Tappe della crescita

Il tuo bambino alla conquista del mondo

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08 Luglio 2008
Una bellissima avventura, anche se a volte si ha un po' paura: questa è la vita per i nostri bambini. Leggi la storia di Chiara dalla nascita fino alla scuola materna.
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Che shock la nascita: Chiara vede per la prima volta la luce, percepisce i movimenti in sala parto, sente i rumori e annusa i nuovi odori. Per orientarsi usa molto di più le orecchie e il naso degli occhi.

Tra i cinque sensi quello che Chiara sfrutta di più è l’olfatto. Un ricercatore ha fatto il seguente esperimento: ha messo alcune gocce di latte materno sulla schiena della mamma. Cosa è successo? Il neonato ha cercato il suo primo pasto tra le scapole della mamma.

Che avventura la vista! Già nei primi giorni Chiara riesce a distinguere diversi colori, valutare le distanze, anche se per lei ci sono solo due tipi di spazio: gli spazi vicini e quelli irraggiungibili. Tutto quello che è distante più di un braccio, lo vede solo sfocato. Chiara percepisce in modo abbastanza nitido le cose vicine, cioè quelle distanti da 20 a 30 centimetri, che è poi la distanza da cui vede la mamma quando viene allattata o cambiata. Nei primi mesi i bambini sono completamente concentrati sulle persone. Certo, riconoscono gli oggetti, come il ciuccio o il proprio orsacchiotto, ma sono di gran lunga più interessati ai visi.

Fino alla sesta o settima settimana sono attenti soprattutto ai contorni e ai contrasti forti, come per esempio le sopracciglia di papà. Il bambino a quattro settimane riesce a fissare lo sguardo su mamma e papà. Tre mesi dopo ride quasi ogni giorno e stringe le prime relazioni con persone che non siano i genitori.

Giochi e magie

Via via che i mesi passano Chiara si muove sempre meglio. Riesce ad afferrare il sonaglio, a sentire il suo orsacchiotto: il mondo delle cose si apre davanti ai suoi occhi. Ogni volta che gira la testa scopre qualcosa di nuovo. E succedono cose veramente strane: le cose arrivano, ma poi spariscono ... Tutto assomiglia, come ha detto lo psicologo dello sviluppo americano Andrew Meltzoff, a “una rappresentazione magica infinita”. Solo dai sei mesi Chiara è in grado di capire che gli oggetti nascosti non smettono di esistere.

Cose nascoste

Tra i sei e i sette mesi Chiara riesce a riconoscere i genitori e il fratello più grande a pochi metri di distanza. E inizia a distinguere le persone che conosce dagli estranei. Comincia a gattonare e vuole scoprire quello che ha vicino. Ma non senza mamma, papà o fratellino: non ancora! Vuole sempre qualcuno vicino.

C’è un gioco che a Chiara piace moltissimo: ritrovare le cose nascoste. E' un gioco che la diverte e le dà sicurezza: vuole dire che le cose importanti continuano a esserci anche quando non le vede. Prova a fare con il tuo bebè il gioco del cucù. Scompari dietro la tenda e poi rimetti fuori la testa.

I sensi del bambino di nove mesi funzionano come quelli di un adulto. A un anno il bambino riesce a indovinare i desideri o i pensieri degli adulti senza che li abbiano espressi a voce.

Paura e curiosità

Chiara ha 15 mesi e cammina. Finalmente riesce a raggiungere le cose che le interessano e decide da sola dove vuole andare. Esce a fare un giro in centro con la mamma e vede quell'enorme fontana con l'acqua zampillante. Come potrebbe resistere? E infatti non resiste: parte in quarta, magicamente attratta dalla fontana.

In questo periodo quando va in luoghi un po' affollati, si avvinghia ancora alle gambe della mamma, la sua unica sicurezza in un mondo così nuovo. Il continuo viavai la sconcerta, niente è familiare.

Paura ma anche voglia di scoprire. I bambini attorno ai 15 mesi oscillano tra l’attaccamento alla mamma che li protegge e la curiosità per il mondo. Chiara fa un passo avanti, poi torna indietro, si guarda in giro. La mamma è ancora al suo posto: lei si sente sicura e niente la può fermare. La curiosità è più forte della paura. Il legame con la mamma si indebolisce, la voglia di scoprire la travolge. Corre via, sempre più veloce, fa cic ciac con le manine sull’acqua, gira attorno alla fontana. All’improvviso si ferma, si gira. Vede tante persone, ma non la mamma. La gioia è sparita. La forza la abbandona. L’acqua, la fontana, niente ha più importanza. Chiara scoppia a piangere e si mette a urlare.

Solo quando la mamma ricompare e la prende in braccio la paura sparisce. Si sente di nuovo sicura e avverte come la forza stia tornando. Ha ancora voglia di scoprire cose nuove.

Il bambino a 15 mesi ha bisogno di persone familiari: sono la sua sicurezza. È da loro che torna sempre, da loro che fa il pieno. Solo così ha abbastanza energia per andare in giro, fuori, nel mondo esterno.

Ostinazione

A due anni Chiara sembra molto sicura di sé. "Posso fare tutto e il mondo gira attorno a me:" è così che la pensa adesso. Più esperienze raccoglie, più diventa intelligente, più concreti diventano i suoi obiettivi.

