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Musica per neonati

Musica per neonati: perché fa bene, come ascoltarla e che brani prediligere

Di Giulia Foschi
musicaneonati

30 Dicembre 2017
Ai neonati piace e fa benissimo ascoltare musica di ogni genere insieme ai genitori. Un esperto del settore ci spiega il perché e come farlo nel migliore dei modi, assecondando la ricettività e l'innata curiosità dei piccoli per le novità.

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L’ascolto della musica nei neonati contribuisce a sviluppare la loro intelligenza, ma soprattutto l’attitudine, la propensione verso la musica stessa, oltre a rappresentare uno speciale momento di condivisione con mamma e papà. Andrea Apostoli, musicista, autore e formatore, presidente di Aigam – Associazione italiana Gordon per l’apprendimento musicale, nonché primo allievo italiano di Edwin Gordon, il più grande esperto musicale per la primissima infanzia, consiglia il modo migliore per condividere l’ascolto della musica con il bambino (nel suo libro «Ma che musica!» sono raccolti brani e suggerimenti). 


Musica per neonati


Ascoltare la musica fa bene ai neonati? «Fa benissimo – assicura Apostoli - perché sviluppa la loro attitudine alla musica. C’è chi sostiene che sviluppi anche l’intelligenza, ed è sicuramente vero perché il cervello dell’uomo non è mai così attivamente e globalmente coinvolto come durante l’ascolto musicale, però Gordon spesso diceva che è molto meglio pensare alla bellezza e all'importanza della musica stessa, un linguaggio fondamentale per lo sviluppo emotivo».

 


Musica rilassante per neonati


IL VOLUME CORRETTO. Il volume è molto importate per rispettare l’udito del bambino: «Può accadere che accedendo la musica il bambino si spaventi, ma è solo il primo impatto che eventualmente potrebbe risultare un po' complicato. Osserviamolo, e decidiamo insieme a lui il volume giusto».

 

QUANDO ASCOLTARE MUSICA CON IL NEONATO. «Per quanto riguarda il momento migliore, ascoltare musica alla sera aiuta i bambini a rilassarsi, è una buona cosa per accompagnarli al sonno. Cerchiamo però di non limitare l’ascolto a questa funzione: durante il giorno possiamo ascoltare musica in ogni momento, senza escludere anche i brani movimentati. Seguiamo i loro ritmi e lasciamoli muovere da soli, non facciamoli muovere noi artificiosamente. Va bene prendere in braccio il bambino e ballare, oppure lasciarlo sdraiato: sarà lui a esplorare il movimento».


Musiche per neonati


PASSARE UN'EMOZIONE. «E’ importante ricordare che il neonato è piccolo solo di dimensioni, ma per quanto riguarda l’apprendimento e la capacità di assimilare diversi linguaggi è una persona più grande di noi – ricorda Apostoli -. Dunque è un peccato semplificare la musica per lui: va bene ascoltare e cantargli canzoncine che fanno parte di un bagaglio culturale della tradizione cultura, ma ricordiamoci che il neonato può ascoltare qualunque cosa. L’importante è la relazione: se la mamma non sopporta Mozart, al bambino è questo che arriva, ovvero la sua noia. Se mamma e papà ascoltano una musica che li commuove, li coinvolge o li diverte, il bambino lo sente. E’ questo il criterio con cui scegliere, privilegiando musica di qualità, anche complessa, la varietà di generi e la ripetizione dello stesso brano (sarà il piccolo a chiederla) Ascoltando anche il silenzio: spesso stimoliamo troppo i bambini e ci perdiamo quello sguardo profondo che hanno di fronte a qualcosa che li colpisce. Lasciamogli il tempo di assaporare, di assimilare, viviamo anche la sospensione».

 

I GENERI ADATTI. «Per quanto riguarda i generi, sicuramente ottima è la classica, ma anche il jazz e la musica popolare. Non è molto utile la commerciale, quella che passa alla radio, in primo luogo perché la si ascolta ovunque, e poi perché offre poca varietà».

 


Musica classica per neonati


«E’ difficile stilare una lista di musica classica per neonati: io la ascolterei tutta senza preclusioni - sottolinea Apostoli -. Ci sono poi alcuni autori che hanno composto brani con parti brevi e ripetute come «Ma Mère l’Oye» di Ravel, oppure «Il carnevale degli animali» di Camille Saint-Saëns, o ancora Chick Corea, o Debussy con «Children’s Corner», ma questo non vuol dire che non si possano ascoltare tranquillamente anche Bach o Beethoven: nulla è troppo complesso».