Parto pre termine

I bambini prematuri in Italia e nel mondo: numeri, cause, rischi Lorenzin: serve un piano di tutela dei neonati fragili

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17 Novembre 2014
Oggi è la giornata mondiale dei neonati prematuri. In Italia ne nascono 50mila all'anno, 500mila in Europa e 15 milioni nel mondo
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Quanti bambini nascono prematuri in Europa, in Italia e nel mondo?

Ogni anno, in Europa, terminano troppo in anticipo, oltre 500mila gravidanze, 50mila in Italia e circa 15 milioni in tutto il mondo. Il tasso europeo di nascite prima della 37esima settimana gestazionale è del 7,6% ma a livello mondiale si arriva al 10%, praticamente un parto su dieci, con grande variabilità da Paese a paese e una più alta incidenza in quelli maggiormente sottosviluppati. La maggior parte dei prematuri viene al mondo dopo la 32esima settimana, mentre circa il 2% nasce prima, in alcuni rari casi già dopo la 20esima. Nonostante i progressi fatti nel settore dell'area materno-infantile, la prevalenza non diminuisce nel tempo.

 

Quali sono le possibili cause dei parti prematuri?

A rischi legati alle abitudini, come il consumo di fumo, alcol e droghe in gravidanza, si sommano quelli dovuti a patologie come stress o gestosi, infezioni placentari o vaginali, diabete, fibromi, malformazioni dell'utero, distacco della placenta. Ci sono poi alcuni fattori che aumentano l'incidenza e che sono 'tipici del nostro tempo', come un'età materna superiore ai 38 anni e il ricorso a fecondazione assistita con il conseguente aumento di parti gemellari, che in circa il 20% dei casi sono pretermine.

 

Quali sono i rischi della nascita prematura?

La prematurità e il basso peso alla nascita rappresentano ben il 63% delle cause di mortalità sotto i 5 anni di vita, ma le conseguenze variano molto da caso a caso. La  prognosi, infatti, è differente a seconda della settimana di gestazione in cui viene al mondo il piccolo: in genere non ci sono possibilità di sopravvivenza sotto le 20, mentre tra la 23esima e la 25esima la sopravvivenza è del 10-50%, con un rischio del 20-30% di complicanze.

 

Tra queste, ci possono essere emorragie con paralisi cerebrale, ritardo motorio e mentale, compromissione dello sviluppo neurologico e sensoriale, malattie respiratorie. Bimbi nati troppo presto sono, inoltre, maggiormente soggetti a infezioni, in quanto lo sviluppo del sistema immunitario non è ancora completo, e possono andare incontro a problemi cardiaci o visivi, come la retinopatia, o ancora, all'ittero neonatale.

 

Per i nati tra la 25 e la 26esima settimana la sopravvivenza varia dal 50 all'80%, e le conseguenze si riducono man mano, tanto che in molti casi possono addirittura non essercene. Grazie, soprattutto, a sofisticate tecnologie che hanno permesso di migliorare la possibilità di sopravvivenza di neonati che fino a qualche anno fa sarebbero stati 'senza speranza'.

 

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Lorenzin: serve un piano di tutela dei neonati ‘fragili’

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato specifiche linee di indirizzo per i bambini prematuri. "E' estremamente importante realizzare tre cose: la prima è l'assistenza e la prevenzione durante la gravidanza, evitando fattori di rischio ed elementi che possono creare problemi al feto come il fumo o l'alcol, e utilizzando l'acido folico, tema al centro di una campagna in atto. E farsi seguire dal proprio ginecologo per una corretta alimentazione e tutti gli esami clinici da fare”.

 

Il secondo elemento "importante è proprio il momento del parto, con riferimento alla sicurezza della rete di ostetricia e ginecologia. Per questo, io insisto in modo molto forte sulla chiusura dei punti nascita non appropriati, la realizzazione di una rete di neonatologia-rianimazione e anche di trasporto veloce per i bambini prematuri laddove sia necessario, una rete che sia efficiente in tutto il Paese”. Il terzo elemento è poi quello dell'assistenza nella post ospedalizzazione, “perché' il bambino va seguito anche quando torna a casa”. Questi, ha detto il ministro, “sono obiettivi che si stanno incentivando nei piani di attuazione delle reti ospedaliere, con una grande vigilanza da parte del ministero e, soprattutto, nel nuovo piano nazionale per la fertilità sarà dato spazio a linee di indirizzo su questi temi”. Quanto all'assistenza ospedaliera dei nati prematuri, “le azioni per migliorarla sono previste, ma devono poi essere attuate dalle Regioni'', ha detto Lorenzin.  

 

Al via il Neonatal network, una rete per i centri nascita di tutta Italia

L'assistenza neonatale italiana "ha raggiunto livelli qualitativi non inferiori a quelli di altri Paesi europei e Oltreoceano. Resta, invece, il problema delle diseguaglianze regionali”, ha detto il presidente della Società italiana di neonatologia (Sin), Costantino Romagnoli.

Per migliorare la qualità dell'assistenza ai neonati pretermine la Sin ha realizzato il Neonatal Network, un database nazionale, ovvero una piattaforma operativa per i Centri nascita di tutta Italia che permetterà ad ogni Centro neonatologico italiano di disporre di dati, informazioni e casi clinici, nonché notizie ostetrico-perinatali, problematiche neonatali e dimissione.

 

Il database, ha detto Romagnoli, “è fondamentale per migliorare l'assistenza e consentire agli operatori sanitari di disporre di tutti i dati necessari alla cura ed eventuali terapie sui nati pretermine. Questi bambini, infatti, se non curati adeguatamente hanno maggiori possibilità di altri di sviluppare patologie”. La nascita pretermine, ha concluso lo specialista, “rappresenta dunque un importante problema sociale, sia per gli effetti sui bambini nel periodo neonatale sia per la patologia dell'adulto che sempre più frequentemente viene associata alla nascita pretermine”.

 

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