Psicologia neonato

Bimbo amato, adulto felice

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08 Luglio 2008
Il tuo bambino è appena nato e già ti poni grandi questioni: riuscirò a farlo diventare una persona sicura di sé e intelligente? Sarò in grado di aiutarlo a sviluppare il suo potenziale? Fai bene a chiedertelo ora. Diversi studi hanno evidenziato che nel primo anno di vita del neonato i genitori possono fare molto per mettere le prime basi di un’esistenza felice.
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6 regole d'oro per il primo anno di vita del tuo bambino

 

  • Entra in sintonia con il tuo bimbo, lasciati guidare dalle sue necessità. Dagli amore, vicinanza e dolcezza.

  • Parlagli: sarà pronto quando si gira verso di te con le manine ben aperte. Quando ne avrà abbastanza, girerà la testa dall’altra parte.

  • Dal terzo mese puoi mostrargli oggetti e immagini di diversi colori, un carillon sopra il lettino è l’ideale.

  • Dal sesto mese puoi fare lunghi discorsi. Lui risponderà con i suoi suoni.

  • I giochi con le dita e quelli dove si fa il solletico fanno la felicità dei bambini dai sei mesi in su.

  • I giochi dove si nascondono gli oggetti sono l’ideale dal settimo mese in poi. Fai sparire un oggetto e fallo ricomparire magicamente.

 

 

Il neonato ha bisogno di sicurezza

 

La voglia di vivere e di imparare è innata in ogni bambino. Da te ha bisogno di sicurezza, ingrediente fondamentale per sviluppare le sue inclinazioni

 

Il modo migliore, attraverso il quale i bambini possono imparare a scoprire e a capire il mondo, è sentire la vicinanza e la protezione dei genitori o delle altre persone di riferimento. Solo così si sentono sicuri. I loro piccoli cervelli lavorano bene se sono rilassati, se imparano senza paura e se riescono ad assimilare le informazioni che il mondo offre loro senza stress. "I bambini sempre preoccupati ad assicurarsi che non sono da soli non hanno la capacità di elaborare le scoperte interessanti", afferma Karl Heinz Brisch, psichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Università di Monaco di Baviera.

Brisch, insieme a Gerald Hüther, neurobiologo dell’Università di Gottinga, stanno studiando da anni di cosa hanno bisogno i bambini per una crescita sana. La loro conclusione: è fondamentale che il bambino nei primi dodici mesi stringa un forte legame affettivo con mamma e papà. In concreto questo significa che i genitori devono stare attenti a rispondere in modo pronto ai suoi bisogni, ossia cibo, calore e tenerezza. La natura ha fatto sì che le mamme e i papà capiscano in modo intuitivo di cosa ha bisogno loro figlio. Il forte legame affettivo si stabilisce quando i genitori si fidano di questo intuito, con un continuo scambio con il bambino, attraverso il contatto fisico, quello visivo e il dialogo. Ai genitori che danno amore, il bimbo risponde con altrettanto amore che si manifesta con un sorriso estasiato, un gridolino soddisfatto quando riceve le coccole e gli si danno i bacini, oppure con i suoi piccoli progressi.

 

 

Impara meglio senza stress

Dalla nascita in poi le cellule nervose del cervello del bambino assimilano in modo avido tutti i segnali e le informazioni che gli arrivano attraverso i cinque sensi. Grazie a questi stimoli impara a stabilire dei legami, si costruiscono punti di scambio (sinapsi), impara a trarre conclusioni logiche e agire di conseguenza. Più i bambini crescono, più questi modelli sono stabili.

Per un bambino di sette mesi prendere l’orsetto rosso che è per terra davanti a lui, non è un problema. Un impulso va verso il cervello e il processo si avvia: stende il braccio, apre la manina e afferra l’orsetto. Tre mesi fa sarebbero stati necessari sforzi ben più imponenti! Passo dopo passo si costruiscono le singole regioni del cervello. Per ogni passo nello sviluppo, nei primi mesi sono stabiliti nuovi collegamenti; per fare ciò il bambino ha bisogno di molta calma e di tanti stimoli quanti è capace di elaborarne.

Ha bisogno di conferme

All’inizio gli scambi delle cellule nervose nel cervello sono ancora molto blandi. Si fissano solo quando vengono confermati:

attraverso l’osservazione. I bambini sono già dei piccoli statisti. Quello che appare sempre insieme, va insieme. Per esempio, un'auto: un bimbo ha già da tempo il sospetto che tutte le macchine abbiano le ruote. Più auto vede, più la sua supposizione diventa una consapevolezza;

attraverso la ripetizione. Il mondo è fatto di prove ed errori. Il bimbo prova tutto il giorno a prendere il ciuccio nel suo lettino: a volte, per caso, ci riesce; i suoi movimenti così diventano sempre più sicuri. E a sei mesi riesce a prenderlo e se lo mette in bocca con fare determinato.

La miglior scuola? Fare da se

Il mondo è un grande laboratorio e ai bambini piace un sacco vivere la propria curiosità: osservano e sperimentano in continuazione. Mostrano a mamma e papà a cosa sono interessati, da cinque mesi indicano con la manina, ancora prima dimostrano la loro gioia quando vedono un viso che conoscono, chiedono ai genitori di parlare con loro con i primi suoni della lallazione.

Mechthild Papousek, ricercatrice dell’età infantile di Monaco di Baviera afferma: "Tutto quello che insegniamo al bambino, non lo può più imparare. Questo vuol dire che i genitori dovrebbero, per esempio, lasciare che il bambino afferri il sonaglio e non metterglielo in mano. I piccoli che si sforzano fanno progressi più evidenti. In linea di principio vale la regola che i bambini imparano di più se prendono da soli l’iniziativa, entrando in comunicazione attiva con il loro ambiente”.

Ha paura? Basta la tua voce

 

Più avanti non impareranno così velocemente come durante il primo anno. Nei primi 12 mesi di vita il cervello cresce tre volte di più rispetto agli anni successivi

 

La voce alta della vicina? E la luce abbagliante del lampo? Sono pericolosi? Un rapido sguardo a mamma e papà tranquillizza il bambino: i genitori devono mantenersi rilassati, la loro mimica serena, la voce calma, insomma, devono dare segnali che tutto va bene. "Check back": così chiamano i ricercatori le assicurazioni che i bambini già a tre o quattro mesi cercano dai loro genitori.

Più avanti non impareranno così velocemente come durante il primo anno. Nei primi 12 mesi di vita il cervello cresce tre volte di più rispetto agli anni successivi. Tutti i collegamenti importanti nei vari settori del cervello sono attivati e i bambini hanno già acquisito delle conoscenze a livello intellettivo che saranno poi la base per il loro sviluppo mentale. Iniziano a pensare in modo astratto: verso la fine del primo anno di vita i piccoli sanno che le cose continuano a esserci anche se non si vedono più. È così che possono richiamare alla memoria l’immagine di mamma e papà anche se sono separati da loro.E ciò è importante lungo il percorso verso l'autonomia: più il bambino è legato, più stabilmente riesce a portare l’immagine dei suoi cari in se stesso, più facile gli riuscirà il primo passo verso la conquista del mondo.

(Articolo tratto da Eltern, la prima rivista europea per genitori)

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