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Neonati, in tre mesi il loro cervello è metà di quello di un adulto

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13 Agosto 2014
Il cervello dei bambini cresce rapidamente e nei primi 90 giorni di vita arriva a raggiungere metà delle dimensioni di quello di un adulto. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università della California, dalla San Diego School of Medicine e dall’Università delle Hawaii
 
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I neonati sono affamati di latte, ma anche, e soprattutto, di conoscenza. Il cervello dei bambini già dal primo giorno di vita inizia a crescere rapidamente, arrivando in soli tre mesi a metà delle dimensioni di quello di un adulto. A rivelarlo è uno studio condotto dall’Università della California, dalla San Diego School of Medicine e dall’Università delle Hawaii pubblicato ieri dalla rivista Jama Neurology: secondo la ricerca, mediamente il cervello dei neonati cresce dell’1% al giorno subito dopo la nascita, e rallenta allo 0,4% giornaliero dopo tre mesi.

 

L’area che si sviluppa più rapidamente, sia nei maschi sia nelle femmine, è il cervelletto (coinvolto nel controllo motorio) che raddoppia di volume nei primi 90 giorni di vita. L’ippocampo, area della memoria a lungo termine è quello che si sviluppa più lentamente, aumentando solo del 47% nei primi 90 giorni di vita: ciò, secondo i ricercatori, suggerisce che in questa fase della vita mantenere ricordi indelebili non è poi così importante per la sopravvivenza, mentre il movimento lo è. Il cervello di un bimbo appena nato ha un volume di 341 centimetri cubi (calcolato, per la prima volta, utilizzando la risonanza magnetica), mentre a tre mesi è di 558 centimetri cubi, il 55% di quello di un adulto.  (Leggi anche 12 strategie per favorire lo sviluppo mentale del bambino)

 

“Abbiamo inoltre scoperto - spiega uno degli autori dello studio, Dominic Holland, ricercatore nel Dipartimento di Neuroscienze della San Diego School of Medicine - che i neonati prematuri di una settimana hanno un cervello del 4-5% più piccolo rispetto ai bambini a termine. Ma il loro cervello recupera crescendo più rapidamente: sono più giovani, e più il cervello è giovane più cresce rapidamente, tanto che tre mesi dopo il parto il cervello dei nati prematuri è solo del 2% più piccolo. Ciò comunque deve far pensare: è l’indicazione del fatto che indurre nascite pre-termine, se non assolutamente necessario per motivi clinici, può avere effetti negativi sullo sviluppo neurologico del bebè”.

 

Durante la ricerca è stato inoltre osservato che già nei primi giorni dopo la nascita iniziano a comparire molte asimmetrie (associate ad esempio a una maggiore destrezza o alle abilità di linguaggio), ad esempio la metà destra dell’ippocampo più grande della parte sinistra: finora, invece, si pensava che ciò accadesse sono nei primi anni dell’adolescenza. Lo studio servirà anche, secondo l’autore, “per capire meglio quando e come le malattie neurologiche insorgono nel periodo postnatale, e potrebbe aiutarci nella terapia perché un intervento precoce, quando il cervello conserva ancora un’alta neuroplasticità, potrebbe mitigare la gravità della malattia negli anni a venire”.

 

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