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Ittero neonatale

itteroneonatale

12 Ottobre 2012 | Aggiornato il 14 Maggio 2018
Nella maggioranza dei casi l’ittero dei neonati, cioè una colorazione giallastra della cute, è fisiologico e destinato a scomparire nel giro di pochi giorni. A volte, però, può essere necessario intervenire con una semplice fototerapia e indagare meglio le possibili cause di questa condizione

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Che cos’è l’ittero neonatale

Per ittero si intende una colorazione gialla della cute e della parte bianca degli occhi, la sclera, dovuta all'accumulo di bilirubina, una sostanza che deriva dal metabolismo dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi.

 

“L’ittero compare quando la quantità di bilirubina circolante nel sangue supera i 3 milligrammi per decilitro, segno che il fegato fa fatica a smaltirla” spiega Guglielmo Salvatori, neonatologo del Dipartimento di neonatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “La colorazione si manifesta dapprima al volto e alle sclere, per poi estendersi a tronco, arti superiori e infine arti inferiori”.

 

L'ittero neonatale è una condizione piuttosto comune, sia nei bambini prematuri sia in quelli nati a termine e in genere si manifesta perché il fegato non è ancora abbastanza maturo per riuscire a eliminare la bilirubina. Altre volte, invece, può essere il segnale della presenza di una malattia.

 

Spesso non c'è bisogno di alcun intervento, oppure la situazione si risolve esponendo il bambino a una luce particolare (fototerapia). Solo nei casi più gravi, che sono rari, servono interventi più drastici come trasfusioni di sangue. In genere non ci sono conseguenze, ma bisogna ricordare che livelli molto elevati di bilirubina, se non trattati, possono portare a danni cerebrali.

 

L’ittero fisiologico

L’ittero fisiologico riguarda il 60% dei bambini nati a termine e l’80% di quelli nati prima delle 37 settimane. Per definizione, è un ittero che scompare da solo, senza bisogno di trattamenti. Secondo quanto riportato dalle Raccomandazioni per il trattamento dell'ittero neonatale della Società italiana di neonatologia, le caratteristiche principali di un ittero fisiologico sono:

  • non compare subito alla nascita, ma dopo le prime 24 ore di vita;
  • raggiunge la massima intensità tra i 3 e i 5 giorni di vita nel neonato a termine e a 7 giorni di vita nel caso dei bimbi prematuri;
  • il livello della bilirubina nel sangue non supera mai un certo livello, pari a 12-13 mg per decilitro;
  • la velocità con cui aumenta la bilirubina nel sangue deve rimanere inferiore a una certa soglia (0,5 mg per decilitro ogni ora).

 

Le cause dell’ittero fisiologico

L’ittero fisiologico può essere dovuto essenzialmente a due cause:

  • c’è un aumentato carico di bilirubina al fegato. Nei neonati questo succede perché dal cordone ombelicale, specie se questo non viene tagliato immediatamente, arriva una quantità extra di globuli rossi che, rompendosi, rilasciano emoglobina e dunque bilirubina;
  • c’è un ritardo nell’eliminazione della bilirubina dovuto a immaturità delle vie metaboliche deputate al suo smaltimento. Proprio per questo l'ittero si verifica più spesso nei neonati pretermine.

Inoltre, alcuni fattori possono facilitare l'insorgenza di ittero fisiologico nel neonato. In particolare:

  • utilizzo di ventosa ostetrica durante il parto;
  • presenza di diabete gestazionale nella mamma e bambino di grandi dimensioni;
  • presenza di allattamento al seno esclusivo. "Si parla di ittero da latte materno quando la bilirubina aumenta a partire dai 4-5 giorni di vita, colorando la pelle fino anche a 12 settimane di età" spiega il neonatologo Salvatori. "La spiegazione è che il latte materno può contenere una sostanza che fa aumentare il riassorbimento di bilirubina dall’intestino. Inoltre, ci sono casi in cui nei primi giorni di vita il bimbo allattato al seno mangia poco e cala molto di peso e tale condizione induce la formazione di una maggior quantità di bilirubina. Il problema però si risolve quando i bambini iniziano ad assumere una sufficiente quantità di latte materno”.
La comparsa di ittero fisiologico da latte materno non costituisce motivo di abbandonare l'allattamento al seno

 

Se l'ittero è fisiologico, non occorre fare nulla
Se l’ittero viene inquadrato come fisiologico, o nei casi di ittero da latte materno, non occorre fare nulla se non aspettare che le vie metaboliche smaltiscano da sé l’eccesso di bilirubina circolante e la colorazione della cute torni quella normale.

