Studio tedesco

Il pianto dei neonati non è universale

piantoneonato
02 Settembre 2016
Il pianto di un neonato? Dipende dalla lingua di appartenenza. E già a pochi giorni di vita si percepiscono le differenze tra un bebè di una mamma europea che piange, rispetto a un piccolo di una madre che parla una lingua tonale (come per esempio il cinese).
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La lingua che si parla in casa influenza il modo in cui un neonato piange. Un apprendimento che inizierebbe già dal grembo materno. E che renderebbe il pianto qualcosa di NON universale. Il vagito di un bebè africano è infatti diverso da quello di un bimbo tedesco, cinese o italiano.

Ne sono convinti diversi studiosi dell'Università di Wuerzburg, in Germania, che hanno condotto due differenti studi sui pianti dei nuovi nati e la loro tonalità.

 

Nella prima ricerca, pubblicata su Speech, Language and Hearing, gli autori hanno analizzato i vagiti di 21 neonati tedeschi e di 21 neonati della popolazione Nso del Camerun, emessi nella loro prima settimana di vita.

 

La scoperta? I pianti dei bimbi tedeschi erano tendenzialmente monotonali (come del resto la lingua parlata dalla madre), quelli degli africani fluttuavano di tono, dal basso verso l’alto. Insomma, una specie di cantilena melodica non presente nei bimbi di lingua tedesca.

 

Differenza tra lingue tonali e monotonali


Esistono lingue tonali e quelle monotonali. Le monotonali, come il tedesco, il francese, lo spagnolo, l'inglese, il portoghese e l'italiano, sono caratterizzate da un unico suono o tonalità per sillaba.
In quelle tonali, come per esempio il cinese o diverse lingue africane, la variazione di tono di una stessa sillaba ne determina il significato o l'appartenenza a una classe grammaticale.

 

 

 “Il pianto dei neonati le cui madri parlano una lingua tonale è caratterizzato da una variazione melodica significativamente più alta rispetto, per esempio, ai bimbi tedeschi - spiega Kathleen Wermke, che ha diretto i due esperimenti -. Il loro pianto suonava più come una cantilena”.

Il secondo studio. Anche dalla seconda ricerca, pubblicata sul Journal of Voice, sono emersi gli stessi risultati. In questo caso hanno collaborato anche i ricercatori dell’Università di Pechino. Sotto esame, il pianto di 102 neonati, metà nati Germania e l’altra metà in Cina.

Anche se in questo caso le evidenze sono state minori, sono state rilevanti.

 

Secondo gli studiosi l’intonazione del pianto dei bimbi tedeschi era più dura. I neonati cinesi avevano invece un tono più variabile e melodico.

 

La lingua si impara nel pancione quindi? Secondo gli studiosi, potrebbe essere. I piccoli infatti, ancora prima di nascere, imparerebbero i toni della loro futura lingua già nel pancione.

 

Fonte: Università di Wuerzburg