i bimbi sono due, hanno maggiore possibilità di contagiarsi uno con l'altro. Inoltre, quando a mangiare sono in due, allattando si risparmia. Non solo denaro. Se la mamma riesce a farlo contemporaneamente risparmia anche tempo. “Anche se allattare in momenti diversi può consentire una migliore sintonizzazione individuale con un figlio alla volta” precisa Brustia, che aggiunge: “le mamme che, per motivi diversi, non riescono ad allattare al seno possono comunque recuperare il prezioso contatto con i bambini in altri momenti”.

(Leggi anche la storia della mamma blogger: allattare due gemelli si può)

 

6 Più spazio ai papà


L'allattamento – aggiunge - può essere condiviso con il papà: e così, a turno, mentre un gemello su nutre dal seno della mamma, l'altro può bere (il latte materno, usando il tiralatte) dal biberon con il papà”. Del resto, nelle famiglie con gemelli, il papà tende a essere più attivo e più partecipe nella vita quotidiana e nella cura dei figli e “tende a essere una figura di attaccamento primario allo stesso livello della mamma, che del resto non può sdoppiarsi per gestire sempre i due pargoli contemporaneamente”.


7 Imparare a delegare


Nessun genitore è onnipotente e se normalmente l'arrivo di un figlio può mettere a dura prova i neogenitori, l'arrivo di due, almeno all'inizio, rende l'impresa ancora più ardua, dal punto di vista organizzativo. Per questo è importante imparare a chiedere aiuto e a delegare, a nonni, amici, babysitter, per non essere sopraffatti dalla stanchezza. “Dividersi tra due figli è un compito più oneroso rispetto alla norma e i genitori di gemelli, in particolare le mamme, non devono farsi assalire dal senso di colpa per il fatto di non farcela da soli. Quindi meglio organizzare per tempo una rete di supporto”.


8 Instaurare una relazione con ciascun gemello


È importante che mamma e papà si ritaglino un po' di tempo da dedicare a ciascun figlio. “Per esempio un sabato possono uscire con un gemello, mentre l'altro sta coi nonni, e poi viceversa la settimana successiva, in modo che ogni bambino abbia dei momenti tutti per sé con i genitori” suggerisce Brustia. Che consiglia di evitare che, di fronte all'impossibilità pratica di riuscire sempre a dividere attenzioni e cure, ciascun genitore instauri un rapporto privilegiato con uno solo dei due gemelli: “attenzione cioè a non innescare quel meccanismo per cui un gemello è della mamma e l'altro è del papà. Entrambi devono riuscire ad avere un rapporto individuale con ciascuno dei due”.


9 Giocattoli, uguali o diversi? Non ci sono regole ferree


Differenziare le loro esperienze è importante, ma questo non significa non assecondare le loro inclinazioni e i loro desideri, che possono essere uguali o diversi. Per quanto riguarda i giocattoli, per esempio, “il buon senso suggerirebbe di non comprarne di identici, e fare in modo che l'uno giochi anche con i giocattoli dell'altro. Ma nella pratica va valutato caso per caso: ci sono per esempio gemellini particolarmente conflittuali che vogliono il gioco tutto per sé. E se entrambi vogliono lo stesso, vada per i doppioni”. “Talvolta, poi, - aggiunge Brustia - di fronte a due giochi uguali, può capitare che i entrambi scelgano lo stesso, e se lo contengano: compito del genitore è riconoscere, tollerare e tradurre la rivalità che sottende una simile contesa, per aiutare i bambini a gestirla senza troppa sofferenza”.


10 A scuola in classi diverse: valutare caso per caso


Un dubbio che spesso assale i genitori è se iscriverli nella stessa classe o addirittura nella stessa scuola. “Anche in questo caso non esiste una risposta che valga per tutti. C'è chi è convinto che differenziare (anche) il loro percorso scolastico sia positivo per lasciar emergere la personalità di ciascuno. Ma non è universalmente valido. A volte gli stessi bambini manifestano il desiderio di essere separati, altre volte invece esprimono il desiderio di condividere maestre e compagni di classe. Ed è meglio assecondarli”. In ogni caso, un team di psicologi dell’Università di Amsterdam ha monitorato circa 2mila coppie di gemelli fino all’età di 12 anni senza riscontrare differenze, né sul piano della socialità né sul rendimento scolastico, tra coloro che avevano frequentato la stessa classe e chi no.


