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I neonati percepiscono il proprio corpo come gli adulti

gambineneonato
02 Ottobre 2015
I neonati di poche settimane possiedono già la percezione del proprio corpo nello spazio, come fossero dei piccoli adulti. Fino ad ora si pensava che le aree cerebrali che si occupano di queste funzioni si sviluppassero molto più lentamente con l’età. La ricerca è tutta femminile e italiana.
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Uno studio di una ricercatrice italiana ha mappato le aree cerebrali responsabili del movimento dei neonati: già a poche settimane di vita le aree del cervello del neonato che presiedono all’analisi della visione del movimento, sono mature e simili a quelle di un adulto. Una scoperta che apre nuove prospettive per i bimbi affetti da autismo o con disturbi neurologici. (Leggi anche: lo sviluppo del bambino da 0 a 36 mesi)

 

Lo studio è firmato da Maria Concetta Morrone, ricercatrice dell'Università di Pisa e della Fondazione Stella Maris di Calambrone ed è stato pubblicato sulla rivista PLOS Biology.

 

Si pensava infatti che le aree cerebrali responsabili del movimento si sviluppassero lentamente e con l'età, grazie alle interazioni del bambino con il mondo esterno. Grazie all'uso della risonanza magnetica su bimbi di sette settimane, i ricercatori hanno invece scoperto il contrario. Quelle aree ci sono già e sono simili a quelle di un adulto.

 

L'immagini delle aree cerebrali adibite al movimento nei neonati (FG e CG)e negli adulti (CS).
L'immagini delle aree cerebrali adibite al movimento nei neonati (FG e CG)e negli adulti (CS). | doi:10.1371/journal.pbio.1002260.g002

Una sfida quella di riuscire a fare una risonanza magnetica a bambini svegli, ma così piccoli.

 

Il team di ricerca è riuscito infatti a portare a termine sedute di 30 minuti rassicurando i bambini col tocco delle mani sotto la testa. Alcune volte hanno aiutato anche le mamme dei piccoli, in modo da tenere attenti i neonati – intenti a seguire con lo sguardo dei punti luminosi che si muovevano in modo casuale o in traiettorie coerenti agli stimoli – per un tempo sufficiente a produrre dati affidabili.

 

Risultati che potrebbero essere utilizzati in caso di autismo o paralisi cerebrali

 

Perché è importante questa ricerca? Per le implicazioni cliniche che ne potrebbero derivare, in particolare per quanto riguarda quei disturbi dello sviluppo neurologico come l’autismo e la paralisi cerebrale.

 

Grazie a questo studio ora si sa di più sulla posizione in cui si trovano alcune aree del cervello infantile e il loro stato di maturazione. Mappe che possono guidare i medici verso nuove prospettive riabilitative appropriate e, si spera, maggiormente efficaci.

 

Fonte: Biagi L, Crespi SA, Tosetti M, Morrone MC (2015) BOLD Response Selective to Flow-Motion in Very Young Infants. PLoS Biol 13(9): e1002260. doi:10.1371/journal.pbio.1002260

 

Guarda anche il video: come capire i sintomi di autismo infantile