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Perché questa tristezza? Baby blues, depressione e psicosi post parto

Di Debora Papisca Valentina Murelli
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11 Dicembre 2009 | Aggiornato il 07 Luglio 2016
Dopo il parto, molte neomamme attraversano un momento di tristezza - si parla di baby blues - o vanno incontro a forme depressive che possono avere vari livelli di gravità, da forme più lievi alla grave psicosi post parto. Vediamo di cosa si tratta esattamente.

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Può succedere, dopo il parto, di sentirsi tristi, un po' giù: probabilmente è il baby blues, una lieve forma di tristezza, temporanea e considerata non patologica. Altre volte, questa tristezza può diventare sempre più intensa e duratura. Si parla allora di depressione post parto vera e propria, che può manifestarsi a vari livelli di gravità fino ad arrivare alla psicosi post parto, la forma più grave.

 

Vediamo quali sono sintomi, cause e cure per queste tre diverse forme.

 

Baby blues o maternity blues: una lieve malinconia
Con le espressioni baby blues o maternity blues, coniate dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott, si indica una condizione di disagio interiore della neomamma: un lieve e transitorio disturbo emozionale in genere senza conseguenze psicologiche a lungo termine.


La percentuale di donne colpite è molto elevata e va dal 50 all'80%, quindi più di una su due. Tra queste, una su cinque potrà sviluppare anche depressione post parto.

I sintomi Umore instabile e ipersensibile, facile tendenza al pianto, stanchezza, tristezza, ansia, perdita di concentrazione che può dare la sensazione di una certa confusione mentale. In alcune donne, specialmente al primo figlio, è presente una sopravvalutazione delle difficoltà relative all'allattamento.

 

Insorgenza e durata Il baby blues è un problema di natura transitoria, si verifica in genere nei primi giorni dopo il parto, e comunque entro la prima settimana e si protrae per una settimana - 10 giorni.

 

Le cause Sono diverse, anche se probabilmente la parte del leone è giocata dalla brusca caduta dei livelli di ormoni - estrogeni e progesterone - che avviene dopo il parto. Concorrono però anche lo stress psico-fisico causato dal travaglio e dal parto, il fatto di trovarsi in una situazione completamente nuova, che può creare una certa ansia rispetto all'aumento delle responsabilità, eventuali contrasti con il compagno e i familiari.

 

Come si cura Trattandosi di un disturbo di breve durata e tendenzialmente senza conseguenze non è previsto un intervento medico o psichiatrico. Tuttavia è importante un adeguato sostegno alla mamma, alla quale il partner e i familiari dovrebbero far sentire tutta la loro calda vicinanza emotiva. Se già in ospedale viene riconosciuto il baby blues, potrebbe essere utile programmare un controllo a distanza di un mese, per valutare l'andamento dei sintomi. Nella grande maggioranza dei casi dovrebbero essere scomparsi, ma se fossero ancora presenti la situazione va analizzata meglio per capire se possa trattarsi di depressione post parto vera e propria.

 

 

Depressione post parto o post partum: quando la situazione diventa più seria
Ne soffre circa il 10-15% delle neomamme e si tratta di una patologia vera e propria che, se trascurata, tende a divenire cronica.

 

I sintomi Alcuni sintomi sono comuni a tutte le forme depressive: irritabilità, ansia e preoccupazione eccessiva, umore abbattuto, disturbi del sonno (per esempio insonnia) o dell'appetito (inappetenza o appetito smisurato), disturbi fisici come dolori e debolezza muscolare, mancanza di fiducia in sé stesse, perdita di interesse o di piacere nel fare le cose, difficoltà di attenzione, concentrazione e memorizzazione.

 

Altri sintomi, invece, sono legati in modo specifico alla condizione di maternità: mancanza di emozioni o sensazione di fastidio nei confronti del bambino, che viene spesso sentito come un peso, sensazione di inadeguatezza nella cura del piccolo, fino all'avversione nei suoi confronti e alla paura di restare sola con lui.

 

Insorgenza e durata La depressione post parto solitamente si affaccia durante la 3° o 4° settimana dopo il parto e arriva ad evidenziarsi come problema effettivo dopo 3 o 6 mesi dalla sua comparsa prolungandosi, a volte, per oltre un anno.

 

Le cause  Sebbene le cause non siano ancora del tutto chiare, sappiamo che sono coinvolti vari tipi di fattori: ormonali, fisici, come la stanchezza causata dai nuovi ritmi imposti dal bambino, psicologici (personalità con bassa autostima o perfezionista), sociali (mancanza di aiuto e sostegno) e cognitivi, per esempio il fatto di coltivare aspettative irrealistiche sull'essere madre o sul bambino. 

 

Tra i principali fattori di rischio per la depressione post parto ci sono il fatto di averne sofferto dopo gravidanze precedenti o di aver sofferto in passato di ansia o depressione, la familiarità per disturbi psichiatrici; lutti o situazioni molto stressanti, precarietà economica. Alcuni studi suggeriscono che un parto traumatico possa influenzare il rischio di depressione post parto, ma non c'è ancora consenso definitivo su questo aspetto.