11 Attività extrascolastiche


Se possibile è meglio differenziare le attività extrascolastiche, perché possono rappresentare un'occasione di separazione non traumatica dal gemello, che rappresenta una figura fondamentale di attaccamento. Ma questa valutazione non deve prevaricare sugli interessi dei bambini e, se coincindono, non ha senso forzare uno a fare ginnastica e l'altro nuoto.


12 Chi trova un amico trova un tesoro


Ciò non toglie, però, che “è importante favorire la loro socializzazione con altri bambini e che ciascun gemello abbia un suo amichetto del cuore, per sperimentare una sana complicità anche al di fuori della coppia”. Anche se questo non significa forzarli ad avere amici diversi. In fondo i gemelli giocano insieme fin dalla pancia della mamma: l'uno ha un alleato nell'altro, un compagno di avventure, un supporto emotivo, un complice con cui intendersi solo con un'occhiata. “Tanto che a volte non sentono il bisogno di aprirsi all'esterno e addirittura sviluppano un linguaggio segreto, tutto loro, incomprensibile per gli altri: viene definito criptofasia, e se perdura nel tempo può essere il segnale di un'eccessiva chiusura”.


13 Gestire i conflitti


Così come litigano i fratelli o le sorelle, lo fanno anche i gemelli, “solo che i loro litigi tendono a essere più intensi, perché in fondo i gemelli iniziano a competere già nell'utero: per lo spazio, per il cibo, per la sopravvivenza. Competitività che poi si trasforma in rivalità per riuscire a ottenere le attenzioni degli adulti e poter soddisfare i bisogni che spesso insorgono nello stesso momento” spiega Brustia. Ma i conflitti sono anche un modo attraverso cui esprimere il proprio io e cercare di differenziarsi dall'altro. “Ai genitori consiglio dunque di dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno, dal punto di vista relazionale e affettivo: perché anche se hanno le stesse esigenze materiali, nello stesso momento, non sono uguali, e riuscire a differenziare il proprio approccio in base alle caratteristiche di ciascuno può essere d'aiuto non solo per sanare i conflitti ma anche per favorire lo sviluppo della loro identità”.


14 Non fare paragoni


Se vale per tutti i genitori, ancora di più per i genitori di gemelli. I confronti sono da evitare perché possono alimentare la rivalità e l'idea che l'altro rappresenti un limite alla propria libertà. Altrettanto valido per tutti i genitori è il consiglio di fare attenzione a non dare ragione sempre a uno a discapito dell'altro, o valorizzare solo i traguardi e i successi di uno: è importante cercare di incoraggiare entrambi, facendo leva sui rispettivi punti di forza e i piccoli o grandi 'talenti'.


15 Prepararsi all'adolescenza


L'adolescenza può essere un'età particolarmente critica: al desiderio di emancipazione nei confronti dei genitori si affianca spesso quello di emanciparsi dal gemello per acquisire un'identità propria. A volte può manifestarsi nell'indifferenza reciproca, altre volte nell'esigenza di diversificarsi il più possibile, attraverso il look o esperienze che escludono l'altro, “perché il processo di individuazione si compie distinguendosi dall’altro”.

 

Ma può succedere anche che proprio in questa fase delicata della crescita i gemelli rafforzino il loro rapporto simbiotico, o per lo meno che uno dei due (quello più introverso) cerchi di fagocitare l'altro all'interno della coppia, o sia geloso dell'autonomia dell'altro. Ai genitori il compito di osservare e capire le dinamiche gemellari per poter supportare adeguatamente l'uno e l'altro. “Non c'è da stupirsi, del resto, che a volte i gemelli sviluppano modi di essere complementari: quindi uno tende a essere attivo, l'altro passivo, uno estroverso, l'altro introverso, come in un gioco a incastro. E più sviluppano ruoli complementari e asimmetrici, più è difficile acquisire la propria autonomia”.

 

Cosa fare per evitarlo? “Sintonizzarsi su ciascun gemello fin dalla gravidanza e lungo tutta la crescita consente di arrivare all’adolescenza più attrezzati, li aiuta fin da subito a poter essere se stessi, uguali o diversi rispetto al gemello, evitando così che debbano iniziare il processo di individuazione tutto in un colpo, durante l'adolescenza” conclude Brustia.