Chiara pianifica: non per tutto il giorno, ma per i prossimi minuti. Osserva lo stereo del papà: quanti tasti da schiacciare. E c’è sempre qualcosa che lampeggia da qualche parte. È il gioco più emozionante che si possa immaginare! Che le luci si accendano anche oggi? Chiara è sopraffatta dalla gioia e dalla voglia di provare. Si è già dimenticata che ieri la mamma le ha proibito di schiacciare i tasti. Mamma glielo proibisce anche oggi e lei non capisce perché viene rimproverarla. Non vede com'è bello questo gioco? Chiara è confusa, piange.

Chiara ora ha delle idee ben precise: quando uscirà con i genitori, vuole indossare i sandalini rossi, portare con sé l’elefante blu e andare ai giochi. Vede tutto davanti a sé. Ma sa anche che la sera prima si lavano i denti, poi si legge la storiella. Va benissimo! Perché in questo modo dà un ordine al suo mondo e lo rende comprensibile a se stessa. E questo le dà un appoggio.

Cosa succede se la mamma passa davanti al parco giochi senza fermarsi? E se la storiella della buonanotte salta perché è troppo tardi? Se i progetti della mamma non coincidono con quelli di Chiara? La piccola si sente persa. Si butta per terra, urla e non vede praticamente più niente, vede solo la sua disperazione. A quasi tre anni vorrebbe muovere il mondo e stare immobile al centro del mondo stesso.

Un mondo fantastico

Chiara adesso ha quattro anni e il suo mondo è quasi impalpabile. Perché è senza confini logici. Per Chiara è perfettamente chiaro che il sole è un essere vivente: in fin dei conti nasce e muore... A volte si nasconde dietro le nuvole, a volte si mette di lato e le scalda il viso.

Non è colpa sua, se si scontra con l'angolo del tavolo: è colpa del tavolo. Per questo dà un calcio alla gamba del tavolo e lo rimprovera. Brutto cattivo!

Chiara è sicura che gli oggetti possono interagire e provare sentimenti, proprio come lei. Per questo il suo mondo è più vivo e variopinto, ma anche più emozionante e pericoloso di quello degli adulti. Adesso ha bisogno di molta protezione e comprensione da mamma e papà, per poter scoprire le novità senza paura.

Chiara ha paura del mostro che, secondo lei, da un po’ di settimane sta dentro la scarpiera. Che lotte a volte con mamma, quando Chiara si rifiuta di mettere le scarpe. Strilla e grida perché vuole salvare i piedini dai denti aguzzi del mostro. Mamma prende la scarpa e la scuote: "Qui non c’è nessuno mostro!", dice. Ma Chiara non si lascia convincere neanche. Non è così facile prenderlo, il mostro! Sicuro che si è nascosto in un’altra scarpa, per pianificare presto un altro attacco alle dita di Chiara.

Chiara pensa diversamente dai suoi genitori. Non riesce a distinguere tra fantasia e realtà. Per lei il mostro dei cartoni animati o Winnie the Pooh è reale, così come i nanetti di Biancaneve. Che mamma e papà non lo capiscano la confonde. Ha bisogno di chiarimenti. Vorrebbe proprio sapere cosa fa Winnie quando la TV è spenta. Mamma e papà non hanno sempre tempo di rispondere: questo rende Chiara diffidente. Vuole essere presa sul serio: in fin dei conti è già grande!

Le fantasie di Chiara sono importanti per il suo sviluppo. Non sono pazzie e nemmeno bugie. A Chiara servono per classificare il suo mondo. Usa il suo pensiero magico per stabilire collegamenti sconosciuti. Ci sono così tante cose complicate nel mondo degli adulti... E Chiara può resistere solo se le contrappone al suo mondo personale.

A Chiara questo viene particolarmente bene quando gioca con gli altri bambini. Assieme catturano il sofà-nave dei pirati e cercano di prendere la Fata Fragolina in giardino. Chiara si diverte un mondo, perché ai suoi amici non deve spiegare niente. Vedono il mondo con gli stessi occhi e questo la rende sicura di sé: perché la sua visione del mondo non dovrebbe essere quella giusta se è la stessa degli altri bambini?

I genitori di Chiara sono spesso fuori dal suo mondo. Possono solo immaginare quello che succede nella testa della loro piccola e si devono continuamente sforzare di vivere quel mondo e di capirlo. Nel frattempo si fanno dei problemi: non sarebbe meglio che la loro bambina crescesse e uscisse dal suo mondo di fantasia? Non riesce a rapportarsi con la realtà? Naturale che tutto ciò non abbia senso e lo sanno anche loro. La fantasia è qualcosa di straordinario e bisognerebbe lasciarla ai bambini finché si può. Quando superano le loro paure, ai genitori di Chiara non resta che rimanere affascinati dal mondo segreto della loro figlia. Dai passaggi fluttuanti tra realtà e finzione. E anche dal fatto che hanno vissuto anche loro tutto questo più di 30 anni fa. Un peccato, davvero, che lo abbiano perso da qualche parte sulla strada per la maturità

Articolo tratto da Eltern.de, il primo magazine tedesco per genitori

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