Ad Ancona

La musica entra nella terapia intensiva neonatale

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28 Marzo 2013
La musica può migliorare il benessere del neonato in ospedale e anche dei genitori che lo assistono. Da qui l’iniziativa, Musincanto, promossa dalla Fondazione dell’Ospedale Salesi di Ancona
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Sempre più studi evidenziano che la musica è un efficace strumento per migliorare il benessere del neonato in ospedale, ma anche dei genitori che lo assistono. Da qui l’iniziativa, dal nome emblematico di Musincanto, promossa dalla Fondazione dell’Ospedale Salesi di Ancona, che ha portato la musicoterapia all'interno della Terapia Intensiva Neonatale.

Il progetto Musicanto, introdotto è rivolto sia ai prematuri che ai neonati ricoverati in patologia neonatale. Due musicoterapeute professioniste intonano, con l’aiuto di alcuni strumenti musicali, dolci melodie.

“La selezione musicale viene effettuata dando priorità alla linearità, ai ritmi tranquilli, alle melodie fluenti, dando la preferenza a suoni gravi a scapito delle alte frequenze, per non infastidire il piccolo” spiega Annarita Settimi Duca, Direttore Operativo della Fondazione.

Varie le proposte musicali, che spaziano dalle ninna nanne a canzoni di musica leggera che il bambino ascoltava dalla sua mamma quando era ancora nella pancia. Canzoni che poi il genitore potrà ripetere al suo bambino, che si sentirà rassicurato dall’ascoltare le vibrazioni di una voce familiare.

I benefici per il neonato

Diversi i benefici della musicoterapia sul bambino pretermine riportati dalla letteratura internazionale: si è riscontrato un abbassamento della frequenza cardiaca, il miglioramento della suzione, l’aumento dei livelli di ossigeno nel sangue, un miglioramento dei ritmi sonno-veglia ed un maggiore acquietamento: tutti elementi che contribuiscono al benessere del piccolo.

E per i genitori

Ma i benefici riguardano anche i genitori, spesso provati dalla difficile esperienza di avere il piccolo ricoverato in terapia intensiva.

“Dai questionari somministrati dalla Fondazione Salesi ai genitori che hanno partecipato al progetto Musincanto è emerso un maggiore rilassamento, maggiore vicinanza con il proprio figlio e soprattutto la possibilità di evadere mentalmente e distrarsi dai bip dei monitor che, costantemente, ricordano la fatica della realtà ospedaliera” conclude Duca.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito della Fondazione www.fondazioneospedalesalesi.it

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