Sviluppo bebè

Il bambino mette tutto in bocca, come regolarsi

Di Lorenza Laudi
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18 ottobre 2019
I bambini esplorano tutto con la bocca: con loro, niente è al sicuro! La collana della nonna, i capelli della mamma, l'iPad del papà. Basta distrarsi un secondo e stanno succhiando quello che meno aspetteresti. I genitori rabbrividiscono a vedere come tutto finisca sotto le fauci dei loro pargoli. Per i bimbi però è importante: tutte le informazioni passano dalla loro bocca direttamente alla testa...

I bambini studiano il mondo attraverso la bocca. Alcuni studiosi hanno verificato che già dal secondo trimestre di gravidanza i bimbi nel pancione succhiano il pollice con disinvoltura. Si stanno preparando per quando conosceranno mamma e papà.

 

 

I bimbi mettono tutto in bocca, come regolarsi

 

Come mai la bocca è così importante? E cosa cambia a sei mesi, un anno, tre anni o sei anni? Scopriamo, in vari passaggi, come mai i bambini mettono tutto in bocca e cosa è bene lasciare sotto la loro portata e cosa no.

 

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  1. Pronti, partenza... via. Si parte in gravidanza
    Ancora prima della nascita, i bambini si esercitano a succhiare. Il tuo bimbo infatti, già nel secondo trimestre di gravidanza, succhia il pollice con vigore con una media di 18 volte per ora.
  2. Nozioni di base. Dal quarto mese di vita del bambino
    Dal quarto mese in poi, tutto quello che capita a tiro può finire nella bocca del tuo bambino. Non importa se sono le chiavi di mamma, il telefonino di papà o il proprio piedino. Il bimbo mastica anche intensamente superfici dure, per esempio la sponda del lettino. Forse sta mettendo i dentini oppure è iniziata la cosiddetta "fase orale", termine coniato da Sigmund Freud 100 anni fa. Attraverso la bocca il bambino scopre il mondo.
  3. La ricerca e l'importanza della bocca
    Come mai la bocca è così importante? Semplice: gestisce le sensazioni più emozionanti. Gli occhi e le mani non sono ancora molto sviluppati. Invece la lingua, il palato e le labbra danno al bambino la sensazione di provare un'esperienza in 4D. Le terminazioni nervose aiutano a capire che sta mordendo le costruzioni (sono dure e spigolose), il tappetino del bagno è morbido e soffice mentre il pennello è duro e pungente.
  4. Da un anno di vita in su...
    Solo dopo il primo anno di vita la voglia di mettere tutto in bocca inizia a scemare: a questo punto le mani diventano sempre più abili e sarà meno necessario studiare tutto con la bocca... Non vi stupite però se il vostro bimbo di tre anni ha appena addentato la ringhiera (nonostante gli abbiate detto 1000 volte di non farlo).
  5. Che cosa si può addentare e cosa no?
    Ora è giunto il momento di capire cosa si può mangiare e cosa no. Il tuo bambino ha molte più papille gustative di te: non solo sulla lingua, ma anche sulle guance e nella gola. Quello che deve fare è capire l'associazione tra gusto e olfatto. Fagli provare differenti cibi: dolce, salato, acido, amaro. Solo gli alimenti troppo caldi andrebbero evitati: il bambino non è in grado di reagire immediatamente alle alte temperature e quando si accorge, per esempio, che una patata è bollente, è già troppo tardi. Solo dopo i sei anni di vita il bimbo inizia a reagire più velocemente.

 

 

 

Il bimbo può mettere in bocca senza problemi ciò che è pulito e privo di sostanze chimiche. Non è necessario disinfettare sempre e per forza tutto. I germi con i quali il tuo bambino viene in contatto... lo rafforzano! E anche se ha mangiucchiato un po' il giornale non è necessario farne un dramma. Ad ogni modo è necessario fare una selezione di ciò che può essere pericoloso e cosa no.

 

Quindi metti assolutamente sottochiave prodotti per la pulizia, agenti chimici, lampade a olio e essenze, sigarette e farmaci. Via anche gli oggetti troppo piccoli: monete, graffette, ma anche la lettiera del gatto! Hai appena messo il fertilizzante nei vasi delle piante dell'appartamento? Puoi proteggerli sistemando sopra con una calza di nylon. E, se sei in dubbio, contatta il centro antiveleni.

 

(Articolo tratto da Eltern.de, il primo magazine tedesco per genitori)

 

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