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Influenza

Influenza e neonati: come prevenirla, cosa fare se la prendono

Di Valentina Murelli
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24 Gennaio 2018 | Aggiornato il 18 Ottobre 2018
Alcune semplici regole - lavarsi spesso le mani, evitare contatti troppo ravvicinati, evitare luoghi chiusi e affollati - possono ridurre il rischio di trasmettere a un bebè appena arrivato il virus dell'influenza. E ce si sono fratellini o sorelline più grandi, può valere la pena considerare di tenerli a casa per qualche giorno da scuola nel momento della massima diffusione dell'epidemia.

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Come proteggere il neonato dal virus dell'influenza? Come evitare che anche lui si ammali, specialmente se in casa ci sono fratellini o sorelline più grandi, che possono facilmente contrarre la malattia al nido o alla scuola materna o elementare? Vediamo.

 

Prima regola di prevenzione: vaccinarsi in gravidanza
La via più efficace per ridurre il rischio di ammalarsi di influenza è vaccinarsi, ma i neonati non lo possono fare: la vaccinazione contro l'influenza è indicata infatti a partire dai sei mesi. "Il problema ha però una facile soluzione, ed è che il vaccino lo faccia la mamma durante la gravidanza", afferma la pediatra di famiglia Adima Lamborghini, membro dl Centro studi della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

 

Il vaccino fatto in gravidanza protegge sia la mamma sia il bambino nei suoi primi mesi di vita, grazie agli anticorpi materni che passano al feto attraverso la placenta. Il Ministero della salute consiglia il vaccino per le donne che si trovino al secondo o al terzo trimestre di gravidanza all'inizio della stagione influenzale.

 

Se la mamma non è vaccinata in gravidanza e il suo piccolo nasce in autunno o in inverno, può decidere comunque di vaccinarsi. "In questo caso non c'è passaggio di anticorpi contro il virus influenzale al bimbo, neanche se lo allatta al seno, ma il vantaggio sta nel fatto che si riduce il suo rischio di ammalarsi e, di conseguenza, di trasmettere la malattia al piccolo" spiega la pediatra.

La vaccinazione della mamma funzionerebbe dunque come una sorta di "cordone sanitario" di protezione intorno al bambino: in questo, potrebbe essere opportuno vaccinare anche gli altri membri della famiglia a stretto contatto con il neonato, come il papà o eventuali fratellini o sorelline.

 

Vaccino antiinfluenzale nei bambini
Al momento, secondo il piano vaccinale in vigore possono essere vaccinati gratuitamente contro l'influenza solo i bambini che presentano particolari condizioni di rischio, per esempio perché colpiti da malattie croniche. Per gli altri bambini la vaccinazione è comunque consigliata da sempre più medici, ma non è gratuita (costa intorno ai 10-20 euro). Ministero della salute, Istituto superiore di sanità e Regioni stanno valutando l'opportunità di estendere la copertura gratuita anche alle vaccinazioni di bambini non a rischio.

 

L'importanza di lavarsi - bene - le mani
"Altra regola fondamentale per ridurre il rischio di trasmissione di virus, a maggior ragione se in casa c'è un bambino piccolo, è lavarsi accuratamente le mani" sottolinea Lamborghini. L'indicazione è "scientificamente" validata, tanto che la propongono agenzie sanitarie autorevoli come i Centri per il controllo delle malattie di Atlanta, negli Stati Uniti.

 

"Ma attenzione - precisa la pediatra - non basta una sciacquata veloce sotto il getto. Bisogna lavarsele per bene, insistendo sugli spazi tra le dita o sotto gli anelli, dove i virus possono annidarsi più facilmente". E non basta lavarsele una volta appena entrati in casa: "Le mani andrebbero rilavate periodicamente, almeno una volta ogni paio d'ore".

 

La regola vale per tutti: mamma, papà, fratellini e sorelline, nonni, tate, parenti e amici in visita. "Se in casa c'è un neonato, appena si entra si lavano le mani, e se ci si ferma a lungo dopo un po' le si lavano ancora".

 

Non sempre i bambini hanno voglia di farlo, neppure se si spiega loro quanto sia importante. "In questi casi, si può trasformare il lavaggio in un momento di giochi con acqua e sapone, o in un'occasione per sviluppare la loro autonomia" afferma la pediatra. "Basta organizzare la postazione con uno sgabellino che permetta al bambino di arrivare da solo al lavandino: in poco tempo imparerà da solo a farlo bene".  

 

Prevenire l'influenza, 5 consigli in più
Oltre al lavaggio delle mani, altre semplici norme igieniche possono aiutare a tener lontani i virus dal piccolo di casa:

 

1. Ridurre il minimo i contatti, soprattutto da parte di persone di cui non si conosce bene lo stato di salute o, a maggior ragione, che presentano qualche sintomo di raffreddamento. Baci, carezze, abbracci possono essere rimandati a quando il neonato sarà cresciuto un po'.

