Ricerca

La perseveranza si apprende osservando i genitori

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03 Ottobre 2017
I bambini ci osservano fin dai primi mesi di vita e imparano da noi non solo abilità pratiche, ma anche comportamenti e atteggiamenti come la perseveranza. A dimostrarlo uno studio effettuato dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology.
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La perseveranza è quel comportamento che consiste nel perseguire con costanza i propri propositi, nonostante le difficoltà.

E questa virtù si può apprendere già dai primi mesi di vita osservando i genitori.

A dimostrarlo una  ricerca condotta dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) e pubblicata su Science e ripresa dalla rivista italiana Le Scienze.

 

Gli studiosi hanno dimostrato che i bambini piccoli che hanno osservato un adulto impegnarsi nel raggiungere un obiettivo (come aprire un barattolo duro) hanno più probabilità di essere loro stessi più perseveranti a portare a termine un compito difficile, come ad esempio far funzionare un gioco. 

 

"Non ci rendiamo conto di quanto i bambini ci osservino e di quante deduzioni logiche traggano dal nostro comportamento" spiega Laura Schulz cognitivista del MIT e autore senior dello studio.

 

 

Lo studio

Julia Leonard, una delle autrici della ricerca,  ha preso a campione 262 bambini tra i 13 e i 18 mesi di età mentre mentre erano in visita al Boston Children's Museum. E li ha divisi in tre gruppi. 

 

Davanti primo gruppo di bambini la Leonard ha fino di essere un adulto perseverante che doveva aprire un barattolo e un moschettone con attaccato un portachiavi. Nel cercare di aprire i due oggetti, la ricercatrice manteneva  il contatto visivo con i piccoli e sottolineava i suoi sforzi con frasi del tipo: "Hmmm, 
e adesso come tiro fuori il mio giocattolo da qui?". Ha fatto finta di avere difficoltà con ciascuno dei giocattoli per 30 secondi prima di aprire il contenitore e svincolare il portachiavi dal moschettone.

 

Poi ha distribuito ai piccoli un biglietto musicale in cui era stato nascosto il vero pulsante per attivarlo, mentre era ben visibile un pulsante finto. 

 

Al secondo gruppo la ricercatrice mostrava di fare uno sforzo minimo nell'aprire il contenitore o nello staccare il portachiavi. Poi riprendeva il giocattolo musicale, lo consegnava ai piccoli e usciva dalla stanza.

 

Al terzo gruppo consegnava il giocattolo direttamente ai bambini senza fare nulla. 

 

il risultato è stato che i piccoli che avevano visto la Leonard impegnata nello sforzo per 30 secondi prima di raggiungere l’obiettivo di aprire il contenitore e staccare il moschettone dal portachiavi premevano il pulsante del giocattolo per un tempo significativamente maggiore, dimostrando perseveranza, rispetto a coloro che l'avevano vista raggiungere lo scopo rapidamente o non l’avevano vista fare alcunché.

 

Conclusioni

“Sappiamo già che i bambini possono guardare qualcuno e capire che cosa sta cercando di fare”, spiega Paul Harris, psicologo dello sviluppo della Harvard University. "Ma questo va ben oltre, poiché dimostra che i bambini possono guardare qualcuno, valutare la perseveranza con cui cerca di fare qualcosa e poi emulare lo stesso comportamento quando essi stessi si trovano ad affrontare un compito impegnativo. Ecco una prova che un adulto può influenzare anche un bambino piccolo, e in modo piuttosto diretto, adottando un comportamento perseverante”.

 

"Questo studio ci suggerisce che se vogliamo crescere bambini perseveranti, che hanno quella che si può chiamare 'grinta’, dovremmo iniziare fin dalla tenera età e dovremmo riflettere su come noi per primi affrontiamo le sfide", spiega Lucas Butler, psicologo dello sviluppo dell'Università del Maryland a College Park.

 

 

La Leonard ha ripetuto l'esperimento anche senza mantenere il contatto visivo e senza fare commenti in un linguaggio comprensibile ai piccoli. Invece di dire: "Hmm, come posso riuscirci?" con un’intonazione coinvolgente per i bimbi, ha usato un tono normale.

Come nel primo esperimento, i bambini sembravano ancora imparare quanto lo sforzo fosse prezioso, ma non perseveravano nel compito di premere il pulsante tanto quanto facevano quando Leonard aveva dato segnali più comprensibili.

 

“È curioso che l'apprendimento non sia altrettanto efficace quando i bimbi si limitano a osservare”.

Questo potrebbe suggerire quanto sia importante coinvolgere attivamente i bambini quando vogliamo insegnargli un'abilità.