PANCERA

Pancera post parto: è utile o no? Il parere dell’ostetrica

Di Alice Dutto
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2 luglio 2018 | Aggiornato il 17 settembre 2019
Ancora oggi nonne e suocere consigliano alle neomamme l’uso della pancera, mentre gli operatori sanitari la sconsigliano con alcune (poche) eccezioni

Chi ha appena avuto un bambino lo sa: uno dei primi consigli che viene dato da amici e parenti pochi giorni dopo il parto è “perché non metti la pancera per rimetterti in forma”?

In realtà, già al corso di preparazione alla nascita spiegano che, in occasione di un parto naturale, l’utilizzo della pancera è sconsigliato, perché allunga i tempi di ripresa del corpo.

Eppure, c’è ancora una grande confusione su questo tema. E noi abbiamo voluto fare chiarezza contattando Michela Bardino, ostetrica del Centro Medico Santagostino di Milano.

 

Indice:

 

  • la moda della pancera
  • perché le neomamme usano la pancera
  • perché è meglio non usare la pancera
  • la pancera dopo il parto cesareo
  • quando usare la pancera
  • le alternative alla pancera

 

 

LA “MODA” DELLA PANCERA

 


“La pancera nasce come supporto alla parete addominale, andando a svolgere il lavoro che gli addominali retti, obliqui e trasversi, fanno naturalmente: cioè contenere gli organi interni dentro all’addome”.

 

 

 


Durante i nove mesi gestazione, questa situazione muta: “i retti addominali si allungano fino a 15 centimetri a fine gravidanza e si dilatano. Si crea una diastasi fisiologica, un fenomeno normale che serve per permettere la crescita dell’utero”.

Una volta nato il bambino, la pancia si sgonfia e la parete addominale non viene più sostenuta come in precedenza da parte dei muscoli: così la pancia può sembrare morbida e ancora abbastanza voluminosa. “È come aver indossato la stessa maglietta per tutto il periodo dell'attesa: quando la pancia della gravidanza sparisce la maglietta non può essere aderente” spiega l’ostetrica.

In questo caso si tratta, però, di una condizione momentanea. “Serve semplicemente un po’ di tempo, che si può quantificare in 3-6 mesi, per riprendere il tono muscolare che si aveva prima della gestazione”.

 

 

PERCHÉ LE DONNE USANO PANCERA

 


Eppure, a molte donne l’effetto della pancia “molle” non piace e quindi decidono di indossare la pancera fin dalle prime settimane dopo il parto.

Alle ragioni estetiche si aggiungono poi anche le false credenze: “in passato, infatti, veniva spesso consigliato alle donne di indossare la pancera per ritornare prima in forma. E molte quindi pensano che sia giusto”.

 

 

PANCERA? MEGLIO NON USARLA

 


“Quando viene indossata, la pancera va a contenere gli organi interni e a sostenere la parete addominale. In pratica, si sostituisce ai muscoli addominali lavorando al posto loro; in questo modo gli addominali non saranno mai messi in condizione di riprendere il loro ruolo di contenimento della parete addominale che durante la gravidanza avevano perso” puntualizza l'esperta.

Quindi, si ottiene un risultato estetico più rapido, ma “paradossalmente si rallenta la ripresa del tono muscolare degli addominali”. Tanto prima i muscoli addominali vengono rimessi in esercizio, infatti, tanto più velocemente torneranno com’erano prima.

 

Un altro effetto indesiderato riguarda il pavimento pelvico: “Indossare una pancera contenitiva stringe la pancia aumentando la pressione addominale e spingendo sul pavimento pelvico che, dopo il parto vaginale, è in una fase di grande debolezza. In questo caso, la pancera ha un effetto ancor più negativo e può aumentare la probabilità di incontinenza urinaria e prolassi”.

 

 

PANCERA DOPO IL TAGLIO CESAREO

 


Un’eccezione riguarda il parto cesareo: “In questo caso, l’uso della pancera può essere utile nei primi 7-10 giorni post-operatori. Questo perché c’è un taglio chirurgico e la pancera garantisce una maggiore protezione degli organi interni, come accade in qualunque altro intervento di laparotomia”.

Questi dispositivi devono essere indossati solo nei momenti in cui la donna si muove o fa sforzi, ad esempio si alza e cammina, mentre vanno rimossi quando è sdraiata o seduta.

 

 

QUANDO USARE LA PANCERA

 

  • taglio cesareo
  • diastasi addominali
  • ernie addominali
  • precedenti interventi chirurgici locali

 

Ci sono altri casi in cui si può valutare l’uso di questo strumento: “Per esempio, se una persona è già nota per avere problemi di diastasi degli addominali, ernie addominali o ha già subito interventi chirurgici locali. Per bilanciare i pro e i contro dell’utilizzo della pancera è bene rivolgersi a uno specialista”.

 

Detto questo, un utilizzo sporadico a uso estetico - ad esempio in occasione di un matrimonio o di una cerimonia - non comporta gravi problematiche. “La pancera non deve essere indossata quotidianamente, ma se utilizzata in modo occasionale, non dà problemi”.

Ma quali sono quelle da preferire? “Quelle che coprono interamente l’addome, dall’area sottocostale fino al pube: sono in materiale semi elastico e hanno una chiusura longitudinale centrale regolabile con velcro”.

 

 

LE ALTERNATIVE ALLA PANCERA

 


Per preparare il corpo e ridurre la possibilità di una diastasi addominale si può lavorare già prima della gravidanza: “Una donna che arriva alla gravidanza con un buon tono addominale, sarà meno soggetta a incorrere nella diastasi addominale”. Quindi, già prima di rimanere incinta si consiglia di svolgere un’attività fisica equilibrata e mantenere sempre una postura corretta.

Durante la gravidanza, invece, “è meglio non effettuare esercizi di rafforzamento selettivo dell’addome, in particolare i cosiddetti ‘crunch’; è invece consigliabile praticare un’attività fisica che coinvolga tutto il corpo. In questo modo, si riducono i dolori posturali dovuti alla gravidanza e si aiuta il fisico, incluso l’addome, ad adattarsi a essa”.

 

 

 

Dopo una gravidanza, invece, è controversa la tempistica di ripresa dell’esercizio selettivo sull’addome, “mentre è da promuovere anche precocemente, fin dai due mesi dopo il parto, una blanda attività fisica che coinvolga tutte le parti del corpo”.

Prima di rimettersi in moto è comunque consigliabile parlare con il proprio ginecologo e fare una valutazione del pavimento pelvico per evitare eventuali problemi.