 

Come si cura A seconda della gravità potranno essere proposte varie soluzioni terapeutiche. A volte può bastare qualche colloquio con uno specialista, psichiatra o psicologo, per mettere in chiaro alcuni aspetti e dissipare alcuni dubbi, facendo capire alla donna che quello che passa non è una colpa o qualcosa di cui vergognarsi. Altre volte servirà una psicoterapia più strutturata, per esempio di tipo cognitivo comportamentale. Altre volte ancora, saranno prescritti dei farmaci specifici, magari in associazione alla psicoterapia.

 

Niente paura: ci sono formulazioni di farmaci antidepressivi e ansiolitici che possono essere assunti tranquillamente anche durante l'allattamento.
L'importanza del dialogo
Una volta crollate le aspettative di vivere serenamente la maternità, mostri la tendenza a chiuderti in te stessa rifiutandoti di ammettere ogni tua debolezza e limite. Nonostante la forte sensazione di disagio interiore continui imperterrita a dire che va tutto bene, persino con un sorriso sulle labbra a voler esorcizzare il tuo malessere. Purtroppo ciò non è sufficiente a risolvere il problema. Un tale atteggiamento è fonte di squilibrio nella tua sfera emotiva e inevitabilmente influenza in modo negativo la crescita di tuo figlio. Perciò non avere alcun timore di parlare con qualcuno. Ricordati che il dialogo è una soluzione efficace per contrastare la depressione post parto.

E quindi: dialoga con il tuo partner, confessagli serenamente le tue ansie e paure ricordandoti che si è in due a crescere un figlio; condividi l’esperienza della maternità con amiche o parenti.

È scientificamente provato che il dialogo rappresenta una strategia molto efficace per ridurre il rischio di depressione post parto: uno studio pubblicato sul British Medical Journal nel 2009, per esempio, ha mostrato l'utilità in questo senso di un semplice intervento di sostegno telefonico "da mamma a mamma". I ricercatori hanno suddiviso circa 700 donne potenzialmente a rischio di depressione post parto in due gruppi: alcune hanno ricevuto l'assistenza post parto di prassi, mentre altre sono state supportate da un supporto telefonico da parte di mamme che avevano avuto la depressione post parto ed erano riuscite a superarla. I risultati dell’analisi hanno registrato che le donne che hanno avuto la possibilità di parlare al telefono hanno mostrato una diminuzione significativa del rischio di depressione post parto rispetto a quelle seguite con l’assistenza classica.

 

Psicosi port parto o puerperale: i casi più gravi, per fortuna molto rari
È la forma più grave di depressione post parto anche in termini di potenziale pericolo per la mamma e il bambino, perché può essere correlata con il rischio di suicidio e di infanticidio. Per questo è considerata una vera emergenza psichiatrica. Colpisce una o due donne ogni 1000 parti.

 

I sintomi Agitazione, irrequietezza, comportamento disorganizzato, insonnia resistente, fluttuazioni dell'umore da depressione a euforia, allucinazioni che coinvolgono in particolare i sensi della vista e dell'udito (la mamma può sentire voci che le ordinano come comportarsi o ne denigrano il comportamento), preoccupazioni eccessive e irrazionali rispetto al bambino, deliri, che possono riguardare in modo specifico il bambino, con la convinzione che sia malato o abbia poteri speciali.

 

Insorgenza e durata  Di solito la psicosi post parto si manifesta in modo rapido e improvviso tra  le 48 ore e le 2-3 settimane dopo il parto, ma può verificarsi fino alle 12 settimane dopo. Quanto alla durata, dipende dal soggetto e dal tipo di cure mediche adottate.

 

Le cause  Sono al momento ancora sconosciute. Cerca metà delle donne colpite ha manifestato sintomi psicotici anche prima del parto (in gravidanza o prima ancora) e ha familiarità per malattie psichiatriche. In circa la metà dei casi, però, si manifesta senza che ci siano state avvisaglie precedenti di malessere emotivo.

 

Come si cura Sintomi che suggeriscano la presenza di un disturbo psicotico del post parto devono essere indagati con attenzione e il prima possibile da uno specialista psichiatra, in modo che, al bisogno, si possano mettere in atto tempestivamente le cure del caso, che sono principalmente farmacologiche. Trattandosi di una patologia molto grave, spesso è indispensabile il ricovero in un ambiente protetto.

 

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Fonti per questo articolo: consulenza di Roberta Anniverno, psichiatra responsabile del Centro Psiche Donna, presso l’Ospedale Macedonio Melloni (Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli) di Milano; consulenza di Franca Aceti, psichiatra responsabile dell' UOS di Igiene mentale delle relazioni affettive e del post-partum presso il policlinico Umberto I di Roma; materiale dal volume I disagi della maternità, della psicologa Maria Zaccagnino; documento Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale promosso da ONDA, Osservatorio nazionale sulla salute della donna.

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