Salute

Neonato, i primi controlli alla nascita

neonato
11 Febbraio 2013
Il neonato è appena venuto alla luce, quali controlli vengono fatti fino alle dimissioni? Viene valutato l’indice Apgar in due diversi tempi, si registra il peso e si fa la visita pediatrica
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Il bambino è nato, che gioia! Vediamo se è tutto a posto: valutiamo l’indice di Apgar in due tempi diversi, facciamo la visita pediatrica e vediamo quanto pesa … Dei primi controlli e delle prime valutazioni del neonato nostrofiglio.it parla con Costantino Romagnoli, ordinario di Neonatologia dell’Università Cattolica S. Cuore di Roma, Direttore di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Gemelli e Presidente della Società Italiana di Neonatologia.

È nato: un bel respiro e poi il taglio del cordone ombelicale

Appena il bimbo viene alla luce, viene sollevato per farlo vedere a mamma e papà, ma subito dopo si susseguono dei passaggi importanti, sia pure veloci, di cui la neomamma neanche si accorge.

Innanzitutto si liberano le vie aeree con un sondino, dopodiché, ancor prima di clampare il cordone ombelicale, si attende che il bimbo compia almeno due-tre atti respiratori. “E’ un’attesa importante da rispettare, che consente al sangue placentare di passare al bebè e di ossigenarlo al meglio, prevenendo disturbi come anemia neonatale o cali pressori” osserva il prof. Romagnoli.

Nella pancia della mamma infatti il polmone non riceve sangue, ma è solo con i primi atti respiratori che i polmoni si espandono ed il sangue può irrorarli efficacemente. Per favorire l’afflusso, il neonato viene appoggiato su un piano leggermente più basso rispetto alla mamma, anche se sono le stesse contrazioni uterine a pompare il sangue verso di lui”.

Dopo 1 minuto dalla nascita: il primo test di Apgar

A un minuto dalla nascita, si valuta il primo Indice di Apgar, con il quale si verifica il benessere del neonato attraverso cinque parametri:

 

  • la frequenza cardiaca,

  • la frequenza respiratoria,

  • i riflessi,

  • il tono muscolare

  • il colorito.

 

A ogni parametro viene attribuito un punteggio da 0 a 2: l’optimum è un risultato totale pari o superiore a 7. Chi effettua l’Indice di Apgar? L’ideale sarebbe se lo facesse il neonatologo, tuttavia anche l’ostetrica ha le competenze per verificare i cinque parametri e valutare quando è necessario l’intervento del neonatologo.

Finalmente in braccio a mamma

Dopo queste operazioni, che in tutto durano pochi istanti, il piccolo viene asciugato, avvolto in un telo e appoggiato finalmente sulla mamma. “E’ molto importante che il neonato sia asciugato e coperto” fa notare il prof. Romagnoli. “Si consideri infatti che il bambino esce bagnato da un ambiente dove la temperatura si aggirava sui 38 gradi e si trova di colpo in una stanza in cui si raggiungono non più di 24-25 gradi, quindi lo sbalzo termico è notevole: va bene il contatto pelle a pelle, ma sempre adeguatamente protetto”. Leggi anche le prime ore dopo il parto

L’attaccamento precoce al seno

Una volta in braccio alla mamma, il bambino può essere attaccato al seno. “Si tenga presente che nella prima mezz’ora di vita in genere il neonato è molto attivo, dopodiché segue una fase fisiologica di rilassamento dopo lo stress del parto, in cui è normale che si addormenti” osserva il neonatologo.

“Ecco perché i 20-30 minuti successivi alla nascita sono quelli ideali in cui cominciare ad allattarlo, per stimolare da subito la produzione del latte e favorire il legame mamma-bambino ((senza considerare che la suzione stimola le contrazioni uterine che favoriscono il ridimensionamento dell’utero e scongiurano il rischio di emorragie)”. Leggi tutto sull’allattamento al seno

Dopo 5 minuti: il secondo Indice di Apgar, poi la visita e la vestizione

Anche se il bambino è ancora in braccio alla mamma, dopo cinque minuti è necessario valutare il secondo Indice di Apgar, con il quale si verificano nuovamente gli stessi parametri di prima e si conferma che sia tutto a posto.