 

Ribadiamo che se anche l'ittero è determinato dal latte materno, non è assolutamente necessario interrompere l'allattamento al seno. Tra l'altro, da studi recenti sembra che la bilirubina abbia una funzione antiossidante, quindi entro certi limiti la sua produzione non va inibita.

 

Ovviamente, però, il neonato va tenuto sotto controllo e ci sono alcune situazioni in cui è bene rivolgersi al proprio pediatra o al centro nascita per controllare il valore della bilirubina. In particolare:

  • se la colorazione gialla diventa molto intensa;
  • se la colorazione gialla si estende, passando dal volto alla pancia, le braccia, le gambe;
  • se il bambino sembra sofferente, fa fatica a svegliarsi o a rimanere sveglio;
  • se il piccolo si alimenta male o non prende peso;
  • se l'ittero dura più di tre settimane.

 

L'ittero patologico
A volte, l'ittero del neonato non è una manifestazione fisiologica, ma il segnale della presenza di un'altra malattia. L'ittero patologico si distingue da quello fisiologico perché in genere:

  • compare nelle prime 24 ore di vita;
  • i livelli di bilirubina superano spesso i 15 mg per decilitro;
  • la bilirubina aumenta a una velocità elevata, superiore ai 5 mg al giorno;
  • l'ittero dura più a lungo del normale: più di 14 giorni nel caso del bambino nato a termine e più di 21 nel bambino prematuro;
  • richiede un trattamento (di solito la fototerapia).

 

Le cause dell’ittero patologico

L’ittero patologico può avere diverse cause. “La forma più importante è dovuta all'incompatibilità da fattore Rh (mamma Rh negativa e figlio Rh positivo) o da gruppo sanguigno AB0 (cioè mamma con gruppo sanguigno zero e bimbo con gruppo A o B)” puntualizza il neonatologo. “In questi casi, infatti, la mamma produce anticorpi che distruggono i globuli rossi del bambino, facendo aumentare di riflesso la quantità di bilirubina".

 

Si tratta tuttavia di un’evenienza sempre meno frequente, perché dopo la prima gravidanza si iniettano alla mamma anticorpi specifici che evitano lo sviluppo dell'incompatibilità nelle gravidanze successive.

 

Altre cause - meno frequenti - possono essere:

  • infezioni;
  • anomalie dei globuli rossi;
  • policitemia, cioè numero elevato di globuli rossi, che aumenta la produzione di bilirubina;
  • alcune rare malattie genetiche;
  • carenza di ormone tiroideo. "Questa è una forma facilmente diagnosticabile grazie al test di screening che viene effettuato di routine dopo la nascita attraverso un prelievo di sangue al tallone" precisa Salvatori.
Se la manifestazione dell’ittero fa pensare ad una forma patologica, il neonato verrà sottoposto ad alcuni accertamenti per individuarne la causa

Che fare se l’ittero è patologico

La bilirubina patologica va trattata perché, se i valori superano una certa soglia (circa 20 - 25mg per decilitro) si potrebbero verificare problemi a livello del sistema nervoso centrale.

Il trattamento d’elezione, innocuo per il bambino, è la fototerapia, cioè l’emissione di un particolare fascio luminoso blu che aiuta la degradazione della bilirubina, che quindi viene smaltita più facilmente. Il bambino va esposto alla fototerapia per parecchie ore al giorno - e con una mascherina per proteggere gli occhi - finché l’ittero non scompare, quindi di solito è necessario prolungare di qualche giorno la degenza in ospedale.

Solo se la fototerapia non si rivela efficace, in casi particolari e selezionati, è necessario ricorrere ad una trasfusione di sangue (exsanguino-trasfusione), per sostituire una parte del sangue del bambino, ricco di bilirubina, con sangue ‘pulito’.

Fonti per questo articolo: consulenza di Guglielmo Salvatori, neonatologo del Dipartimento di neonatologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; Materiale informativo della Mayo Clinic americana; Raccomandazioni per il trattamento dell'ittero neonatale della Società italiana di neonatologia

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