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Il neonato ha il naso chiuso: come comportarsi

Di Valentina Murelli
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23 Gennaio 2013 | Aggiornato il 28 Settembre 2018
Un respiro un po' più rumoroso del solito, il nasino che cola, una certa fatica a poppare e a dormire bene: sono sintomi tipici di un'infezione delle vie aeree superiore. Una condizione non grave, ma fastidiosa. Ecco come intervenire

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I neonati, si sa, tendono ad avere un respiro abbastanza rumoroso. È la fisiologia, e non c'è niente di cui preoccuparsi. A volte, però, il respiro può essere un po' più rumoroso del normale, e si accompagna anche a secrezioni mucose: in questi casi il neonato ha il naso chiuso.

 

Niente di grave, ma un fastidio certo sì, anche perché il neonato respira obbligatoriamente con il naso, e avercelo chiuso significa fare più fatica a poppare.

 

Naso chiuso, perché?
Il naso chiuso è in genere una conseguenza di infezioni del tratto respiratorio superiore. "Nella maggioranza dei casi sono infezioni causate da virus che possono interessare, oltre al naso, anche gola e trachea" spiega il neonatologo Guglielmo Salvatori, della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Il fastidio maggiore, comunque, riguarda proprio il naso".

 

Nell stagione fredda queste infezioni sono un fenomeno abbastanza comune, soprattutto se in casa ci sono fratelli o sorelle più grandi. O se il neonato è molto esposto al contatto con amici e parenti, che potrebbero trasmettere qualche agente infettivo.

 

"Va anche detto che le vie aeree dei neonati, cioè dei bambini al di sotto dei 28 giorni di vita, sono molto piccole e basta poco muco per intasarle", sottolinea Salvatori.

 

Come accorgersi che il naso è chiuso
Il naso chiuso si riconosce perché il respiro diventa rumoroso, o più rumoroso del solito, e si accompagna a secrezioni, più o meno abbondanti. "Inoltre, si vede chiaramente che il piccolino fa fatica a succhiare, perché si attacca e si stacca di continuo e piange innervosito" spiega il neonatologo.

 

Naso chiuso, come intervenire
Se il bambino non mostra di soffrire di disagi particolari non occorre fare nulla. Se invece ci si accorge che quel nasino chiuso qualche problema lo dà - per esempio il piccolo non riesce ad alimentarsi bene, o a dormire, perché si sveglia di continuo - occorre cercare di ammorbidire le secrezioni, per facilitarne l'uscita.

 

"Può essere utile umidificare l'ambiente, se magari l'aria è troppo secca per via dei caloriferi, e lavare il nasino" afferma Salvatori. "Ci sono vari prodotti disponibili, come acqua di mare, acque termali, soluzione con acido ialuronico, ma la classica soluzione fisiologica va benissimo".

 

Non è detto che occorra fare un lavaggio vero e proprio: "A volte, basta mettere qualche goccia di soluzione nel naso, giusto per rendere le secrezioni un po' più morbide". Ci sono anche degli aspiratori che permettono di aspirare il muco liberato dal lavaggio: "In questo caso, meglio i dispositivi che permettono alla mamma o al papà di aspirare il muco, rispetto a quelli completamente meccanici, che possono essere un po' più aggressivi con il rischio di danneggiare la mucosa nasale".

 

Quando fare i lavaggi
"Al bisogno" risponde Salvatori, e cioè, in genere, prima delle poppate, in modo che il nasino sia libero quando si tratta di mangiare. Inoltre, potrebbero essere utili la sera, prima di andare a dormire, per facilitare il sonno.

 

Quando consultare il pediatra
In genere il naso chiuso non è nulla di grave, e le infezioni responsabili si risolvono da sole nel giro di pochi giorni. Ricordiamo però che stiamo parlando di bambini molto piccoli, sotto il mese di età o poco più, per cui se il piccolino ha la febbre o sembra avere difficoltà respiratorie è bene sentire subito il pediatra o, se non è disponibile, andare al pronto soccorso. Potrebbero essere in corso altre infezioni, come bronchite o bronchiolite, che richiederanno una terapia specifica.

 

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