Trascorso qualche altro minuto, il bambino viene prelevato per essere lavato, pesato e visitato dal neonatologo, che controlla in modo più accurato il respiro, sente il cuore, palpa la pancia, controlla naso, bocca, orecchie e genitali; infine si medica il cordone, il piccolo viene vestito e gli viene applicato uno speciale braccialetto, con un codice numerico identico a quello applicato alla mamma, così da evitare confusioni.

Nel frattempo la mamma resta sul lettino della sala parto per il secondamento e per la sutura di eventuali lacerazioni.

L’importanza del rooming in (se è possibile)

Trascorse due ore dal parto, e terminati i controlli indispensabili ad entrambi, la mamma torna in camera e, se è previsto il rooming in, le viene portato il figlio. “Il rooming in è sicuramente la scelta migliore per favorire il buon avvio dell’allattamento, ma non bisogna dimenticare che al primo posto vanno messe sempre le esigenze di mamma e bambino” evidenzia Romagnoli: “Se la donna ha fatto il cesareo, ha avuto un parto particolarmente difficile e non riesce a prendersi cura del bambino è forse meglio che abbia dei momenti di riposo, rassicurata dal fatto che c’è chi si prende cura del suo piccolo nella nursery.

Stesso discorso se il neonato ha bisogno di cure, come ad esempio la fototerapia in caso di ittero. È vero che alcuni ospedali si stanno dotando di particolari copertine a fibre ottiche che consentono di effettuare la fototerapia in camera, ma, a prescindere dai costi – non sostenibili da tutte le strutture - che tale spesa comporta, non sempre è la soluzione più pratica. Insomma, è giusto che si scelga di volta in volta avendo come obiettivo il benessere di entrambi”.

E se c’è stato il cesareo?

La prassi non cambia di molto se la donna ha partorito con il cesareo. L’unica differenza è che difficilmente la mamma potrà abbracciare o attaccare suo figlio al seno appena nato, visto che ha una flebo a un braccio ed è molto più limitata nei movimenti; di solito le si avvicina il piccolo per il primo contatto visivo ed anche per un bacio e poi si completa l’intervento chirurgico, mentre il neonatologo effettua la visita.

E dal punto di vista della funzionalità polmonare del neonato vi sono differenze? “No, se la donna ha condotto ugualmente il travaglio” sottolinea l’esperto. “Il travaglio infatti attiva un complesso meccanismo ormonale che fa cessare il passaggio di liquido dal polmone alle vie aeree e consente il passaggio dell’aria al momento della nascita. Ecco perché, se possibile, sarebbe opportuno evitare il cesareo programmato, che impedisce il fisiologico avvio di tali processi di adattamento. Infine, se il cesareo viene effettuato, come avviene nella gran parte dei casi, con l’anestesia spinale, non vi sono gli effetti collaterali che possono verificarsi con l’anestesia generale, quali la depressione respiratoria e la riduzione della reattività”.

Il controllo del peso fino alle dimissioni

Dopo la nascita il bambino ha una perdita notevole di liquidi, dovuta alla respirazione, alla dispersione termica, all’emissione delle urine e delle prime feci. Per questo nei primi due-tre giorni di vita un lieve calo del peso viene considerato fisiologico.

Per ripristinare i liquidi è importante attaccarlo spesso al seno, anche se il colostro prodotto in attesa della montata lattea è una sostanza ricchissima di proteine, grassi, vitamine, sali minerali, anticorpi, ma povera di acqua. In ogni caso dopo qualche giorno il bambino recupera senza problemi parte del peso perso: solo se il calo dovesse risultare superiore al 10% si può valutare la necessità di ricorrere a un’aggiunta temporanea, di liquidi o latte.

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