 

2. Quando si tossisce o si starnutisce, non farlo sulla mano, ma su un fazzoletto, oppure nell'incavo del gomito o contro una spalla. "È una semplice regola di igiene e di buona educazione che va insegnata ai bambini. Anche attraverso l'esempio da parte degli adulti" sottolinea Lamborghini.  
 
3. Aerare spesso gli ambienti, tenendo aperte le finestre, ed evitare di scaldarli troppo. "In casa una temperatura di 18-19 °C è l'ideale per la salute, oltre che per il portafoglio. Eppure, spesso quando c'è un neonato si tende ad alzare il riscaldamento, arrivando anche a 25°C. Così, però, i germi proliferano meglio e le nostre mucose seccano di più, per cui vengono attaccate più facilmente".

 

4. Evitare di portare il neonato in luoghi affollati, come negozi o centri commerciali. "Va benissimo uscire per andare al parco, anche in inverno, ma i luoghi chiusi e affollati andrebbero proprio evitati, compatibilmente con le proprie possibilità", sostiene la pediatra. Se è appena possibile, dunque, la spesa è meglio farla senza il pupo, demandarla ai nonni, o trovare altre soluzioni (come i servizi di consegna a domicilio).

 

Tutte queste regole valgono a maggior ragione se chi abita con il neonato è già ammalato di influenza: fratellini, papà, la stessa mamma. Che comunque, se allatta, NON deve smettere di farlo.

 

I vantaggi dell'allattamento al seno
Una protezione in più può darla l'allattamento al seno: il latte di mamma, infatti, contiene sostanze che modulano positivamente il sistema immunitario in sviluppo del bebé, e lo aiutano ad affrontare le prime infezioni. È dimostrato che l'allattamento al seno riduce il rischio di infezioni respiratorie nei primi mesi di vita, oltre che di otiti e di gastroenteriti.
Ovviamente, non significa che i bambini che prendono il latte materno non si ammaleranno mai, e quelli che bevono latte artificiale si ammaleranno tutti: è una questione statistica.

 

Fratellini e sorelline più grandi: tenerli qualche giorno a casa da scuola può essere una soluzione
Se in casa è appena arrivato un bebè, e ci sono fratellini e sorelline più grandi, che frequentano un nido o una scuola materna o primaria, è inevitabile pensare che possano portare a casa qualche germe. Nel pieno della stagione influenzale, in particolare intorno alle settimane nelle quali si raggiunge il picco, la probabilità che questo accada diventa molto alta. Che fare, allora?

 

Molti pediatri consigliano di tenere a casa da scuola i bimbi più grandi. "Oltre a mettere in atto tutte le strategie che abbiamo elencato, nel pieno dell'epidemia questa può essere una strategia valida" conferma Lamborghini. Negli ambienti scolastici - chiusi e affollati - i virus influenzali circolano molto facilmente, tanto che spesso, nelle settimane intorno al piccolo, nidi e scuole materne risultano praticamente svuotati, con una gran parte dei bambini a casa ammalati.

 

Certo, tenere anche il grande (o i grandi...) a casa può risultare impegnativo per la neomamma, ma bisogna considerare che se poi si ammala è peggio: bisogna tenerlo a casa ammalato, per di più con il rischio concreto che a quel punto si ammali anche il fratellino neonato. "Lo stesso suggerimento vale anche se la mamma sta per partorire: non mandare a scuola i bimbi più grandi può ridurre il rischio di ammalarsi proprio in prossimità del parto".

 

Il neonato ha preso l'influenza, ecco cosa fare
Nonostante tutte le precauzioni del caso, il neonato può comunque prendere l'influenza. Come la si riconosce? "Nei piccoli, sotto l'anno di età, i sintomi prevalenti sono quelli respiratori - tosse, naso che cola, affanno, respiro che si fa più frequente - mentre non è detto che ci sia febbre, o che sia alta" spiega la pediatra. Inoltre, può esserci diarrea.

 

Se il bambino ha questi sintomi occorre avvisare il pediatra, che molto probabilmente chiederà di poterlo visitare, per valutarne le condizioni. Se ci sono solo un pochino di tosse e raffreddore, non occorre fare niente di particolare, salvo aiutare il bambino a respirare meglio, con un aspiratore nasale o, se li tollera bene, con lavaggi nasali (delicati e con poche gocce di soluzione fisiologica).

 

È  sicuramente necessario andare dal pediatra se si osservano difficoltà respiratorie (affanno o respiro frequente) che possono peggiorare rapidamente, mentre se il bambino ha meno di un mese e c'è febbre sopra i 38 °C l'indicazione è di andare subito al pronto soccorso.