MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER MAMME

Come difendersi dai parenti invadenti: 10 strategie di sopravvivenza

Di Zelia Pastore
30 Giugno 2016
Per tutte le mamme e neomamme subissate di pareri e consigli non richiesti su come allattare, tenere in braccio e far mangiare/ dormire/giocare il proprio figlio c'è una via d'uscita. Per chi non vuol zittire l'interlocutore con male parole, ci sono tante strategie che prevedono l'utilizzo dell'ironia, del buonsenso e dell'aiuto del marito e neopapà. Giorgia Cozza , giornalista esperta di parenting, li raccoglie nel suo ultimo libro edito da Ultra: "Scusate, ma la mamma sono io!”. Le abbiamo chiesto di aiutarci a raggruppare dieci consigli per difendersi dai parenti invadenti.
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ARMATEVI DI PAZIENZA
Chi sono i "cattivi consiglieri" più accaniti nei confronti di una neomamma? “Da quello che mi hanno raccontato le mamme in questi anni, quando nasce un bambino tutti si sentono in dovere di dire la loro. Non c’è una categoria particolare di 'osservatori': la suocera, ma anche la vicina di casa, la collega senza figli, i passanti, tutti devono fare un commento". Che cosa fare quindi per sopravvivere? Il primo consiglio di sicuro è armarsi di santa pazienza e imparare a farsi scivolare i commenti...

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PROPONETE DI ANDARE INSIEME AL CORSO PREPARTO
Cosa fare se a dispensare consigli è una persona a cui tengo? “Sicuramente feriscono di più le osservazioni di chi ci è vicino: la persona incontrata all’ufficio postale passi, ma i nostri genitori hanno sempre un peso. Il mio può sembrare un libro contro i parenti ma non è così: la neomamma ha bisogno di aiuti pratici e di essere incoraggiata, quindi vorrebbe andare d’accordo con le persone care. A loro si può spiegare con pazienza: con la mamma o con la suocera si può andare assieme al corso preparto, alla sorella o all’amica si può parlare di quanto appreso in questo periodo di formazione”.

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CHIEDETE FIDUCIA
"Ai parenti o agli amici cari ai quali non c’è tempo di spiegare, chiedete di fidarsi di voi: si possono usare espressioni come 'l’informazione me l’ha data l’ostetrica/il pediatra, ho scelto di fare così' oppure 'adesso sto cercando di trovare il mio modo: se avrò bisogno, sarai la prima persona che chiamerò'". Del resto siete voi la mamma e siete voi a sapere che cosa va bene o non va bene per vostro figlio.

4.allattamento

UTILIZZATE LE 'FRASI MAGICHE
Cosa fare se se a dispensare consigli sono le persone che non sono strettissime ma con cui devo necessariamente avere rapporti (la zia, un collega o il capo)? “Sorridere, annuire e andarsene funziona sempre. Oppure un altro classico passepartout è 'l’ha detto il pediatra' per qualsiasi critica: alla peggio inizieranno a inveire contro il medico, ma almeno vi lasceranno in pace".

5.zen

CAMBIATE ARGOMENTO
Per la zia che si piazza in casa e inizia a sentenziare una buona tecnica è cambiare argomento: “Lo zio come sta? In ufficio come va? Il cugino a Londra?”. Oppure depistate sul pratico: “Vai al supermercato per caso? Perché a me servirebbe il latte…” così vi fate aiutare e stoppate i monologhi. L’ideale sarebbe la strategia zen, ovvero rispondere con gentilezza: “È bello che me lo chiedi, grazie: vuol dire che tieni al mio bambino. Lo terrò presente”.

6.mammaebambinodormire

UTILIZZATE L'IRONIA
“Per i consiglieri sgraditi e inopportuni, nel libro spiego diverse strategie: una è l’approccio 'filosofico': alla domanda 'sei sicura che si faccia così?' una possibile risposta è 'chi mai può essere sicuro nella vita?'. Un’altra è quello 'psicoanalitico' che prevede risposte che ribaltano sull’interlocutore la domanda: 'e lei dove dormiva da piccolo, e quante ore? Si ricorda?'. Oppure c’è la strategia del finto tonto: fissare l’interlocutore in silenzio e andarsene".

7.bimbochepiange

DATE RISPOSTE SPIAZZANTI
E per quelli proprio fastidiosi e accaniti? “Provate a spiazzarli con risposte come: 'Ma come mai le interessa come dorme il mio bambino?' oppure a domande stile 'Sei sicura di aver fatto bene ad allattare?' si può rispondere: 'E lei è sicuro di aver posto la domanda giusta?'. Si può anche fare leva sul senso di colpa, rispondendo ad eventuali critiche così: 'Si, prima di incontrarla ero serena e convinta, ora non lo sono più'. Dovrebbe aiutare a mettere a tacere l'interlocutore".

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STILATE L'AGENDA DEGLI OSPITI
L’ideale è evitare e prevenire le critiche: “Un buon papà che fa da spalla è l’ideale, bisogna cercare con lui l’alleanza. Ad esempio, appena tornati dall’ospedale si può stilare un’agenda degli ospiti, per pianificare le visite. La maggior parte dei parenti viene invitata all’ospedale, poi quelli più stretti pian piano vengono invitati a casa”.

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UTILIZZATE IL FILTRO DEL NEOPAPÀ
Il neopapà fa da filtro per le visite, protegge la mamma dai consigli sgraditi ed è lui che quando rimane da solo con la neomamma, ha il compito di confortarla e di ricordarle che è bravissima. Altre strategie utili sono: silenziare le suonerie del cellulare e del citofono, oppure appendere un cartello simpatico ma chiaro sulla porta: “mamma e bebè stanno riposando”.

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NON FATE LE SUPEREROINE
Ma per una neomamma, che cosa è veramente importante? “Non esitare a chiedere aiuto, e liberarsi dalla sindrome del supereroe. La mamma che spinge il passeggino tutta truccata e perfetta è una chimera: non riuscire a fare tutte le cose è normalissimo. Una donna che diventava mamma nel passato era circondata da donne che facevano il resto dei lavori di casa: se abbiamo la fortuna di avere attorno parenti e amici facciamoli diventare una risorsa. In un altro momento della vita saremo noi ad aiutarli".

ARMATEVI DI PAZIENZA
Chi sono i "cattivi consiglieri" più accaniti nei confronti di una neomamma? “Da quello che mi hanno raccontato le mamme in questi anni, quando nasce un bambino tutti si sentono in dovere di dire la loro. Non c’è una categoria particolare di 'osservatori': la suocera, ma anche la vicina di casa, la collega senza figli, i passanti, tutti devono fare un commento". Che cosa fare quindi per sopravvivere? Il primo consiglio di sicuro è armarsi di santa pazienza e imparare a farsi scivolare i commenti...
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